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venerdì 1 aprile 2022

Ennio, un film documentario di Tornatore per ricordare Morricone

 "Si deve andare avanti, alla ricerca di cosa? Non lo sappiamo".
Morricone e Tornatore

Con questa frase emblematica, che riassume il senso del comporre a partire da una pagina bianca, e diventa metafora dell'esistenza stessa, con questa frase pronunciata con voce sommessa dal compositore si conclude l'omaggio di
Giuseppe Tornatore ad Ennio Morricone, un film documentario intitolato appunto "Ennio".
Una grande, intensa carrellata sull'opera del musicista, dagli studi con Goffredo Petrassi all'incontro con i maggiori registi del nostro tempo, dopo un periodo giovanile come arrangiatore non banale di canzoni pop. Una carriera straordinaria che lo stesso compositore rievoca con la sua gentilezza composta: curiosa personalità di uomo timido che ha conquistato il mondo con la forza del suo talento.
Una vita anche attraversata dalle contraddizioni e sofferenze di due mondi musicali che sembravano non potersi incontrare, tra le perplessità del maestro Petrassi e dei suoi compagni di studi (ad esempio Boris Porena) e i suoi stessi propositi di lasciare il cinema, continuamente deviati da sempre nuovi successi.
Alla fine si capisce che Morricone ha vinto una battaglia: un artista anche pop, ma che non ha dimenticato Frescobaldi, Bach, Stravinskij.
Ci emozioniamo nel vederlo e sentirlo commosso, quando ricorda, lui novantenne, il suo vecchio maestro, e quando dedica alla moglie l'Oscar alla carriera.
Mite e coraggioso, come il suo gesto direttoriale. È stato bello anche sentire la testimonianza di un grande direttore come Pappano.
Un film da vedere, dunque, per chi ama la musica e il grande cinema.

giovedì 26 marzo 2020

Musica dai balconi

Flash mob musica
E' stata pubblicata in questi giorni una intervista al celebre compositore Ennio Morricone, nella quale il celebre autore di grandi colonne sonore, oggi più che novantenne, esprime il suo disagio in questo momento drammatico, criticando la musica dai balconi e il conseguente flashmob, ritenendo che "la musica in questo momento non ha nessun valore" e soprattutto non ha nessun valore consolatorio.

Con questo post desidero esprimere un parere diverso ed opposto: la musica, secondo me ha un grande valore anche in queste situazioni e questo suo valore non può ridursi al solo aspetto "consolatorio".



Flash mob musica
L'argomento è complesso. Ci sono famiglie che sono colpite dal lutto o da sofferenze gravi e prolungate. Ci sono medici e personale ospedaliero che svolgono la loro opera difficile, tenace e generosa, esponendosi a rischi molto diretti. Ci sono anche persone sole nelle loro abitazioni e persone che viceversa non possono interrompere il proprio lavoro in ambienti che magari non sono sufficientemente attrezzati per proteggere la salute.

Per tutte queste persone, l'ascolto di musica dai balconi, magari musica allegra, chiassosa e anche sfrenata, può costituire effettivamente un grande fastidio o, peggio ancora, un grave disturbo che accentua la loro difficoltà.



Musica dai balconi
Credo che sia necessario usare un atteggiamento di equilibrio e di buon senso. Non condivido il pensiero del pur illustre e amato maestro Morricone. Premesso che una intervista può dare un'idea falsata o addirittura distorta del pensiero dell'intervistato, ritengo questa posizione molto radicale e moralista, nel senso deteriore della parola.

Noi crediamo che la musica abbia un grande valore simbolico ed evocativo, che va ben al di là dell'aspetto consolatorio.


Ad esempio: per chi ama la grande musica storica, il 21 marzo è stato il "compleanno" di Bach e a molte persone ha fatto bene ricordarlo. Pensiamo anche alle iniziative (non attuali, ovviamente) dei piccoli concerti nelle corsie d'ospedale.


La musica ha dunque un valore simbolico ed evocativo. La musica esprime la nostra persona, le nostre emozioni, il nostro inconscio a livello profondo. Perciò la musica dai balconi rappresenta la nostra paura, ma anche la nostra speranza, il nostro bisogno di superare la difficoltà, il nostro bisogno di sentirci vicini alle altre persone, il nostro bisogno di comunicare agli altri la parte più intima, più personale e più bella del nostro io.


Fare musica dai balconi è anche un modo per tenere compagnia alle persone che stanno da sole!



Disc jockey
Per tutti questi motivi (e molti altri) la musica dai balconi è una iniziativa che va incoraggiata e proseguita. Con alcuni accorgimenti utili per non urtare la sensibilità di chi è in sofferenza o in forte disagio: non eccedere con la durata; non eccedere con il volume; non fare esibizioni troppo plateali. Non occorre tirare fuori tutto l'armamentario del disc jockey per vivere in compagnia questo momento di flash mob!


Inquinamento
Questo strano periodo di quarantena ha anche permesso di riscoprire alcuni aspetti positivi: la riduzione dell'inquinamento, ad esempio; un minor rumore di fondo nelle nostre città (che nel tempo normale vivono una condizione di inquinamento acustico molto importante); la riscoperta di nuovi modi di comunicare e di stare vicino agli altri... anche a distanza. Per tutti questi aspetti la musica può essere un grande aiuto.