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venerdì 7 novembre 2025

Credo di Arvo Pärt

 Il "Credo" di Arvo Pärt è una composizione del 1968 di grande impatto suggestivo. Utilizza una tecnica di collage per creare una situazione di grande effetto rappresentativo.

Il testo è semplicissimo: inizia con l'esposizione di una singola frase tratta dal Credo, ossia "Credo in Gesù Cristo". Prosegue poi con due versetti tratti dal capitolo 5 del Vangelo di Matteo: "Voi avete udito che fu detto: Occhio per occhio, dente per dente. Ma io vi dico: non resistete al malvagio".

La legge del taglione ("occhio per occhio, dente per dente") era stata introdotta a partire dal codice di Hammurabi (XVIII sec. a. C.) e ripresa nei Libri biblici dell'Esodo e del Levitico, con lo scopo di limitare la portata di una ritorsione, affinché non fosse superiore al danno subito. 

L'insegnamento cristiano è più radicale: la legge del taglione implica comunque ugualmente un principio di ritorsione e quindi produce un circolo vizioso dal quale non si esce.

Nella musica di Pärt troviamo due elementi fortemente contrapposti: la citazione di Bach, col suo luminoso Do Maggiore, rappresenta un simbolo di bellezza e di verità etica, mentre al contrario la evocazione della legge del taglione porta ad un climax parossistico di totale caos, realizzato sia con la dissoluzione del principio tonale, sia con la tecnica aleatoria, ossia con l'accumulo casuale di elementi eterogenei, come se ogni partecipante all'esecuzione avesse perso il riferimento ad un principio comune e condiviso.

Il monito della parola radicale di Cristo riporta l'ordine e la pace, che è innanzitutto una pace interiore e che diventa testimonianza della necessità di stabilire rapporti di pace e fraternità nel mondo.

Come è attuale questo messaggio! Oggi più che mai.



mercoledì 5 gennaio 2022

Un canto corale sui Magi d'Oriente

I Magi nei mosaici di Sant'Apollinare Nuovo
a Ravenna (Vi secolo)

"We three Kings of Orient are", ossia "Kings of Orient" è un celebre canto natalizio, che fu composto nel 1857 da John H. Hopkins (1820-91), pastore della Chiesa Episcopale in Pennsylvania e insegnante di musica religiosa al Seminario di New York.

Si tratta di un canto ispirato al Vangelo di Matteo (cap. 2, versetti 1-12) e integrato con le leggende della tradizione cristiana antica e medievale, a partire da Tertulliano (II secolo), una tradizione che dal VI secolo (nel documento "Excerpta Latini Barbari") ha anche attribuito dei nomi ai tre Magi (Gaspare, Melchiorre, Baldassarre), ad ognuno dei quali viene riferito uno dei tre doni citati nel testo evangelico, oro, incenso e mirra. I Magi, in origine intesi come astrologi, vennero progressivamente rappresentati in vesti regali. 

L'edizione originale del canto (1863)

Il testo originale in lingua inglese di questo canto è dello stesso Hopkins. Si tratta di una melodia semplice, in tempo 3/8 che ci fa pensare ad un andamento dolcemente danzante; è scritta nella tonalità di mi minore e il ritornello al relativo maggiore, in Sol. La versione originale è realizzata con una armonizzazione a tre voci soliste, che rappresentano i tre personaggi con i loro nomi tradizionali. 


Attualmente si canta nella versione corale a quattro voci.


Versione con testo inglese

Può essere cantato anche in lingua italiana, nella traduzione di Sante Cannito. Come sussidio per lo studio delle parti corali, propongo lo spartito con il testo italiano

Versione italiana



 e, per studiare le parti, si possono ascoltare i files audio delle singole sezioni.