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mercoledì 10 febbraio 2021

La Prima Ballata di Chopin: una guida completa per lo studio

Chopin
Nella produzione pianistica di Fryderyk Chopin (1810-49) hanno grande importanza le quattro Ballate. Con questo titolo suggestivo, il compositore polacco aderisce pienamente alla poetica romantica, nella quale il racconto epico, spesso di ambientazione medievale oppure fantastica, si traduce in invenzione musicale pura, che generalmente accompagna un testo (come nel celebre "Erlkoenig" di Schubert, da Goethe) ma in altri casi si costruisce in una assoluta autonomia musicale, nella quale l'artista realizza uno straordinario equilibrio tra l'invenzione straripante e le solide architetture formali che la contengono.

E' noto che le Ballate di Chopin (scritte tra il 1831 e il 1842) siano state ispirate a poemi del poeta polacco Adam Mickiewicz (1798-1855). Ma il compositore ha voluto evitare di assegnare una precisa corrispondenza tra le sue musiche e i testi poetici: così, a noi rimane la suggestione evocativa di un mondo, di una ispirazione accesa ma non circoscrivibile in una dimensione puntualmente e rigidamente descrittiva.

Prima Ballata di Chopin
Frontespizio del manoscritto autografo
della Prima Ballata di Chopin
La Prima Ballata in sol minore op. 23 (1831-35) è uno dei pezzi più celebri della letteratura pianistica romantica ed è stato eseguito da tutti i più famosi pianisti. Si possono trovare facilmente in rete molte grandi esecuzioni. 

Ho realizzato un ciclo di video (piano tutorials) che accompagnano lo studente nella preparazione completa di questo pezzo, così importante e così impegnativo.

Sviluppo le lezioni in sette video, dei quali il primo è pubblicato su YouTube, mentre gli altri sono caricati a questo link.  

Esistono in rete molti tutorials per l'apprendimento del pianoforte ed anche alcuni dedicati specificamente a questo pezzo. Perciò ti illustro subito il mio metodo di lavoro e quelle che ritengo siano le sue particolarità, visto che non le ho trovate in altre proposte didattiche online:

  1. Ti presento alcune edizioni del pezzo, a cominciare dalle prime, per confrontare tutte le indicazioni: note, dinamiche, fraseggi e articolazioni, ed anche le diteggiature proposte.
  2. Ti presento alcune interpretazioni di pianisti e pianiste celebri del passato e del presente, che si trovano su YouTube: alcune con riprese video live, altre con solo audio e immagine fissa; un ascolto (e spesso visione) molto utile per osservare vari dettagli e le differenti scelte interpretative.
  3. Ti propongo lo studio a mani separate, perché i problemi tecnici sono differenti; possiamo così concentrare la nostra attenzione sulle singole figurazioni musicali, sulle diteggiature possibili, suo suono e sul fraseggio richiesto a ciascuna mano.
  4. Ti propongo lo studio senza pedale, perché così possiamo imparare i meccanismi funzionali alla corretta esecuzione, senza quei "mascheramenti" che possono essere indotti, anche inconsapevolmente, dall'uso precoce del pedale; è ovvio che poi si dovrà dedicare una attenzione specifica al corretto uso del pedale.
  5. Ti propongo una analisi dettagliata di tutti i meccanismi strumentali richiesti dalle singole figurazioni, in modo da avere una guida utile per lo studio.
  6. Infine ti propongo alcune indicazioni per organizzare lo studio progressivo del pezzo.
Sono certo che questo lavoro ti sarà utile! Buona visione del Piano Tutorial

Chopin Ballata Piano Tutorial



martedì 2 ottobre 2012

Lo studio delle doppie note al pianoforte

La tecnica delle doppie note è il più complesso tra i meccanismi dell'esecuzione pianistica. Si tratta di suonare successioni di due suoni simultanei con la stessa mano, spesso ad alta velocità. Ad esempio (Chopin, Studio per le terze, op. 25 n. 6):
Chopin, Etudes pour piano

Oppure (Chopin, Studio per le seste, op. 25 n. 8):
Chopin, Etudes pour piano

La tecnica delle doppie note richiede una sintesi di tutti i movimenti necessari al meccanismo pianistico: l'appoggio del peso del braccio, l'articolazione delle dita, i movimenti laterali della mano in funzione della perpendicolarità del dito in uso. Inoltre è necessario controllare il rilassamento del braccio, dell'avambraccio e della mano, anche mediante piccoli movimenti del polso, del gomito e della spalla. A questo livello di studio si deve aver già maturato la consapevolezza sensoriale dei movimenti, delle posizioni e delle strategie utili ad evitare l'irrigidimento.

Per realizzare questa complessità di obiettivi, nella mia raccolta di 42 Esercizi progressivi di tecnica per pianoforte (La tecnica per il benessere del pianista) sviluppo la materia in dieci esercizi, che sono appunto concepiti in modo da condurre progressivamente alla soluzione della difficoltà.

Dapprima si affronta il movimento di articolazione delle dita, che rappresenta un perfezionamento di una tecnica già acquisita nella prima sezione del metodo.

Poi si procede allo studio delle doppie note, in particolare le successioni di terze e di seste, ma anche di quarte e di quinte (benché meno comuni nel repertorio classico).

Una particolare cura è data poi ai passaggi di dita sopra altre dita, in modo analogo a quanto studiato con il pollice per lo studio delle scale, ma qui esteso ad altre dita; ad esempio: il quarto, il terzo, il secondo dito passano sopra il quinto, oppure il quinto passa sotto il quarto, il terzo, il secondo.

Si procede poi con lo studio delle scale in doppie note ed infine con un esercizio di riepilogo, che riassume non solo la tecnica delle doppie note, ma in fin dei conti tutti principali movimenti del meccanismo pianistico:

Esercizi per pianoforte



mercoledì 30 novembre 2011

La vocalità pianistica di Chopin

Il Notturno è una delle forme più tipiche della musica pianistica dell'Ottocento e del Romanticismo musicale. In questo genere di composizione il musicista scrive per la tastiera del pianoforte pensando idealmente all'espressività che è tipica della voce umana.

La forma romantica del notturno è nata con il compositore irlandese John Field (1782-1837), ma la parola era in uso già nel Settecento: però in quell'epoca essa indicava l'intrattenimento musicale della sera, che poteva assumere i toni galanti della serenata, oppure quelli più genericamente mondani del divertimento (l'esempio più celebre è "Eine kleine Nachtmusik", "una piccola musica notturna", di Mozart).

Nell'Ottocento, con gli esempi mirabili di Field e poi con i capolavori di Fryderyk Chopin (1810-49) il Notturno diventa espressione di una visione del mondo romantica: la notte, l'oscurità diventano il luogo metaforico dell'anelito al superamento del limite, al dilatarsi dell'animo verso le dimensioni del sogno e dell'irrazionale.

Ascoltiamo il più celebre tra i Notturni di Chopin, l'op. 9 n. 2, in Mi bemolle Maggiore. Clicca il link seguente: Chopin, Notturno op. 9 n. 2.

Consideriamo il ritmo della musica: è un tempo in 12/8, cioè una lenta pulsazione che al suo interno prevede una suddivisione ternaria. Ulteriori artifici della scrittura musicale sono orientati ad eludere e contrastare ogni idea di rigidezza ritmica o di scansione eccessivamente regolare: alcune indicazioni sollecitano la ricerca di un fraseggio emotivamente mobile e ritmicamente elastico.

La vocalità, come dicevo all'inizio, è il modello di riferimento per la costruzione della melodia: si tratta di un canto (affidato alla mano destra), sostenuto da un accompagnamento (mano sinistra), quest'ultimo tanto importante ed ampio, quanto subordinato e funzionale alla massima espansione della liricità del canto. Dunque, è proprio la stessa cosa che avviene quando una voce cantante viene accompagnata da uno strumento (ad esempio, il pianoforte stesso).

Ampi slanci verso la zona acuta determinano il lirismo di questo canto, che potremmo immaginare affidato ad un soprano lirico-leggero, cioè caratterizzato da timbro chiaro, brillantezza degli acuti e agilità vocale.

Questa agilità è resa pianisticamente da Chopin mediante abbellimenti e fioriture, che eludono la regolarità della frase e culminano nella vaporosa, iridescente cadenza conclusiva.

L'esecuzione al pianoforte richiede un tocco pianistico che sappia assecondare le infinite sfumature di suono nella mano destra, mentre la sinistra sostiene con il basso l'armonia e accompagna con accordi in ampia estensione.

Un delizioso benessere fisico avvolge l'esecutore nel suonare questo pezzo, che veramente ci fa superare i confini della materialità, evocando i nostri sospiri più profondi.