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mercoledì 22 novembre 2023

Mignolina, musica per una fiaba di Andersen


Nella mia attività di compositore, che si è sviluppata nel corso degli anni in modo un po’ marginale, ma costante,
rispetto alle prevalenti attività di pianista e di docente, la fiaba musicale Mignolina rappresenta una situazione particolare, per la sua continuità di riprese, anche con numerose varianti e adattamenti, e per il continuo favore incontrato presso il pubblico. 


Questo lavoro rappresenta il mio desiderio di accostarmi al mondo dell'infanzia, che riflette da un lato il ricordo delle emozioni della mia personale esperienza di bambino, e dall’altro la mia vicenda di paternità con mio figlio Davide e di insegnamento ad innumerevoli discenti di varie età. 

Il nucleo originale consisteva in undici piccoli pezzi per arpa, costruiti anche con un preciso intento di didattica strumentale. Preparai successivamente una Suite di cinque pezzi per orchestra da camera, poi ancora una versione in forma scenica di otto pezzi, tre dei quali con coro di bambini (voci bianche), che cantano testi da me ideati sulla musica preesistente. Oltre alla voce recitante, che racconta la fiaba, fu prevista la partecipazione di mimi che interpretavano il racconto durante l'esecuzione delle musiche. 

In queste varie vesti la fiaba è stata rappresentata in varie sedi.

Un continuo work in progress, dunque, che accompagna la mia vita da oltre trent’anni. La versione definitiva che ora presento completa la Suite orchestrale del 1994 e l’ampliamento successivo del 1998 con la strumentazione degli altri pezzi dall’originale per arpa e inserisce stabilmente questo strumento nell’organico orchestrale, recuperando quindi l’idea primigenia, in una sintesi che riassume tutte le esperienze successive di adattamento. 


L’arpa, col suo sistema di accordatura eptatonico, ha ispirato le scelte musicali; i pezzi si basano infatti su scale eptatoniche di vario tipo, che sono funzionali alla rappresentazione dei vari personaggi: la dolcezza di Mignolina e della sua amica rondine da un lato; il carattere grottesco, impertinente dei personaggi antagonisti, dall’altro: dall’orribile rospa al vacuo maggiolino, dalla petulante topa al goffo e noiosissimo talpone, tutti personaggi che vorrebbero condizionare e orientare la vita affettiva della protagonista, senza peraltro riuscirvi, perché il suo destino è segnato da una Provvidenza che l’accompagna verso una meta luminosa e serena. 


Questo è il fine terapeutico delle grandi fiabe, come illustrato da psicoanalisti insigni come Bruno Bettelheim, e come ho cercato umilmente e con amore di rappresentare con la mia musica. 

La composizione di Mignolina mi è cara anche perché, nel suo farsi, ho potuto vivere anche "fisicamente" ed "emotivamente" l'esperienza della creatività, di cui a posteriori posso analizzare le dinamiche. Ricordo quel mattino di sabato 7 novembre 1992, in cui le idee musicali mi avevano coinvolto in una dimensione di particolare benessere e felicità. Questo è il mio augurio per tutti i compositori e il mio invito pedagogico per i giovani. 

Questa composizione non è un ricalco stilistico di autori del passato, ma un frutto della mia umanità e della mia sensibilità e passione musicale, nutrita dalla quotidiana pratica di esecutore, ascoltatore e docente. 

La scrittura strumentale è volutamente semplice, destinata ad un’orchestra di ragazzi. I procedimenti compositivi, melodici, ritmici e polifonici, mi sembrano utili anche sotto l’aspetto specifico della didattica musicale per i giovanissimi. 



Ho sempre avuto un interesse particolare per il mondo della letteratura per l’infanzia, dovuto al riconoscimento dell’importanza pedagogica delle fiabe. La scelta di Andersen mi fu suggerita da motivi affettivi e anche intellettuali, entrambi necessari per ogni scelta. 


Dal punto di vista affettivo, sono i ricordi della mia infanzia, le risonanze emotive, il piccolo libro illustrato che leggevo insieme alla mia sorella maggiore Annalisa; le suggestioni delle immagini innanzitutto, in particolare quella della rondine, che ha una forza di rappresentazione simbolica molto forte; e poi il personaggio dolcissimo, "puro di cuore", evangelico, della bimba protagonista. Da ciò deriva anche la mia più matura adesione intellettuale al soggetto. 

Queste sono dunque le ragioni per le quali sono particolarmente legato a questo mio lavoro. 

Infine, Mignolina è anche la storia di un mio piccolo ma significativo successo di pubblico. Chi può negare che anche questa gratificazione faccia bene alla salute? Non potrebbe mentire a se stesso neppure il più freddo e il più duro fra i razionalisti. 

Per chi volesse leggere ulteriori dettagli su questa composizione, allego l’Introduzione alla partitura: Introduzione a Mignolina


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Ulteriori contenuti sono disponibili a questo link 


Per contatti scrivi a maestrosfredda@gmail.com





lunedì 16 dicembre 2019

L'Uccellino d'Oro, di Riccardo Zandonai


Riccardo Zandonai
Ritratto giovanile di Riccardo Zandonai
La fiaba musicale L'uccellino d'oro è un'opera giovanile di Riccardo Zandonai (1883-1944), scritta tra il 1905 e il 1907, subito prima del felice avvio dei suoi trionfi nazionali ed internazionali, che iniziarono con la quasi coeva pubblicazione del Grillo del focolare presso il celebre editore Ricordi. Essa fu composta proprio per Borgo Sacco ed in particolare per le operaie della Manifattura Tabacchi, presso la quale lavorava anche la madre del compositore, Carolina Todeschi. La fiaba fu perciò rappresentata nel Ricreatorio Parrocchiale di Sacco ed eseguita da un cast tutto femminile, in una dimensione di evento amatoriale ma di grande finezza artistica, garantita dalla qualità straordinaria della musica e dalla presenza del compositore stesso al pianoforte. Molti abitanti di Sacco e di Rovereto hanno ancora memoria delle prime esecuzioni, tramite i racconti dei loro nonni.
Il libretto fu realizzato da don Giovanni Chelodi (1882-1922), sacerdote presente a Sacco dal 1905 e destinato poi ad una brillante carriera accademica presso il Seminario Arcivescovile di Trento, purtroppo troncata dalla sua morte prematura.

Manoscritto Uccellino d'oro Zandonai
Nicola Sfredda e il direttore della Biblioteca Civica di Rovereto
con il manoscritto originale di Zandonai
Riccardo Zandonai
Foto di scena, Rovereto, 2019
Uccellino d'oro di Zandonai
Valentina Di Blasio,
l'Uccellino d'oro nella rappresentazione di Rovereto del 2019,
con Nicola Sfredda
Zandonai non trascurò il suo piccolo gioiello neppure negli anni successivi, pur così fecondi e ricchi di attività importanti, come si evince dalle sue lettere e testimonianze. Si sa infatti che la fiaba fu eseguita ancora molte altre volte, almeno fino alla prima guerra mondiale. Tuttavia la partitura originale andò perduta e anche dello spartito per canto e pianoforte si sono ritrovate le tracce in tempi molto recenti: fino a pochi anni fa si dubitava addirittura dell'autenticità dell'opera e il dubbio è stato definitivamente risolto solo con il recentissimo ritrovamento del manoscritto autografo.

L'opera si struttura in tre brevi atti, che alternano le parti musicali alla recitazione, secondo l'antica forma del Singspiel, particolarmente coltivata nei paesi di lingua tedesca e di cui l'esempio più celebre rimane il mozartiano Flauto magico. Le parti solistiche prevedono un soprano leggero di coloratura (l'Uccellino), un soprano lirico (Rosabella), un mezzosoprano (la perfida Matrigna), un tenore (Riccardino) e un baritono, che può cantare due differenti ruoli, dapprima il Re di Terziglio e poi il Cuoco. Molto importante la presenza del coro femminile.

Dopo alcune riprese nel 1946 e una incisione discografica del 1958 (tutte dirette da Silvio De Florian), l'opera è stata nuovamente rappresentata alla Sala Filarmonica di Rovereto il 7 dicembre 2019, sotto la direzione di Nicola Sfredda. Pianista Giorgia Turchi. Regia, scene e costumi di Valentina Cristiani. Produzione dell'associazione Amici dell'Opera di Rovereto. Valentina Di Blasio ha cantato nel ruolo principale. Gli altri ruoli sono stati coperti da Mia Malezija (Rosabella), Marina Serpagli (Matrigna), Alberto Penati (Riccardino) e Rui Ma (Re di Terziglio e Cuoco). Ensemble Vocale Femminile "Giardino delle Arti", preparato da Maria Letizia Grosselli. Compagnia Teatrale "Gustavo Modena" di Mori.

La pianista Giorgia Turchi ha registrato tutta la parte strumentale dell'opera.


Riccardo Zandonai


mercoledì 8 maggio 2019

Le audizioni per L'Uccellino d'oro di Riccardo Zandonai

L'Uccellino d'oro di Riccardo Zandonai
L’uccellino d’oro è una fiaba musicale che fu composta da Riccardo Zandonai (Sacco di Rovereto, 1883 – Pesaro, 1944) per essere rappresentata nell’oratorio del suo paese natale, Borgo Sacco, oggi sobborgo del comune di Rovereto.

Il testo fu scritto da un giovane sacerdote, don Giovanni Chelodi, il quale si ispirò a varie tradizioni narrative nordiche, tra le quali anche una fiaba dei Fratelli Grimm.

Fu rappresentata nel 1907 e poi ripresa nel 1909 per raccogliere fondi a favore dei terremotati di Messina.

L'Uccellino d'oro di Riccardo Zandonai
L'opera fu ricostruita e nuovamente rappresentata dopo la morte del compositore, nel 1946, a cura di Silvio De Florian. Nel 1958 fu poi registrata con l'orchestra dell'Angelicum di Milano.

L'Associazione Amici dell’opera di Rovereto realizzerà un nuovo allestimento in forma scenica, nella riduzione per canto e pianoforte di De Florian.

La rappresentazione avrà luogo sabato 7 dicembre 2019, alle ore 20.45 presso la Sala Filarmonica di Rovereto.

Sono indette audizioni e selezioni per cantanti, attori e figuranti. Vedere alla pagina https://audizioniuccellinodoro.wordpress.com