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giovedì 14 maggio 2020

Il solfeggio ritmico e il metodo di Pozzoli

Solfeggio ritmico

Il solfeggio ritmico e il metodo di Pozzoli

Il solfeggio ritmico è sempre un argomento attuale in educazione musicale. La sua impostazione didattica è stato molto ripensata negli ultimi cinquant'anni, in particolare per le attività rivolte all'infanzia.


Solfeggio in rete
Anche il celebre metodo di Ettore Pozzoli (1873-1957), Solfeggi parlati e cantati, che fu pubblicato nel 1903 e poi con varie modifiche fino al 1931 e conobbe una grandissima fortuna, è oggi visto criticamente dagli operatori del settore. Tuttavia non si può negare un grande valore, innanzitutto musicale e inoltre anche didattico, a questo autore, che si è dedicato con passione e competenza anche al pianoforte e al canto. Si può concludere che il suo Metodo è ancora valido, in particolare se proposto a studenti adulti.

Nella mia personale riflessione sul metodo didattico pongo particolare attenzione al rapporto tra solfeggio e gesto della mano: è importante avviare lo studente, progressivamente, al gesto del direttore d'orchestra e per questo motivo trovo particolarmente utile la progressione degli esercizi di Pozzoli, come spiego in questo breve video che ti invito a guardare. 

giovedì 7 maggio 2020

L'orecchio affettivo e l'educazione musicale

L'orecchio affettivo e l'educazione musicale


Orecchio musicale affettivo
Uno dei grandi maestri della pedagogia musicale, il medico belga Edgar Willems (1890-1978), ha insistito sulla educazione dell’orecchio affettivo, che è trascurato nella didattica tradizionale della musica:

Se la sensorialità uditiva è il punto di partenza, la base stessa della musicalità, la sensibilità affettivo-uditiva ne è forse il centro... Si ascolta spinti da un desiderio, da una emozione (paura, sorpresa). Un interesse è in gioco. Questo interesse fissa l’attenzione e diventa così un ponte utile e perfino necessario al dischiudersi della coscienza sonora... Per mezzo della sensibilità uditivo-affettiva entriamo nel mondo della melodia; grazie ad esso, l’uomo può cantare la sua gioia, i suoi dolori, le sue speranze o ancora, semplicemente, il suo amore per la bellezza dell’espressione sonora.1

orecchio musicale affettivo
Contro l’insegnamento astratto e teorico, basato su un’enfatizzazione della dimensione cognitiva a scapito di quella emotiva, Willems precisa:

Siccome il fanciullo è molto emotivo, e il suono ha una potente azione sull’affettività, è dunque di grande importanza che l’insegnante utilizzi la sensibilità del fanciullo nell’educazione. Per ottenere un risultato soddisfacente occorrerebbe evidentemente unire alla conoscenza della musica doti native di educatore e un senso spiccato della psicologia dell’anima infantile.
Succede spesso che l’educazione dei sentimenti sia bandita dall’insegnamento musicale; questo assume troppo spesso la forma nozionistica di un corso di scienze. Questa maniera d’agire è dovuta all’ignoranza della vera natura della musica e dei suoi rapporti con l’essere umano. Chi trascura l’educazione della sensibilità nell’insegnamento, trova forse che l’emozione ostacola l’apprendimento razionale, indispensabile al conseguimento di risultati rapidi d’ordine pratico. Siamo dunque in presenza di un fatto molto grave...2

Cuore e cervello in educazione musicale
In realtà bisogna superare la contrapposizione tra apprendimento intellettuale e apprendimento emotivo, conciliare le varie dimensioni della personalità in una sintesi armoniosa e non repressiva:

Vi è dunque una difficoltà da risolvere: sviluppare nello stesso tempo l’emotività e l’intelligenza. Può esserci incompatibilità tra l’affettività e l’intellettualismo, ma non ce n’è tra la sensibilità affettiva e la vera intelligenza che è una esperienza profonda basata sulle acquisizioni della sensorialità e dell’affettività.
La musica, forse più che qualsiasi altro settore dell’educazione, ha bisogno dello sviluppo dei sentimenti. Questo troverà naturalmente il suo posto nello studio di ciò che concerne la melodia: la scala, gli intervalli melodici, le canzoni, le piccole improvvisazioni.3

Willems e l'educazione dell'orecchio
Edgar Willems
E ancora:

Per meglio valutare il ruolo dell’affettività - bisogni, desideri, emozioni, sentimenti - nella musica e nel fenomeno dell’audizione, dovremmo riferirci all’importanza che essa ha per l’essere umano in generale.4

Il discorso non vale solo per i bambini, ma per tutte le persone; anzi, negli adulti la repressione dell’emotività è la causa delle nevrosi, perciò bisogna riscoprire l’importanza dell’educazione musicale come terapia anche nei soggetti adulti tendenzialmente sani, ma repressi o inibiti.
1 WILLEMS, Edgar, L’oreille musicale, Tome I, La préparation auditive de l’enfant, 1933, 3a ed. 1970 (trad.it. di G.Vianello, L’orecchio musicale, vol.I, La preparazione uditiva del fanciullo, Padova, Zanibon, 1975, p.45).
2 WILLEMS, Edgar, op.cit., p.46.
3 WILLEMS, Edgar, op.cit., p.46.
4 WILLEMS, Edgar, op.cit., p.47.

venerdì 12 luglio 2019

Didattica e Pedagogia Musicale per i 24 crediti

concorso a cattedre

Il MIUR dovrebbe bandire in tempi brevi l'atteso concorso ordinario a cattedre per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Le Università e i Conservatori, in ottemperanza al Decreto Ministeriale 616/2017, hanno attivato corsi per permettere ai candidati di maturare i 24 crediti (CFU o CFA) necessari per accedere al concorso. Qui di seguito si può scaricare il materiale utile per la preparazione del concorso, in forma di slides.

Corso di Pedagogia Generale e Musicale 

nell'ambito dei corsi per l'acquisizione dei 24 crediti 
(DM 616/2017)



Così lo presenta l'editore:
Un testo che sviluppa ampiamente i contenuti indicati dal Decreto Ministeriale 616/2017, nell'ambito dell'acquisizione dei 24 crediti necessari per accedere ai concorsi a cattedre nella scuola secondaria. 
La didattica e la pedagogia musicale sono affrontate sotto l'aspetto storico, metodologico e legislativo: si citano i maggiori autori e le problematiche attuali, particolarmente cruciali nella nostra epoca segnata da grandi e rapide trasformazioni tecnologiche e sociali.

domenica 23 dicembre 2018

La ninna nanna di Margrete, un Lied di Grieg su testo di Ibsen

Edvard Grieg
Margretes Vuggesang è un Lied composto da Edvard Grieg nel 1868 e pubblicato come primo pezzo nella sua raccolta di Quattro Lieder op. 15.

L'occasione di questa piccola pagina è data dalla nascita di Alexandra, unica figlia del compositore norvegese e della moglie Nina Hagerup.

Henrik IbsenL'ispirazione fu data da una poesia del grande drammaturgo Henrik Ibsen (1828-1906), contenuta nel suo dramma Kongs-Emnerne (I pretendenti al trono) del 1863, ambientato nel Medioevo e riferito a fatti storici della terra norvegese.

Ma la musica di Grieg è del tutto svincolata dal contesto del dramma ibseniano e coglie del testo l'atmosfera magica e sognante, da cui scaturisce una dolcissima melodia, armonizzata in modo semplice nella scrittura pianistica, che è basata su un accompagnamento accordale, ma risulta estremamente raffinata nell'effetto armonico e coloristico, secondo lo stile tipico del musicista.

Grieg Ninna nanna di Margrete

Il testo originale è in lingua norvegese; si canta abitualmente anche in tedesco; ne riporto la traduzione italiana:

Svanisce la parete, scompare il soffitto,
su su verso il Cielo,
su su dritto, dritto vola
il principe Haakon sulle ali del sogno.

Dalla Terra fino al Cielo
si alza la scala che il principe Haakon
sale fino in cima, con gli angioli
custodi dei bimbi piccini.

Che Dio ti benedica
principe Haakon
La tua mamma e custode
sempre veglia su di te!

Il breve pezzo è tripartito, in corrispondenza con le tre brevi strofe della poesia: la parte centrale rappresenta un momento di maggiore intensità emotiva, evidenziata dalle alterazioni cromatiche della linea melodica e dalla progressione ascendente verso l'acuto; tuttavia non è mutato il clima di dolce tenerezza che pervade tutta la composizione e che viene definitivamente suggellato dalla ripresa della parte iniziale.
Grieg

La cadenza plagale conclusiva del pianoforte sembra dare quasi la suggestione di un atteggiamento di preghiera.

Grieg


Per i motivi brevemente accennati, è richiesta sia al cantante che al pianista la ricerca di sonorità tenui e soffuse, peraltro suggerite dallo stesso testo musicale, che prevede addirittura un ppp (più che pianissimo) e una escursione massima soltanto al mezzo forte nel punto culminante della parte centrale.

Una buona esecuzione è quella del soprano Hendrickje Van Kerkhove con il pianista Nicolas Callot: clicca qui.

Esiste poi una versione per coro femminile, che non è stata fatta dal compositore, però è molto suggestiva, perché utilizza l'armonizzazione originale: clicca qui.

sabato 6 maggio 2017

Musica e Bibbia nella scuola. Note didattiche

Musica e Bibbia nella scuola. Note didattiche

Musica e Bibbia nella scuola
Melozzo da Forlì, Angelo musicante
Nell'anno scolastico 2016-17 ho dovuto preparare alcune lezioni per le scuole primarie e secondarie di primo grado, sul tema Musica e Bibbia.

Nel preparare le lezioni ho dovuto pormi il problema didattico della comunicazione dei saperi ad un pubblico di bambini di IV elementare e di ragazzini della scuola media.

Per la mia esperienza didattica e per i miei riferimenti culturali ritengo che ogni forma di comunicazione didattica debba tenere conto delle caratteristiche  e delle specificità di chi riceve le nostre informazioni: sembra un'ovvietà, eppure molto spesso mi è capitato di assistere a lezioni o conferenze anche molto qualificate, che tuttavia risultavano deficitarie sotto questo aspetto, e perciò in sostanza inefficaci. Questa osservazione è valida anche nel caso in cui ci si rivolga ad un pubblico di adulti; immaginiamo poi cosa significhi quando dobbiamo trattare con dei bambini: il rischio del "parlare a vuoto" e di non essere realmente ascoltati e recepiti è in realtà molto alto.

A conclusione dell'esperienza posso sottolineare con soddisfazione come qualsiasi argomento, anche il più complesso (la teologia) o il più difficile da accettare (il dolore, la sofferenza), può essere presentato con successo ad un gruppo di bambini di scuola primaria, oppure, tenendo conto della differenza di età, ad un gruppo di ragazzini della scuola media, purché si faccia attenzione agli strumenti idonei della comunicazione e all'utilizzo di efficaci strategie di coinvolgimento attivo.


Musica e Bibbia nella scuola
In questo progetto, che ho svolto nelle scuole di Bassano del Grappa (Vicenza), San Bonifacio e San Giovanni Ilarione (Verona) ho utilizzato la musica di varie tradizioni storiche e culturali (Bach, Haendel, ma anche Arvo Part, il canto gospel, la danza liturgica africana, eccetera) e opere d'arte di grandi pittori della storia dell'arte. 

Si può leggere il dettaglio del lavoro svolto nel volume



24 crediti

mercoledì 31 agosto 2016

Melodie semplici, architetture complesse

coro
La storia della musica occidentale si è sviluppata spesso nella elaborazione artistica e complessa di materiali semplici, spesso di origine popolare. La grande polifonia del periodo rinascimentale è sovente costruita sulla base di melodie di immediata naturalezza, attorno alle quali il compositore edifica la solenne architettura del contrappunto. Il comporre è perciò propriamente l'arte di mettere insieme elementi diversi, per modellare un'opera che, fondandosi sulla semplicità dei suoi componenti costitutivi, realizza una complessità nobile e solenne.

Prendiamo un esempio tratto dal repertorio francese del XVI secolo. Si tratta di una melodia composta per musicare il testo del Salmo 137 (138 secondo la numerazione ebraica), noto nella versione latina con le parole “Confitebor tibi, Domine”.

Nella versione francese, il testo elaborato dal poeta di corte Clément Marot (1497-1544) inizia con le parole Il faut que de tous mes esprits. Si tratta di un testo di lode e ringraziamento, perché Dio ha soccorso il suo popolo e lo ha liberato dal pericolo, infondendo coraggio e forza all'animo del credente.

La melodia fu adattata da Loys Bourgeois nel 1547, riprendendo materiale già noto e facilmente orecchiabile anche per il popolo orante: si tratta infatti del canto popolare “Une pastourelle gentille”. Nella versione originale, essa è scritta nel modo jonico trasportato a fa, cioè nella forma della scala che darà origine al moderno Fa Maggiore:

Goudimel


Essendo di tessitura piuttosto alta, nelle versioni moderne la melodia è abbassata una terza sotto;di fatto essa è del tutto assimilabile al moderno Re Maggiore:

Ginevra

La bellezza semplice ed efficace di questa melodia è del tutto evidente, a partire dallo slancio ascensionale della prima semifrase, cui segue la risposta coerente e rassicurante della successiva semifrase discendente; il ritmo accentua questo carattere affermativo e solare della melodia. Da battuta 17 l'insistenza nella zona acuta e la mutevolezza dell'accentuazione ritmica danno ulteriore dinamismo al canto, che si conclude poi, alle batt. 25-32, con una frase che riprende elementi già noti, ora racchiusi nell'ambito più ristretto di una quinta per dare un senso di conclusione senza mutarne il carattere costitutivo.

I compositori dell'epoca (ad esempio Claude Goudimel e Claude Le Jeune) hanno compiuto varie elaborazioni polifoniche su questa melodia. Molto suggestiva risulta l'esecuzione del Salmo con alternanze della semplice esposizione monodica (cioè ad una sola voce) e delle varianti più o meno elaborate, come si può ascoltare in questa interpretazione dell'Ensemble Sweelinck di Ginevra:

Ensemble Sweelinck de Genève | Pseaume 138 - YouTube

Infine la troviamo anche in versione italiana, adattata per la liturgia delle chiese (sia protestanti che cattoliche): 

Musica corale


venerdì 22 gennaio 2016

Cinque buone ragioni per cantare

Cantare fa bene alla salute! Fa bene al nostro corpo, è una efficace terapia naturale a favore del benessere fisico e di tutta la persona.
Benessere

Riporto e traduco  un articolo scritto da Umnia Shahid e pubblicato su "The Express Tribune" il 9 ottobre 2014.

Hai paura di cantare a una riunione di famiglia o nella privacy della tua camera da letto, perché senti che non sarà musica per le orecchie della gente? Non preoccuparti, perché il canto ha molteplici benefici fisici, mentali e spirituali. Il Centro di Ricerca Sidney De Haan per l'Arte e la Salute ha intrapreso approfondite ricerche per sostenere il suo scopo di ottenere che il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito fornisca ai medici la possibilità di "canto su prescrizione medica". Come descritto da time.com, qui ci sono cinque ragioni per cui si dovrebbe cantare.

1.Cantare aumenta la salute cardiovascolare:

Cantare è un'attività aerobica che aumenta l'ossigenazione nel sangue ed esercita i principali gruppi muscolari nella parte superiore del corpo, anche quando si è seduti. Diminuisce il rischio di malattie cardiache, colesterolo alto e malattie cardiovascolari.
 


2. Cantare stimola il cervello:

Cantare richiede di imparare a memoria testi seguendo una melodia, così come richiede di collegare parole con le emozioni che esprimono. Respirare cantando porta più ossigeno al cervello, che si traduce in neuroni che emanano impulsi, aumentando la consapevolezza mentale, la concentrazione e la memoria.
 


3. Cantare riduce lo stress:

Quando canti, il tuo cervello rilascia benessere in sostanze chimiche, tra cui le endorfine. Questo rende il cantare un efficace sollievo dell'umore e uno strumento prezioso per alleviare la depressione. Cantare con un gruppo sviluppa un senso di comunità e di appartenenza, riducendo così l'ansia.


4. Cantare è una terapia naturale:

La musica è una grande guaritrice. 
Il canto è anche utilizzato come terapia per le persone malate di cancro, didemenza e per i sopravvissuti ad un ictus. Cantare ha effetti simili sul corpo e sulla mente. Assicura benessere fisico, mentale, psicologico e sociale. Inoltre, migliora la postura e la respirazione, in quanto aumenta la capacità del sistema respiratorio.

5. Cantare costruisce fiducia in se stessi:

Cantare aiuta a sviluppare competenze per parlare con una voce naturale, potente e sicura di sé. Si può migliorare la capacità di usare la voce parlante, con maggiore chiarezza e fiducia. Cantare rilascia un ormone chiamato ossitocina, che aiuta a ridurre l'ansia, contribuendo in tal modo a superare la paura di parlare in pubblico. L'ossitocina aumenta anche sentimenti di fiducia, che rafforzano la fiducia in te stesso, non solo, ma anche in coloro che ti circondano.
 



sabato 4 aprile 2015

Un mottetto di Salieri

Antonio Salieri
Antonio Salieri (1750 - 1825), compositore italiano nato a Legnago nel Veneto, fu maestro di cappella nella corte imperiale degli Asburgo a Vienna. E' famoso anche per essere stato insegnante di compositori importanti come Beethoven, Schubert e Liszt.

Il mottetto "Confirma hoc Deus" (Offertorio per la Pentecoste) risale al.1809. Il testo è tratto dal Salmo 67/68, vv.28-29: "Conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!  Nel tuo tempio, che sovrasta Gerusalemme, i re ti porteranno doni."

Si tratta di un'opera corale di semplice fattura e nobile impianto, che può essere cantata senza grandi difficoltà anche da un coro amatoriale. Due temi musicali si alternano in una forma classica ed elegante.

Propongo dunque anche per questa composizione dei semplici files audio, che permettono ai cantori di ogni sezione di imparare la singola parte.

Studio della parte dei soprani

Studio della parte dei contralti

Studio della parte dei tenori

Studio della parte dei bassi

Ecco la partitura:



venerdì 20 marzo 2015

Studio di un inno corale inglese di Samuel Wesley

Methodist ChurchSamuel Sebastian Wesley (1810-1876) fu un organista e compositore inglese.

Nato a Londra, discendeva dalla famiglia dei fondatori del movimento metodista, il Risveglio della Chiesa Anglicana.

Il suo inno denominato Aurelia, presente nella raccolta Selection of Psalms and Hymns, a cura di C. Kemble, edita nel 1864, è tuttora cantato nei paesi di lingua inglese, in particolare con le parole Another year is dawning (Un altro anno inizia).

In Italia invece si canta con il testo Sol Cristo è della Chiesa di Eduardo Taglialatela (1875-1937), pastore della Chiesa Metodista Episcopale e poi docente universitario di filosofia e pedagogia a Messina e a Catania.

Il testo di Taglialatela esprime il fondamento della Chiesa in Cristo; può essere quindi cantato nella festa di Pentecoste. La versione inglese corrispondente è "The Church's one foundation".

La musica è tipicamente ottocentesca, poggiandosi su armonie dolcemente dissonanti, che ne accentuano il carattere espressivo e affettuoso.

Ecco la musica:
Wesley


 Ed ecco i files audio, registrati dal vivo al pianoforte: per i soprani, per i contralti, per i tenori, per i bassi. 

Volendo, si può esercitare l'esecuzione polifonica con un ascolto realizzato in formato MIDI.





venerdì 27 febbraio 2015

Lezione preliminare di pianoforte



Ecco un video che presenta in pochi minuti la lezione preliminare per iniziare a suonare il pianoforte: una attività benefica per il corpo e per tutta la persona.

Nel video sono spiegati in modo semplice i fondamenti di una corretta impostazione allo strumento.

Si chiarisce che una condizione di rilassamento muscolare è funzionale ad una corretta esecuzione. La pulsazione ritmica sta alla base dei nostri movimenti coordinati e tutto ciò corrisponde proprio alla fisiologia della nostra respirazione naturale, nelle due fasi di inspirazione ed espirazione.

Dalla natura stessa del nostro corpo scaturisce la musica!

sabato 7 febbraio 2015

L'apprendimento di un Corale di Bach, frase per frase

BWV 147Possiamo imparare a cantare un Corale di Bach con un semplice ausilio didattico preparato allo scopo. Non è proprio per principianti, sia per la grande qualità dell'autore, sia per la necessità di usare il testo tedesco (le traduzioni non sono consigliabili). Tuttavia, scegliamo il celeberrimo Corale "Jesus bleibet meine Freude" BWV 147, che non è certo tra i più difficili.

Un file audio può essere preparato mediante esecuzioni dal vivo alla tastiera:  un organo elettronico, oppure un pianoforte. La scelta del pianoforte è preferibile perché il pianoforte realizza più efficacemente il fraseggio musicale, mediante le variazioni di dinamica e le accentuazioni; presenta comunque lo svantaggio di non riprodurre la voce umana e le parole del testo.

Per ovviare a questo inconveniente, molti cori utilizzano altri metodi di studio: il più utilizzato è la realizzazione delle parti in formato MIDI. Questa tecnica presenta indubbiamente alcuni vantaggi: innanzitutto permette ai cantori di ascoltare la parte singola, ma anche la parte inserita all'interno della polifonia; inoltre, mediante un nuovo sistema tecnologicamente avanzato, è possibile ascoltare addirittura le parole del testo, rese sempre con procedimento di elaborazione elettronica.

La nostra perplessità, riguardo l'uso del MIDI; consiste nella meccanicità antimusicale dell'effetto, che esclude non solo le variazioni dinamiche e le accentuazioni, ma persino i respiri e la naturale mobilità agogica. Anche l'esecuzione del testo può presentare problemi di accentuazione e di pronuncia. I continui perfezionamenti tecnici stanno cercando di adeguare il mezzo meccanico anche di fronte a questi inconvenienti, tuttavia siamo ancora lontani da un risultato che possa essere considerato simile a quello di una esecuzione umana.


Propongo pertanto dei files audio didattici eseguiti dal vivo. Introduco innanzitutto la lettura del testo:

Jesus bleibet meine Freude,
Meines Herzens Trost und Saft,
Jesus wehret allem Leide,
Er ist meines Lebens Kraft,
Meiner Augen Lust und Sonne,
Meiner Seele Schatz und Wonne;
Darum lass ich Jesum nicht
Aus dem Herzen und Gesicht.

 (traduzione)

Gesù rimane la mia gioia,
la speranza e la linfa del mio cuore,
Gesù mi protegge da ogni dolore,
è la forza della mia vita,
la delizia e il sole dei miei occhi,
il tesoro e la felicità della mia anima;
perciò non lascio Gesù
dal mio cuore e dalla mia vista.

La parte musicale: 
Jesus bleibet meine Freude


Ecco dunque la lettura ritmica del testo. Ascolta: Bach, Jesus bleibet meine Freude, lettura ritmica

Nei files audio dedicati alle singole sezioni, propongo la lettura ritmica di ogni singola frase, seguita poi dall'ascolto musicale: ad ogni frase si propone la ripetizione immediata della linea musicale. Ascolta: Bach, Jesus bleibet meine Freude, soprani

Per i contralti, per abituare l'orecchio è previsto anche l'ascolto della loro parte insieme a quella dei soprani, che nell'esecuzione dal vivo spesso inganna le cantore meno esperte. Ascolta:  Bach, Jesus bleibet meine Freude, contralti

Ascolta ora la parte dei tenori: Bach, Jesus bleibet meine Freude, tenori

Ed infine la parte dei bassi; anche questa prevede alla fine l'ascolto insieme alla parte dei tenori. Ascolta la parte dei bassi: Bach, Jesus bleibet meine Freude, bassi

sabato 10 gennaio 2015

L'educazione e la musica nell'antica Grecia

Musa della danzaNella cultura della Grecia antica il pensiero pedagogico sviluppò la riflessione sulle finalità dell'educazione, sintetizzate nel concetto di ἁρετή (aretè), che indica abilità, eccellenza, forza, agilità, ma anche qualità morali, quali ad esempio la bontà, il coraggio; si potrebbe sintetizzare tutto ciò con la parola virtù (virtus in latino), cioè lo sviluppo di tutte le migliori qualità di comportamento e di pensiero, che possono essere realizzate mediante l'educazione.
Mentre a Sparta prevaleva una cultura militare e l'educazione era dunque rigidamente orientata ad una dura disciplina del corpo e dell'animo, la civiltà di Atene sviluppò (a partire dal VI sec. a. C.) concetti nuovi, che hanno influenzato tutta la cultura occidentale successiva: la forma sociale della democrazia (dovuta allo sviluppo delle attività commerciali e mercantili) significava anche l'emancipazione del singolo individuo da una rigida sottomissione alla collettività; il diritto venne regolamentato da leggi scritte, secondo l'ideale della δίκη (dìke), che significa regola, da cui diritto e quindi giustizia; l'educazione dei fanciulli, παιδεία (paidèia), non fu più limitata ai valori della guerra e dell'ardimento fisico, ma comprese una sensibilità estetica, definita μοΰςα (musa), cioè la cultura delle Muse, da cui deriva anche, etimologicamente, la parola musica; l'obiettivo più alto dell'educazione fu la πολυμάθεια (polimàzeia), cioè la conoscenza di molti saperi, per conseguire la καλοκαγαθία (kalokagathìa), parola che sintetizza gli aggettivi bello e buono e dunque esprime la sintesi di tutte le virtù, sia estetiche che morali.
In questo progetto educativo, la musica e la danza ebbero un grande rilievo, integrate in un ideale di armonia euritmica tra corpo e psiche.
Si tratta in conclusione di una educazione disinteressata, cioè non finalizzata ad un obiettivo strumentale o al semplice apprendimento di una professione.


lunedì 24 febbraio 2014

Elementi di Didattica e Pedagogia Musicale

Il corso di Elementi di Didattica e Pedagogia Musicale, che mi è affidato da alcuni anni in un Conservatorio italiano, è ordinamentale per gli studenti di I anno del Biennio Superiore di II livello per tutte le discipline. Si tratta di un corso di 15 ore (divise in 15 lezioni di un'ora ciascuna) e consiste in un Insegnamento obbligatorio nel I anno, mentre nel II anno si può inserire nel piano di studi un secondo corso, facoltativo, che avrà carattere di approfondimento monografico.
In considerazione del particolare percorso formativo del Biennio di II livello ad indirizzo interpretativo-compositivo, caratterizzato da una forte personalizzazione del piano di studi, i programmi dei singoli insegnamenti sono definiti dal docente incaricato.
Socrate, metodo maieutico
Presentandomi agli studenti, auspico innanzitutto che gli incontri non siano improntati al classico schema della lezione frontale, pur curando la trasmissione di informazioni e riferimenti alle fonti più autorevoli. Desidero invece che le lezioni lascino un adeguato spazio alla libera discussione, stimolata dalla lettura di alcuni brevi testi citati dalle opere di autori importanti.
Il programma del corso si articola nelle seguenti fasi:
  • tre lezioni introduttive (nn.1-3) sono dedicate a Concetti generali di Didattica e Pedagogia, prescindendo dunque, in certo qual modo, dallo specifico della musica, anche se, come è evidente, ogni argomento può trovare precisi riferimenti alla pratica dell'insegnamento musicale; non si intende fare in queste lezioni un riassunto della storia della Didattica e della Pedagogia, ma piuttosto cogliere, in una rapida carrellata, alcuni spunti di riflessione;
  • quattro lezioni (nn.4-7) sono dedicate alla Storia della Didattica e della Pedagogia Musicale; qui il discorso assume un più ampio carattere di descrizione e di informazione, come è ovvio, con particolare attenzione ad alcuni autori e ad alcuni testi esemplari;
  • due lezioni (nn.8-9) riguardano L'organizzazione attuale degli studi musicali in Italia, anche in relazione con le altre realtà europee. In particolare, viene presentato il Nuovo Ordinamento dei Conservatori in Italia.
  • Direzione d'orchestra
    A partire dalla lezione 10 affrontiamo lo studio di Metodi e tecniche della didattica, nei vari àmbiti della ritmica, dell'ascolto, dell'educazione dell'orecchio, dell'educazione vocale e corale, della pratica strumentale, della improvvisazione, della direzione musicale (d'orchestra o di coro), della composizione; accennando, per ognuno di questi àmbiti, ad alcuni fra i più importanti autori e alle migliori pubblicazioni del settore.

venerdì 24 gennaio 2014

Le prove d'insieme con bambini cantori e bambini strumentisti

Terminato il ciclo di lezioni nelle singole classi (come descritto nei post precedenti), giunge il momento delle prove d'insieme. Si stabiliscono tre appuntamenti al mattino nella palestra della scuola. La prima ora di attività è dedicata alla sezione ritmica, la seconda alla sezione vocale e la terza al gruppo completo.
A partire dal secondo incontro, si chiarisce che è necessario svolgere una attività di un'ora con i 15 bambini che sono stati individuati come i conduttori della sezione ritmica.
La sezione ritmica “conduttrice” (quindici bambini) viene divisa in tre gruppi:
1) i legnetti sono suonati da un gruppo di quattro bambini, con alternanza di due coppie, perché devono suonare quasi in ogni pezzo e qualcuno potrebbe “stancarsi”; io stesso tengo in mano una piccola coppia di legnetti e conduco la sezione con la mia pulsazione; la funzione di questo gruppo sta nello scandire con regolarità tutti i movimenti della battuta;
2) i tamburelli con battente sono suonati da un gruppo di sei bambini, con alternanza di singoli in ogni pezzo (salvo l'ultimo, che prevede l'esecuzione di tutti); la funzione del tamburo con battente sta nello scandire il tempo forte della battuta; ad esso sono affiancati in alcuni casi due o tre triangoli;
3) i tamburelli con sonagli sono suonati da un gruppo di cinque bambini, con alternanza in sottogruppi di due o tre bambini; la funzione di questo gruppo è scandire ulteriori varianti ritmiche in alcuni pezzi; inoltre svolgono una funzione coloristica, accanto alle maracas, nei pezzi più gioiosi.
Un quarto gruppo è formato dalle maracas, dalle nacchere e dalle campanelline, che vengono date singolarmente ai bambini più piccoli, ed intervengono solo in funzione coloristica nei pezzi più gioiosi (ricordo che il progetto comprende 94 bambini dalla prima alla quinta classe).
Musica nella scuola primaria
La tastiera (che viene affidata ad un ragazzo più grande ed esperto, uno studente di Conservatorio, che presento ai bambini come mio assistente musicale alla tastiera) verrà usata solo nelle ultime prove generali, quelle che si svolgono non più nella palestra, bensì nel luogo dell'esecuzione (la chiesa parrocchiale del paese). La tastiera servirà a dare compattezza e sostegno a tutto l'insieme. Dopo alcuni altri esperimenti, decido che la tastiera introduca la canzone sulla base della pulsazione data dai legnetti; il coro accenna la melodia sottovoce, sillabando “la-la-la”, poi esegue la canzone con il testo, mentre la tastiera sostiene il tutto alzando un po' il volume. 
Con gli aggiustamenti operati in corso d'opera abbiamo trovato una buona soluzione di compromesso tra le esigenze strettamente didattiche e l'obiettivo di una produzione pubblica, anche tenendo conto di alcune richieste che mi sono giunte da parte delle maestre, motivate dalla conoscenza del contesto specifico.
Musica nella scuola primaria
Rispetto ad una idea di suddivisione rigida tra cantori e strumentisti, si capisce che i più dotati possono avere anche una doppia mansione. Il concetto fondamentale (da trasmettere ai genitori) è che nessuno è escluso, ma questo non significa che tutti possano fare la stessa cosa. Operando un riconoscimento dei livelli di competenza verificati all'inizio (“prerequisiti”, potremmo dire) si può realizzare il progetto richiesto e poi eventualmente programmare un lavoro ulteriore di approfondimento e miglioramento: ad esempio, potrebbe essere un laboratorio vocale, che permetta ai “presunti stonati” di imparare ad usare correttamente la voce; e un laboratorio di ritmica, che permetta di migliorare le capacità di scansione ritmica e le capacità manuali di uso degli strumenti.