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mercoledì 14 giugno 2023

La scrittura polifonica nella musica pianistica di Schumann

Schumann
 In questi giorni ho studiato ed eseguito il ciclo di Lieder Frauenliebe und Leben op. 42 (1840) di Robert Schumann (1810-56), uno dei capolavori della produzione vocale da camera del grande compositore tedesco, sommo esponente del Romanticismo musicale

La scrittura pianistica di questi Lieder appare semplice, ma nasconde delle insidie: è un esempio di "finto facile", come amo definirla scherzosamente con i miei allievi.

Trovo importanti analogie con lo Jugendalbum op. 68 (1848), la raccolta di quarantatre pezzi per la gioventù, pensati con un duplice fine didattico: avvicinare i giovani studiosi alla poetica romantica e sviluppare progressivamente le loro capacità di tocco pianistico. 

Riflettendo su quale sia la maggiore difficoltà che si incontra nella musica pianistica apparentemente "facile" di Schumann, ho pensato che essa consista nella continua alternanza di una scrittura accordale con una elaborazione polifonica, che a volte fa addirittura pensare idealmente ad una esecuzione organistica.

Schumann Jugendalbum
Questa trama polifonica è sviluppata, nello Jugendalbum, con una progressività veramente didattica.

Già nel numero 3, Trällerliedchen, notiamo nella mano destra, alle battute 9-16, il prolungamento della durata della voce superiore, che pur inserita nella figurazione in bicordi spezzati affidati alla mano destra, deve emergere con una qualità di tocco cantabile che la distingue dall'accompagnamento:

Schumann Jugendalbum

Nel numero 12, Knecht Ruprecht, lo stesso procedimento appare in forma un po' più complicata, anche perché l'andamento è più veloce:

Schumann Jugendalbum

In Mai, lieber Mai, numero 13, troviamo piccole polifonie e compare per la prima volta il principio dell'imitazione tra le due mani:

Schumann Jugendalbum

In Erster Verlust, numero 16, la mano sinistra utilizza subito un piccolo procedimento polifonico; poi, nella parte centrale, la scrittura procede per imitazione ed è impostata su tre voci:

Schumann Jugendalbum

In Kleiner Morgenwanderer, numero 17, l'esposizione del tema, vigorosamente ritmico, è subito trattata in imitazione:

Schumann Jugendalbum

 In Schnitterliedchen, numero 18, la scrittura della mano destra è costantemente impegnata a due voci:

Schumann Jugendalbum

In Kleine Romanze, numero 19, la melodia è raddoppiata all'ottava e in entrambe le mani troviamo la compresenza di canto e accompagnamento:

Schumann Jugendalbum

Nel pezzo senza titolo numero 21 lo stesso procedimento è affidato prevalentemente alla mano destra, in modo più complesso:

Schumann Jugendalbum

In Rundgesang, numero 22, la scrittura è prevalentemente a quattro voci, anche se con momenti accordali:

Schumann Jugendalbum

Nel pezzo senza titolo numero 26 abbiamo nuovamente canto e accompagnamento nella stessa mano:

Schumann Jugendalbum

Il numero 27 introduce addirittura il procedimento del canone:

Schumann Jugendalbum

Nel numero 30, senza titolo, la scrittura polifonica è usata in modo vario nelle due mani:

Schumann Jugendalbum

Il Thema, numero 34, è a quattro voci:

Schumann Jugendalbum

Nel numero 40 troviamo una piccola fuga (Kleine Fuge), preceduta da un preludio che ricorda lo stile delle Invenzioni di Bach:

Schumann Jugendalbum

E poi ancora, al numero 42, ecco un "corale figurato" (Figurirter Choral), omaggio alla tradizione barocca tedesca, con il tema tratto dal Salterio ginevrino del XVI secolo che, nella sua forma di corale semplice, Schumann aveva già usato nel numero 4 della stessa raccolta, e che qui viene trattato in modo "figurato", ossia inserito in una fitta trama polifonica:

Schumann Jugendalbum

Quindi, una vera e propria progressione didattica, che porta i giovani studenti, alla fine della raccolta, ad avere una piena consapevolezza della scrittura polifonica e delle sue potenzialità a livello di gestione varia e complessa del tocco pianistico, perché ogni voce della trama richiede una sua specifica caratterizzazione sonora.

Schumann Lieder
La stessa concezione, intesa non più in modo didattico, ma unicamente finalizzata all'espressione del testo poetico, la ritroviamo nel ciclo di Lieder Frauenliebe und Leben. 

Già nel primo Lied, Seit ich ihn gesehen, la scrittura accordale si alterna a figurazioni polifoniche, evidentemente derivate da un pensiero organistico, e al tempo stesso funzionale alla miglior resa del legato pianistico:

Schumann Frauenliebe und Leben

Nel secondo Lied, Er, der Herrlichster von allen, troviamo un esempio di polifonia "virtuale": in realtà la scrittura è una semplice melodia accompagnata, ma il continuo mutare di registro della melodia crea l'effetto acustico di una successione di entrate in imitazione; l'esecuzione è abbastanza complessa, anche per la necessità dell'incrocio tra le mani:

Schumann Frauenliebe und Leben

Nello stesso Lied, la coda finale del pianoforte si avvale nuovamente di una scrittura polifonica:

Schumann Frauenliebe und Leben

Nel quarto Lied, Du Ring an meinem Finger, la scrittura della mano destra è polifonica e le ottave nella mano sinistra accentuano la suggestione del suono organistico, perché sembrano evocare il pedale d'organo:

Schumann Frauenliebe und Leben

Infine un ultimo esempio, nelle battute conclusive del settimo Lied, An meinem Herzen, dove il pensiero compositivo di Schumann sembra quasi forzare la naturalezza della esecuzione pianistica:

Schumann Frauenliebe und Leben

In questo caso suggerisco una differente disposizione delle note tra le due mani, che semplifica molto l'esecuzione di questo passaggio, a prima vista un po' macchinoso:

Schumann Frauenliebe und Leben

"Finto facile", dunque, ma estremamente formativo per ogni giovane pianista, oltre ad essere un mondo incantato di bellezza e di ideale artistico che non può non toccare ogni animo sensibile.


giovedì 23 marzo 2023

Edvard Grieg. Ein Traum. Breve analisi musicale

Lieder

Ein Traum 
(En Drøm) op. 48 n. 6
 fu composto da Edvard Grieg nel 1889, su testo del poeta tedesco Friedrich von Bodenstedt (1819-92), a sua volta pubblicato nel 1864.

Nel precedente post ho brevemente descritto il testo poetico, la sua forma letteraria e la traduzione in lingua italiana. Ora analizzo brevemente la composizione musicale di Grieg, soprattutto dal punto di vista formale, con qualche breve indicazione sull'armonia e sulla scrittura strumentale e vocale.

Abbiamo visto che il testo poetico consiste in cinque quartine di novenari a rime alternate. Nella musica, le cinque strofe corrispondono ad una forma musicale A1, A1, B, C, A2. In altre parole, la prima e la seconda strofa sono quasi uguali (con una importante modifica di tessitura nella parte pianistica), e perciò le indichiamo con la stessa sigla A1; la terza è diversa, perciò la indichiamo con B; la quarta ancora diversa, e quindi la indichiamo con C; infine la quinta strofa riprende in modo evidente la struttura di A, però con importanti differenze, perciò la indicheremo con A2. Questo impianto formale assicura all'ascoltatore la percezione di una coerenza interna, sulla quale il compositore opera il suo grande climax espressivo che porta ad un punto culminante proprio nelle ultime battute del pezzo.

Il pezzo, nella tonalità originale di Re bemolle Maggiore (nel repertorio cameristico sono abituali le trasposizioni in base alla tessitura del cantante), consta di 52 battute, in tempo 3/4 e indicazione di movimento Andante.

Possiamo schematizzare la forma del pezzo in questo modo:

  • Una battuta di introduzione del pianoforte, in Re bemolle Maggiore (battuta 1)
  • A1: otto battute in Re bemolle Maggiore (bb. 2-9)
  • Una battuta di interludio del pianoforte (b. 10)
  • A1: otto battute in Re bemolle Maggiore (bb. 11-18)
  • Una battuta di interludio del pianoforte (b. 19)
  • B: otto battute, modulanti da Mi Maggiore a Re, Do, Si bemolle (bb. 20-27)
  • C: dodici battute, modulanti da Re bemolle Maggiore a Sol bemolle Maggiore (bb. 28-39); notare bene la ripetizione della parola nimmermehr (mai più); da questa sezione comincia un grande "stringendo e crescendo", culminante nella sezione successiva
  • A2: dieci battute in Re bemolle Maggiore (bb. 40-49)
  • Tre battute di coda del pianoforte, in Re bemolle Maggiore (bb. 50-52)

L'armonia di Grieg è particolarmente ricercata, nell'uso di accordi alterati e complessi che sono scelti anche per la loro fascinazione timbrica. Ad esempio, proprio nelle prime 6 battute, in Re bemolle Maggiore, troviamo a b. 3 l'accordo sol bemolle - la bequadro (che possiamo interpretare come si doppio bemolle) - re bemolle - fa, ossia una settima sul IV grado con terza abbassata:

Lieder

poi a b. 4 sol bequardo - si bemolle - re bemolle - fa, ossia nuovamente un IV grado con fondamentale alzata:

Lieder
a b. 5 nuovamente l'accordo di b. 3:

Lieder

e infine a b. 6 il ritorno in tonica: si tratta dunque di un movimento cromatico delle parti interne, mentre il basso mantiene saldamente la tonica e la voce superiore del pianoforte mantiene il fa, che potremmo definire un pedale di terza. 

Altro passaggio interessante tra le battute 19 e 20: l'accordo di La bemolle Maggiore di b. 19 conduce direttamente al Mi Maggiore di b. 20; si tratta del procedimento di accostamento di due toni lontani per transizione (cfr. Piston, Armonia,  cap. 14, p. 229: "Un tipo di transizione abbastanza comune nel diciannovesimo secolo è lo spostamento cromatico, da una tonalità ad un'altra, un semitono più in alto"); in questo caso, dopo la tonica di La bemolle, ci potremmo aspettare un I di Mi bemolle (V di La bem.) e invece a sorpresa troviamo il I di Mi Maggiore, ossia un semitono sopra:

Lieder

Segue una lunga progressione cromatica discendente, che tocca Re Maggiore, Do Maggiore, Si bemolle Maggiore, per poi arrivare (b. 28) alla dominante del tono base di Re bemolle. 

A questo punto, pur con varianti armoniche, notiamo la ripresa di A, come detto, nella quale l'aspetto musicale più importante è il poco a poco stringendo e crescendo che rappresenta il climax, davvero carico di sensualità, del pezzo. 

Notevole, a sostegno dell'acuto culminante del canto a b. 47, l'uso dell'accordo di V con la tredicesima. ossia la bemolle - do - mi bemolle - sol bemolle - fa:

Lieder

Sono interessanti anche alcuni aspetti di scrittura strumentale e vocale: ad esempio, abbiamo visto che le battute 11-18 sono sostanzialmente una ripetizione delle battute 2-9, e perciò abbiamo dato la stessa sigla A1; tuttavia la ripetizione non è uguale, perché la tessitura del pianoforte è spostata un'ottava sopra.

Una figurazione caratteristica nei brevi interludi del pianoforte, alle battute 10 e 19, richiama gli stilemi della musica popolare, assai cara al nostro autore:

Lieder


Infine, un dettaglio piccolo ma significativo: a b. 3, l'edizione ci mostra un asterisco sul la bequadro del canto, che rimanda ad una nota in calce, nella quale è scritto sehr weich, ossia molto morbido (o anche tenero); è strano che non l'abbia indicato sul rigo musicale, sembra quasi una puntualizzazione marginale o posteriore, ma esprime un aspetto espressivo importante: le prime frasi sono dolcissime, poi già nella ripetizione di A1 il cambio del tessitura al pianoforte impone anche al cantante un cambio di carattere, una sorta di preparazione al climax successivo. Ma qui siamo già nell'ambito dell'interpretazione, per la quale rimando ad un breve post successivo.


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sabato 18 marzo 2023

Edvard Grieg, Ein Traum. Il testo di Bodenstedt

 Ein Traum (En Drøm) op. 48 n. 6 è un Lied composto da Edvard Grieg nel 1889, su testo del poeta tedesco Friedrich von Bodenstedt (1819-92), a sua volta pubblicato nel 1864. Nella edizione di Grieg appaiono sia il testo originale tedesco, sia la traduzione in norvegese, curata da Johan Nordahl Brun Rolfsen.

Si tratta dell'ultimo di un ciclo di sei Lieder. Evoca un sogno d'amore che si realizza felicemente anche nella realtà.

Vorrei presentare questa bella composizione in modo molto didattico. In questo post analizzo il testo poetico.

Friedrich von Bodenstedt
Friedrich von Bodenstedt (1819-92) fu uno scrittore poliglotta e viaggiatore, conobbe la Russia, la Persia e l'America, con la volontà di approfondire la conoscenza delle culture di questi paesi, a partire dalla lingua.

In questa poesia aderisce ad un tema tipico della letteratura romantica tedesca, il rapporto tra sogno e realtà, qui risolto in termini positivi, senza indulgere ad elementi di malinconia nostalgica. 

La ripetizione di alcuni versi esprime un carattere popolaresco.

La poesia è costituita da cinque quartine di novenari in rima alternata.

Ecco il testo della poesia, con mia traduzione a fronte:

Procedo ora ad una traduzione parola per parola, ossia farò una traduzione letterale che ci permetta di cogliere la collocazione grammaticale e sintattica, ma anche il significato specifico di ogni parola, cosa assolutamente necessaria per il cantante, anche qualora non fosse di madrelingua tedesca. 




Nel prossimo post spiegherò come il compositore utilizza questa forma poetica, vestendola con una forma musicale.

mercoledì 15 marzo 2023

Un sogno di Edvard Grieg

 

Grieg
Edvard Grieg
Nella ampia produzione musicale di Edvard Grieg (1843-1907), il maggiore compositore norvegese dell'Ottocento, uno spazio significativo è dato dalla produzione di Lieder.

Ein Traum (En Drøm) op. 48 n. 6 fu composto nel 1889, su testo del poeta tedesco Friedrich von Bodenstedt (1819-92), a sua volta pubblicato nel 1864. Nella edizione di Grieg appaiono sia il testo originale tedesco, sia la traduzione in norvegese, curata da Johan Nordahl Brun Rolfsen.

Si tratta dell'ultimo di un ciclo di sei Lieder. Evoca un sogno d'amore che si realizza felicemente anche nella realtà.

Vorrei presentare questa bella composizione in modo molto didattico, realizzando tre prossimi post brevi. 

Nel primo tradurrò il testo tedesco parola per parola, ossia farò una traduzione letterale che ci permetta di cogliere la collocazione grammaticale e sintattica, ma anche il significato specifico di ogni parola, cosa assolutamente necessaria per il cantante, anche qualora non fosse di madrelingua tedesca. 

Nel successivo post farò una breve analisi musicale, partendo da una sintesi della forma del pezzo e addentrandomi in alcuni brevi dettagli.

Infine, nell'ultimo post commenterò alcune esecuzioni che troviamo online, perché il confronto tra la pagina scritta e le esecuzioni storiche può essere una buona occasione di approfondimento della conoscenza del pezzo: non necessariamente per "imitare", ma per acquisire una sempre maggiore competenza di ascolto critico. 

Per cominciare, possiamo ascoltare la grande Kirsten Flagstad con il pianista Edwin McArthur.

Ottima interpretazione, più recente, anche da parte del soprano Marcela Wierbicka-Opalinska con il pianista Adam Rogala.




lunedì 26 dicembre 2022

Der König in Thule di Schubert-Goethe. Una lezione per il corso di Maestro Collaboratore

La lezione su questo celebre Lied di Schubert (https://youtu.be/KjEdNOULDWY) è pensata per gli studenti del corso per Maestro Collaboratore. Io sono un pianista accompagnatore, non un cantante. Quello che cerco di dimostrare con questa operazione è che il pianista, accingendosi ad accompagnare un cantante, deve avere una consapevolezza di tutti gli aspetti della vocalità: dunque, qualche nozione di tecnica vocale; la comprensione e la corretta pronuncia del testo, anche se in una lingua diversa dalla propria lingua madre; il fraseggio, le dinamiche, l’interpretazione. 

Per fare questo è utilissimo esercitarsi come ho fatto io ora, e cioè imparare a cantare sopra il proprio accompagnamento. Di solito è sufficiente il cosiddetto “accennare con la voce”, in particolare quando si eseguono pezzi d’opera affidati a personaggi che hanno una vocalità diversa dalla propria quanto ad estensione e tessitura. Nel repertorio di musica vocale da camera, invece, è anche possibile eseguire un pezzo cercando la tonalità più adatta alla propria voce. In questo modo ci si può avvicinare maggiormente alla pratica effettiva del cantante e si può curare in modo più efficace l’espressione che si vuol dare alla musica.

Schubert Lieder
Franz Schubert
Così ho fatto io con il bellissimo Der König in Thule, che è un Lied di Schubert su poesia di Goethe. L’originale sarebbe in re minore, ma nella musica vocale da camera è prassi abituale trasportare i pezzi in base alla propria tessitura vocale. Le raccolte di Lieder sono tradizionalmente edite in varie tonalità, per voce acuta, per voce media e per voce grave. Di questo Lied conosciamo infatti le versioni di Dietrich Fischer-Dieskau e di Hermann Prey, entrambe in si minore, ossia una terza sotto rispetto all’originale; e quella di Christa Ludwig in sol minore, ossia una quinta sotto. Io ho scelto la tonalità di sol minore, che risulta comoda per la mia voce, nella sua tessitura centrale. 

Ho studiato la parte del canto dapprima vocalizzando sulla vocale più comoda, un misto tra la ‘a’ e la ‘o’; poi ho cantato utilizzando le sole vocali del testo ed infine ho cantato con il testo. Ovviamente ho studiato anche la parte pianistica, che in questo caso è particolarmente semplice, ma che deve comunque assecondare la voce nel fraseggio e nelle dinamiche, ed in questo consiste principalmente l’arte dell’accompagnamento pianistico.

Goethe Faust
Johann Wolfgang Goethe
Goethe scrisse la poesia nel 1774; si tratta di una leggenda che racconta la verità dei sentimenti umani, evocata in una mitica isola del Nord. Si tratta di un anziano re che, avendo ricevuto in dono dalla sua amata sposa morente una coppa dorata, conserva amorevolmente questo oggetto, che diventa il simbolo della sua fedeltà al ricordo dell’amata, fino alla sua propria morte. 

La poesia del 1774 fu successivamente inserita dal poeta nella prima parte del Faust, che fu concepita negli stessi anni e poi pubblicata nel 1808. Nel poema egli attribuisce questo canto al personaggio di Gretchen (Margherita), che intende così esprimere la forza della fedeltà amorosa.

Lied di Schubert
Schubert compose il Lied nel 1816, quando aveva solo 19 anni, anche se nel catalogo cronologico porta già il numero 367. Il compositore, cogliendo la semplicità narrativa del testo, ed in analogia con la sua chiarezza formale, sceglie di comporre un Lied strofico, nel quale anche la scansione delle frasi è molto regolare; tuttavia, così come la poesia racchiude nella sua forma classica un accento già fortemente romantico, così la musica lo esalta con la bellezza incantevole della melodia e la pregnanza delle successioni armoniche. 

Dobbiamo dunque comprendere e pronunciare correttamente il testo, tenendo anche presente che nei Lieder strofici, anche se la musica non cambia, il carattere e quindi anche le scelte espressive possono variare nelle varie strofe in base al senso delle parole. 

Per quanto riguarda la pronuncia, consiglio l’ascolto attento di un grande cantante di madre lingua, quindi i tre che ho citato sono ottimi: Fischer-Dieskau, Prey, la Ludwig. Si può anche notare come i cantanti gestiscano la pronuncia in funzione delle esigenze vocali, pur senza mai modificare le parole

Per quanto riguarda la comprensione del testo, suggerisco di fare innanzitutto una traduzione letterale, parola per parola, che ci permette di entrare nel significato di ogni vocabolo che dovremo esprimere nella musica; ed è importante che questo lavoro preliminare sia svolto personalmente, con l’ausilio di una buona grammatica e di un buon dizionario. Dopo questo, sarà utile confrontare qualche buona traduzione già esistente, che di solito non è letterale, ma cerca di rendere, per quanto possibile, l’afflato poetico dell’originale. 

Può capitare anche di trovare errori nelle traduzioni esistenti. Io ad esempio ho trovato un errore importante proprio nella traduzione di questo Lied, in un sito web che pure, solitamente, è attendibile; mi sono perciò confrontato con la classica traduzione di Giovita Scalvini (1791-1843), poeta italiano contemporaneo di Goethe, e così ho capito le vere intenzioni del poeta, peraltro intuibili dal senso complessivo della poesia. Ne parlo nel video, dove si può trovare anche la traduzione completa del testo: https://youtu.be/KjEdNOULDWY


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domenica 6 gennaio 2019

Un Lied per voce e orchestra di Gustav Mahler

Il Lied per voce e orchestra è un genere molto particolare, curato dai compositori di lingua tedesca tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo. Si tratta infatti di un genere che nasce dallo spirito e dallo stile della musica vocale da camera, ma amplia la prospettiva sonora alla ricca tavolozza del contesto sinfonico, costituendo perciò una sorta di ponte tra la dimensione intimista della musica da camera e la potenzialità rappresentativa e drammatica del teatro musicale.

Rückert Lieder
"Ich bin der Welt abhanden gekommen" (1901) appartiene ad un gruppo di cinque Lieder per voce e orchestra che Gustav Mahler (1860-1911) compose su testi del poeta tedesco Friedrich Rückert (1788-1866).

Il testo è il seguente:

Rückert Lieder
Ich bin der Welt abhanden gekommen, 
Mit der ich sonst viele Zeit verdorben, 
Sie hat so lange nichts von mir vernommen, 
Sie mag wohl glauben, ich sei gestorben. 

Es ist mir auch gar nichts daran gelegen, 
Ob sie mich für gestorben hält, 
Ich kann auch gar nichts sagen dagegen, 
Denn wirklich bin ich gestorben der Welt. 

Ich bin gestorben dem Weltgetümmel, 
Und ruh' in einem stillen Gebiet. 
Ich leb' allein in meinem Himmel, 
In meinem Lieben, in meinem Lied.


La traduzione:

Io sono scomparso al mondo,
Con lui ho del resto sciupato molto tempo,
Di me non ha udito nulla già lungamente,
Può ben credere che io sia morto!

Di ciò non m'importa nulla,
Se il mondo mi ritiene morto,
Io non posso proprio dir nulla al contrario,
Perché veramente sono morto al mondo.

Io sono morto al trambusto del mondo
E tranquillo in un quieto luogo.
Io vivo solo nel mio paradiso,
nel mio amore, nel mio canto.

Il testo struggente, di intima confessione personale, nel quale il poeta esprime il suo disagio esistenziale di fronte alla povertà interiore del mondo sociale, è interpretato dal musicista con intensa partecipazione emotiva, rafforzata dall'uso di strumenti particolarmente evocativi, come il corno inglese, il clarinetto, il corno, il violino solista, che dialogano con la voce e si alternano ad essa nella rappresentazione del paesaggio emotivo. 

Un clima di sofferta e pacata nostalgia, una Sehnsucht dolente ma tuttavia risolta in dolcissimo abbandono lirico, che ricorda inequivocabilmente il celeberrimo Adagietto della Quinta Sinfonia, composta nello stesso anno.

Ich bin der Welt, Rückert Lieder
Il carattere del pezzo raccomanda l'uso di una voce media o grave, maschile o anche femminile. Ovviamente il Lied può essere eseguito in modo efficace anche con l'esecuzione al pianoforte: il pianista avrà cura di evocare le sonorità orchestrali, in questo dialogo coinvolgente nel quale, come al solito, quanto mai inopportuno potrebbe essere il riferimento al concetto di "accompagnamento", se ad esso si desse il significato deteriore di semplice sostegno subordinato alla voce cantante. In effetti, si tratta di un dialogo intenso, nel quale la parte strumentale sembra la risonanza interiore della parte vocale, come se la musica potesse andare oltre la semantica della parola, secondo la grande intuizione che ancora Mahler riprende dalla poetica romantica.

Un'interpretazione memorabile di questo Lied ci è data da Dietrich Fischer-Dieskau, con l'orchestra Filarmonica di Berlino diretta da Karl Böhm: clicca qui. Il cantante riesce a rendere pienamente la dolcezza sublime della parte vocale, secondo le indicazioni dell'autore: spesso invece in altre esecuzioni, pur ottime dal punto di vista tecnico, prevale una eccessiva drammatizzazione nell'enfasi interpretativa.


domenica 23 dicembre 2018

La ninna nanna di Margrete, un Lied di Grieg su testo di Ibsen

Edvard Grieg
Margretes Vuggesang è un Lied composto da Edvard Grieg nel 1868 e pubblicato come primo pezzo nella sua raccolta di Quattro Lieder op. 15.

L'occasione di questa piccola pagina è data dalla nascita di Alexandra, unica figlia del compositore norvegese e della moglie Nina Hagerup.

Henrik IbsenL'ispirazione fu data da una poesia del grande drammaturgo Henrik Ibsen (1828-1906), contenuta nel suo dramma Kongs-Emnerne (I pretendenti al trono) del 1863, ambientato nel Medioevo e riferito a fatti storici della terra norvegese.

Ma la musica di Grieg è del tutto svincolata dal contesto del dramma ibseniano e coglie del testo l'atmosfera magica e sognante, da cui scaturisce una dolcissima melodia, armonizzata in modo semplice nella scrittura pianistica, che è basata su un accompagnamento accordale, ma risulta estremamente raffinata nell'effetto armonico e coloristico, secondo lo stile tipico del musicista.

Grieg Ninna nanna di Margrete

Il testo originale è in lingua norvegese; si canta abitualmente anche in tedesco; ne riporto la traduzione italiana:

Svanisce la parete, scompare il soffitto,
su su verso il Cielo,
su su dritto, dritto vola
il principe Haakon sulle ali del sogno.

Dalla Terra fino al Cielo
si alza la scala che il principe Haakon
sale fino in cima, con gli angioli
custodi dei bimbi piccini.

Che Dio ti benedica
principe Haakon
La tua mamma e custode
sempre veglia su di te!

Il breve pezzo è tripartito, in corrispondenza con le tre brevi strofe della poesia: la parte centrale rappresenta un momento di maggiore intensità emotiva, evidenziata dalle alterazioni cromatiche della linea melodica e dalla progressione ascendente verso l'acuto; tuttavia non è mutato il clima di dolce tenerezza che pervade tutta la composizione e che viene definitivamente suggellato dalla ripresa della parte iniziale.
Grieg

La cadenza plagale conclusiva del pianoforte sembra dare quasi la suggestione di un atteggiamento di preghiera.

Grieg


Per i motivi brevemente accennati, è richiesta sia al cantante che al pianista la ricerca di sonorità tenui e soffuse, peraltro suggerite dallo stesso testo musicale, che prevede addirittura un ppp (più che pianissimo) e una escursione massima soltanto al mezzo forte nel punto culminante della parte centrale.

Una buona esecuzione è quella del soprano Hendrickje Van Kerkhove con il pianista Nicolas Callot: clicca qui.

Esiste poi una versione per coro femminile, che non è stata fatta dal compositore, però è molto suggestiva, perché utilizza l'armonizzazione originale: clicca qui.