mercoledì 26 febbraio 2020

Il canone a gambero sopra un palindromo

Livre du voir dit
Lo sviluppo della polifonia nel basso Medioevo portò i compositori ad escogitare giochi e artifici sempre più complessi nell'arte del contrappunto. Tra questi, il canone a gambero, ossia cancrizzante, che si definisce come la possibilità di alternare o anche sovrapporre una linea melodica con il suo percorso retrogrado, ossia procedente dall'ultima nota alla prima.

Tutto ciò è affine al palindromo, l'artificio letterario per il quale la lettura dei caratteri in senso inverso rimane invariata (ad esempio Adda).

Un esempio molto simpatico possiamo ricavarlo dall'opera di Guillaume de Machaut (1300-1377), nativo nella regione di Reims nel Nord-Est della Francia, esponente importante della cosiddetta Ars Nova, che rappresentò una vera anticipazione del Rinascimento nella produzione musicale del XIV secolo.

Prendo ad esempio un canone dal titolo significativo, Ma fin est mon commencement (La mia fine è il mio inizio): traggo le informazioni da un blog del musicista e musicologo americano Jordan Alexander Key.

La forma di questo canone, che è definito Rondeau, evidenziando in tal modo la sua forma circolare, è AB-aA-ab-AB, dove le lettere si riferiscono alla linea musicale e quando sono minuscole indicano una modifica del testo letterario sulla stessa musica. La lettera B corrisponde al retrogrado di A.

La caratteristica più importante di questo pezzo è il suo andamento retrogrado, corrispondente ai versi 2 (dopo l'1), 6 (dopo il 5) e 8 (dopo il 7); il testo è il seguente:

1 (A) Ma fin est mon commencement (La mia fine è il mio inizio)
2 (B) Et mon commencemente ma fin (E il mio inizio è la mia fine)
3 (a) Et ce n'eure vraiement (E questo vale veramente)
4 (A) Ma fin est mon commencement. (La mia fine è il mio inizio)
5 (a) Mes tiers chians trois fois seulement (La mia terza melodia solo tre volte)
6 (b) Se retrograde et einse fin (Si retrograda e quindi finisce)
7 (A) Ma fin est mon commencement (La mia fine è il mio inizio)
8 (B) Et mon commencemente ma fin (E il mio inizio è a mia fine)

La polifonia è a tre voci: la linea mediana è il Cantus, la linea inferiore è il Tenor, mentre la linea superiore è il Triplum. Accade dunque che al verso 2 il Tenor ripercorre la propria strada a ritroso, mentre le altre due voci si scambiano le parti, procedendo anch'esse a ritroso.

La varietà è data semplicemente dalla sovrapposizione degli stessi elementi: il Triplum corrisponde al Cantus in forma retrograda e viceversa, mentre il Tenor è un palindromo, essendo sempre la stessa linea che procede in avanti e indietro.

Ma fin est mon commencement


Possiamo ascoltare una bella esecuzione di questo canone.

Questo gusto per gli incastri dell'artificio canonico, nel quale l'arte si collega alla speculazione, al gioco enigmistico e alla simbologia cosmologica, si ritrova in autori molto posteriori: ad esempio in Johann Sebastian Bach, nella celebre raccolta Das musikalische Opfer (1747), nella quale troviamo vari tipi di canone, compreso il retrogrado e addirittura l'enigmatico, definito cripticamente Quaerendo invenietis, ossia cercando troverete, perché la soluzione non è data, ed in effetti sono possibili almeno quattro diverse soluzioni:

Quaerendo invenietis

Quaerendo invenietis

Quaerendo invenietis

Quaerendo invenietis


Ed ancora nel Novecento ritroviamo questo gusto in alcune opere di Béla Bartók e nei compositori della seconda scuola di Vienna, nella dodecafonia di Schoenberg (che prevede l'utilizzo del retrogrado seriale) e in particolare in Anton Webern, anche per la suggestione di antiche iscrizioni latine, come il celebre Quadrato del Sator, nel quale ogni parola può essere letta da sinistra a destra o viceversa e anche dall'alto in basso e viceversa, come si trova in molte chiese medievali, ad esempio nel Duomo di Siena

Duomo di Siena


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