lunedì 30 marzo 2020

Musica 8d

Musica 8d
Un interessante articolo sul sito dell'AGI (l'Agenzia Giornalistica Italia) ci spiega in cosa consiste questo nuovo fenomeno che si sta sviluppando rapidamente soprattutto nel pubblico giovanile: la "musica 8d". Di fatto, è una cosa molto semplice: nell'ascolto in cuffia, la musica continua a passare da un auricolare all'altro, provocando un effetto di coinvolgimento totale del cervello.

Nel messaggio "virale" che è stato fatto girare mediante WhatsApp, con la raccomandazione dell'ascolto in cuffie, è inserita una bella versione del celebre "Hallelujah" di Leonard Cohen, eseguita dal gruppo vocale statunitense Pentatonix.

La musica in 8d è descritta dunque come "un massaggio musicale al cervello", provocando una sensazione di spazialità ancora maggiore rispetto al tradizionale effetto stereo. Sembra quasi che la musica non rimanga più circoscritta a due fonti sonore, ma diventi "uno spazio virtuale di forma sferica, dove si possono apprezzare stimoli che sembrano provenire da diversi angoli" (così si esprime il tecnico del suono Andrés Mayo, citato nell'articolo dell'AGI).

Su YouTube è addirittura presente un canale specifico, denominato "8d Tunes", con oltre sei milioni di iscritti. Ma il fenomeno sembra sia stato accentuato dal periodo forzato di quarantena che stiamo vivendo.

La mescolanza di effetti audio e video, arricchiti da questo effetto 8d, può portare ad esiti creativi interessanti, ma anche al rischio di un "incantamento" dell'ascoltatore, che potrebbe essere usato pericolosamente a fini manipolatori.

L'idea di coinvolgere l'ascoltatore in una esperienza totalizzante, quasi narcotica, non è certo nuova nella storia della musica: in fin dei conti era quanto auspicava già Wagner con la sua "opera d'arte totale", nella quale la fonte sonora strumentale (l'orchestra) non doveva neppure essere visibile al pubblico del teatro.

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giovedì 26 marzo 2020

Musica dai balconi

Flash mob musica
E' stata pubblicata in questi giorni una intervista al celebre compositore Ennio Morricone, nella quale il celebre autore di grandi colonne sonore, oggi più che novantenne, esprime il suo disagio in questo momento drammatico, criticando la musica dai balconi e il conseguente flashmob, ritenendo che "la musica in questo momento non ha nessun valore" e soprattutto non ha nessun valore consolatorio.

Con questo post desidero esprimere un parere diverso ed opposto: la musica, secondo me ha un grande valore anche in queste situazioni e questo suo valore non può ridursi al solo aspetto "consolatorio".



Flash mob musica
L'argomento è complesso. Ci sono famiglie che sono colpite dal lutto o da sofferenze gravi e prolungate. Ci sono medici e personale ospedaliero che svolgono la loro opera difficile, tenace e generosa, esponendosi a rischi molto diretti. Ci sono anche persone sole nelle loro abitazioni e persone che viceversa non possono interrompere il proprio lavoro in ambienti che magari non sono sufficientemente attrezzati per proteggere la salute.

Per tutte queste persone, l'ascolto di musica dai balconi, magari musica allegra, chiassosa e anche sfrenata, può costituire effettivamente un grande fastidio o, peggio ancora, un grave disturbo che accentua la loro difficoltà.



Musica dai balconi
Credo che sia necessario usare un atteggiamento di equilibrio e di buon senso. Non condivido il pensiero del pur illustre e amato maestro Morricone. Premesso che una intervista può dare un'idea falsata o addirittura distorta del pensiero dell'intervistato, ritengo questa posizione molto radicale e moralista, nel senso deteriore della parola.

Noi crediamo che la musica abbia un grande valore simbolico ed evocativo, che va ben al di là dell'aspetto consolatorio.


Ad esempio: per chi ama la grande musica storica, il 21 marzo è stato il "compleanno" di Bach e a molte persone ha fatto bene ricordarlo. Pensiamo anche alle iniziative (non attuali, ovviamente) dei piccoli concerti nelle corsie d'ospedale.


La musica ha dunque un valore simbolico ed evocativo. La musica esprime la nostra persona, le nostre emozioni, il nostro inconscio a livello profondo. Perciò la musica dai balconi rappresenta la nostra paura, ma anche la nostra speranza, il nostro bisogno di superare la difficoltà, il nostro bisogno di sentirci vicini alle altre persone, il nostro bisogno di comunicare agli altri la parte più intima, più personale e più bella del nostro io.


Fare musica dai balconi è anche un modo per tenere compagnia alle persone che stanno da sole!



Disc jockey
Per tutti questi motivi (e molti altri) la musica dai balconi è una iniziativa che va incoraggiata e proseguita. Con alcuni accorgimenti utili per non urtare la sensibilità di chi è in sofferenza o in forte disagio: non eccedere con la durata; non eccedere con il volume; non fare esibizioni troppo plateali. Non occorre tirare fuori tutto l'armamentario del disc jockey per vivere in compagnia questo momento di flash mob!


Inquinamento
Questo strano periodo di quarantena ha anche permesso di riscoprire alcuni aspetti positivi: la riduzione dell'inquinamento, ad esempio; un minor rumore di fondo nelle nostre città (che nel tempo normale vivono una condizione di inquinamento acustico molto importante); la riscoperta di nuovi modi di comunicare e di stare vicino agli altri... anche a distanza. Per tutti questi aspetti la musica può essere un grande aiuto.


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giovedì 19 marzo 2020

Arriva la Primavera, una primavera speciale con musica dai balconi

Musica dai balconi
Arriva la Primavera. Una primavera speciale, quest'anno, segnata dalla pandemia e dalla quarantena, che ha modificato le nostre abitudini di vita e il corso normale dei nostri studi scolastici.

Di fronte a questo evento strano, rivendichiamo la forza suggestiva e positiva della grande musica. Come non ricordare, in questa occasione, le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, capolavoro della musica barocca italiana, pubblicato ad Amsterdam nel 1725; e in particolare la più celebre di esse, la Primavera, appunto, con i suoi ritmi gioiosi che sembrano richiamare anche visivamente il risveglio della natura: il canto degli uccellini, i bruschi temporali, la stupenda fioritura degli alberi nel mese di marzo, le dolci brezze. Tutto richiama al desiderio di tornare a vivere all'aperto, come ognuno di noi desidera in questi giorni particolari.

Come è ben noto, il Concerto è ispirato ad un grazioso sonetto di ispirazione arcadica:

Giunt'è la Primavera e festosetti
La salutan gl'Augei con lieto canto,
E i fonti allo spirar de' Zeffiretti
Con dolce mormorio scorrono intanto.

Vengon' coprendo l'aer di nero amanto
E lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti.
Indi, tacendo questi, g'Augelletti
Tornan' di nuovo al lor canoro incanto.

E quindi sul fiorito ameno prato
Al caro mormorio di fronde e piante
Dorme 'l Caprar col fido can' a lato.

Di pastoral Zampogna al suon festante
Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato
Di primavera all'apparir brillante.

Un'idea per questa musica dai balconi che molti desiderano esprimere, questa bella idea della musica alle ore 18, un flash mob che unisce le persone e richiama la speranza in un futuro più sereno.

Possiamo ascoltare il Concerto vivaldiano a questo link

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giovedì 12 marzo 2020

La didattica musicale a distanza al tempo del coronavirus

L'emergenza coronavirus e la didattica musicale a distanza

Coronavirus
Il periodo particolare che stiamo vivendo in Italia e nel mondo a causa della pandemia di coronavirus e delle norme che sono state adottate per contenere il contagio (evitare assembramenti e contatti interpersonali ravvicinati) ha dato un impulso di accelerazione alla diffusione di metodi e strategie per una didattica a distanza, che utilizza le nuove possibilità offerte dalla comunicazione online mediante Internet. Si tratta di un settore di attività che è già presente da alcuni anni, ma non ha ancora avuto una applicazione diffusa e sistematica. Accade a volte che situazioni di emergenza diano un impulso di sviluppo creativo e dinamico alle nostre abitudini, per fare fronte alle nuove situazioni. Certamente la didattica a distanza presenta dei limiti di varia natura, ma è importante che tutti diventino più esperti, per avvalersi nel modo più efficace delle nuove risorse offerte dallo sviluppo tecnologico.
La didattica musicale si articola in differenti settori, che presentano problematiche diverse in relazione alla comunicazione a distanza. Vediamo di riassumerle molto brevemente.

Coronavirus
La didattica musicale online: lezioni di strumento

Ci sono vari tipi di insegnamento che si possono svolgere nell'ambito della didattica musicale e, come vedremo, alcuni si prestano meglio alla comunicazione a distanza, altri meno. 
Innanzitutto dobbiamo distinguere tra lezioni individuali e lezioni di gruppo; inoltre dobbiamo considerare i casi particolari determinati dalla interazione musicale tra i soggetti coinvolti.
Il primo caso che desideriamo trattare è quello della lezione individuale di strumento. Prendiamo esempio dal pianoforte, ma ovviamente criteri analoghi possono essere utilizzati per ogni strumento e ovviamente per la didattica del canto.

Dobbiamo preparare un setting di lavoro che sia efficace al massimo livello. Sia il docente che lo studente devono munirsi di hardware e software adeguati, sia riguardo la connessione Internet, sia riguardo le prestazioni video e audio, che peraltro ogni buon computer ormai fornisce in modo soddisfacente. Per quanto riguarda la qualità della resa sonora, può essere consigliabile utilizzare alcuni accorgimenti: ad esempio, collegare al computer un microfono esterno, casse di amplificazione ed eventualmente una scheda audio esterna.
Sconsigliamo l'uso del telefonino: il monitor è più piccolo, l'audio è meno efficace, i costi sono maggiori, nei termini di pagamento del servizio, ed infine ci sono maggiori rischi di inquinamento.
Si dovrà scegliere lo strumento di comunicazione adeguato, ossia i vari programmi di videochiamata disponibili anche gratuitamente online: Google Duo, Zoom, Skype, WhereBy, o altri.

Dopo aver fatto vedere il proprio volto per i saluti iniziali, è importante orientare la videocamera verso le mani alla tastiera, in modo da poter seguire passo passo l'allievo in ogni suo passaggio strumentale: potremmo anzi dire che questo è un vantaggio della didattica musicale a distanza, in particolare per il pianoforte, quando nell'aula di lezione si ha a disposizione un unico strumento, mentre online ognuno ha la possibilità di agire sul proprio strumento. Dunque, posizionare il video in modo che le nostre mani siano chiaramente visibili allo studente: in tal modo si potranno far vedere movimenti e posizioni adeguati al singolo passaggio musicale. Fare attenzione alla corretta luminosità del video: la fonte di luce non deve essere mai collocata alle nostre spalle, bensì davanti, sopra oppure da sinistra.

Ovviamente la lezione dovrà essere preparata con tutti gli allegati utili, in formato pdf, video, foto, in modo che si possano condividere i materiali di studio. E' anche possibile condividere le pagine di musica in tempo reale: ad esempio, su Skype è disponibile il comando "condividi schermo", mediante il quale lo studente può vedere la schermata del docente, che può aver postato una pagina di musica o altro materiale necessario alla lezione.

Coronavirus

La didattica musicale online: lezioni di teoria musicale, armonia, storia della musica

Nel caso di lezioni teoriche collettive occorre avvalersi delle varie risorse disponibili su Internet. Si può registrare una lezione, che evidentemente riprodurrà il classico schema della lezione frontale, oppure (consigliabile) si potrà interagire in modo diretto con il gruppo di studenti, in modo da realizzare una lezione più partecipata o anche attività di laboratorio
Tra le risorse disponibili, una delle più semplici è Google Classroom, uno strumento che ci permette di organizzare le nostre lezioni collettive. Se si lavora per conto di una scuola, essa deve registrarsi con un apposito account. Se invece si lavora in proprio, è sufficiente il proprio account personale. 

Coronavirus

Prove musicali di insieme online (Networked music performance)

Questo è il caso più difficile: la possibilità di una interazione in tempo reale su una rete di computer che permetta ai musicisti di luoghi diversi di esibirsi come se fossero in un'unica stanza. Non ci pare ancora possibile organizzare una prova d'insieme con molti esecutori (coro o orchestra); qualche tentativo può essere fatto con la musica da camera. Gli strumenti abituali di comunicazione per videochiamate (Skype, Google Duo o altri) incorrono facilmente in problemi tecnici. Il principale problema riguarda il tempo di ricezione del messaggio audio, che, benché minimo, può costituire una significativa differenza, a causa di un leggero ritardo (latency, latenza) che preclude la simultaneità precisa degli attacchi e degli stacchi del suono. Scientificamente è stato appurato che la latenza deve essere mantenuta al di sotto di 30 millisecondi, che è il limite della percezione umana. Esistono già buone piattaforme, ad esempio Jammr (jam together online), che però è pensato solo per strumenti elettronici collegabili direttamente via cavo al computer. Le ricerche per il perfezionamento di questo e di altri problemi tecnici sono continue e ci si aspetta rapidi progressi nell'immediato futuro.

Strumenti di monitoraggio e di valutazione

CoronavirusSe si è docenti di una scuola, l'istituto deve provvedere al monitoraggio delle lezioni, per tutelare sia il personale docente sia gli studenti riguardo l'effettivo svolgimento del corso. Il registro elettronico è ormai in dotazione nella maggior parte delle scuole, ma purtroppo alcune ne sono ancora sprovviste. In particolare nel sistema dell'Alta Formazione, il riconoscimento dei crediti è legato, tra altre cose, all'attestazione di un monte ore di frequenza. Anche per i docenti è necessario attestare il monte ore di lezioni svolto. Per le istituzioni pubbliche statali, pur in regime di autonomia, sarebbe corretto avvalersi di un unico strumento a disposizione di tutti gli istituti, in modo da garantire un riscontro oggettivo. 
Analoghe procedure possono essere utilizzate per la valutazione. Ricordiamo che non è consentito svolgere prove di verifica formale a distanza, né per l'insegnamento dello strumento (perché in ogni caso la resa audio non sarebbe paragonabile all'esecuzione dal vivo) né per le materie teoriche, perché ovviamente non c'è nessuna possibilità di verificare che lo studente non abbia a disposizione le risposte ai quesiti posti.

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venerdì 6 marzo 2020

Il trasporto tonale nella musica vocale

Nella musica vocale è frequente l'uso del trasporto, cioè della trascrizione in altra tonalità, più alta o più bassa, in funzione della tessitura della voce che canta il pezzo.

Trasporto in altra tonalità
Occorre distinguere differenti abitudini a seconda del repertorio. Ad esempio, nella musica operistica la pratica del trasporto non è molto frequente, sia per motivi pratici (occorre trasportare la parte di tutti gli strumenti d'orchestra), sia per non alterare la continuità della musica nella successione delle varie scene (in molti casi retta da precise logiche tonali), sia infine per tradizione consolidata: le arie sono familiari al pubblico nelle tonalità originali e perciò immaginate per un certo tipo di vocalità. Ciò non toglie che accada a volte di trasportare brani operistici, soprattutto quando sono eseguiti come pezzi staccati nell'ambito di concerti: in particolare, ovviamente, quando le arie d'opera sono accompagnate al pianoforte. Così ci è capitato di suonare la parte strumentale dell'arioso di Rodolfo, "Che gelida manina", nella "Bohème" di Puccini, in Do Maggiore anziché nella tonalità originale di Re bemolle, perciò mezzo tono sotto, rendendo quindi meno rischiosi i salti nel registro acuto. Tuttavia si tratta di casi eccezionali e non consigliabili.

432 Hz
Va anche ricordato che il riferimento alla frequenza dei suoni si è progressivamente alzato, passando dall'antico 415 Hz per il 'la' centrale al 440 stabilito normativamente alla metà del XX secolo ed ora anche oltre. Secondo il grande Giuseppe Verdi, l'intonazione ideale sarebbe a 432 Hz. In ogni caso, i cantanti, come gli strumentisti, si sono progressivamente abituati (più o meno forzatamente) a questa tendenza ad elevare la frequenza di riferimento.

Lieder
Molto più frequente il caso del trasporto nella musica vocale da camera: in questo ambito si da per scontato che voci di tessitura diversa possano eseguire lo stesso pezzo. Accade così che uno stesso Lied di Schubert, ad esempio, possa essere eseguito non solo indifferentemente da voce maschile o femminile (con alcune limitazioni determinate da specifici contenuti del testo), ma anche da voci di tessitura diversa, tanto è vero che sono reperibili edizioni stampate in almeno tre tessiture: per voce acuta (soprano o tenore), per voce media (mezzosoprano o baritono) e per voce grave (contralto o basso). Di solito sono reperibili dunque tre tonalità differenti per ogni Lied, tuttavia può darsi il caso di cantanti che, per un singolo pezzo, desiderino tonalità ancora differenti, il che rende necessario il lavoro di trasposizione tonale.

Musica pop
Infine c'è il caso della musica pop, a partire dai classici songs di Gershwin, fino alle produzioni dei cantautori più recenti: anche in questo caso è utile realizzare un trasporto tonale per adattare il pezzo alla tessitura della singola voce cantante.

In un successivo post riporterò alcuni esempi.

In conclusione, in un certo tipo di repertorio è normalissimo adattare la musica alla propria tessitura.

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