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lunedì 16 gennaio 2023

Il nuovo corso di Pedagogia Musicale

Il corso di Pedagogia Musicale che tengo presso il Conservatorio di Mantova è giunto alla dodicesima edizione: il primo incarico mi fu dato infatti nell'anno accademico 2011-12. Dapprima articolato in 15 ore, da molti anni il corso si sviluppa in un percorso di 36 ore, divise in 18 lezioni di 120 minuti oppure in 27 lezioni di 90 minuti. Dal 2017 fino al 2022 il corso, che è inserito nel piano di studi del Biennio (laurea di secondo livello) è stato utile anche per ottenere sei crediti formativi nell'ambito dei 24 crediti che il governo aveva richiesto per l'accesso ai concorsi a cattedre nella scuola secondaria. Attualmente i corsi dei 24 cfa sono sospesi, in attesa di un nuovo decreto ministeriale.

Rugginenti Volontè

Le mie ricerche, i miei studi, la mia passione hanno prodotto nel 2019 un volume pubblicato dall'editore Rugginenti di Milano, Elementi di Didattica e Pedagogia Musicale, che ha ottenuto una favorevole accoglienza da parte di colleghi e studenti.

La cosa interessante, che gli esperti conoscono bene, è che ognuno dei miei dodici corsi è stato un'esperienza nuova e diversa, anche dal mio punto di vista di docente, benché i contenuti siano stati, almeno in gran parte, gli stessi. La novità di ogni corso consiste, ovviamente, nella differente composizione del gruppo classe. Oltre all'aspetto numerico (i corsi sono stati frequentati in certi anni da 6-8 studenti, in altri casi da 30 e più studenti) c'è la natura peculiare di ogni persona e di ogni interazione tra le persone coinvolte. 

Rugginenti Volontè
Ci sono stati poi gli anni particolari in cui, per necessità sanitarie, si è dovuto ricorrere all'insegnamento a distanza: una procedura senza dubbio più agevole per un corso teorico (alquanto problematica, invece per le lezioni di pratica strumentale), ma che tuttavia ha ugualmente prodotto delle importanti modificazioni nella comunicazione e nello scambio interpersonale. Posso affermare con soddisfazione che l'esperienza è stata, anche in questo caso, positiva. Ho evitato di produrre un materiale predisposto, come ad esempio lezioni preregistrate o dispense, salvo un momento iniziale di particolare disorientamento nel 2020: il cuore della lezione di Pedagogia sta infatti nella interazione tra i partecipanti, che si perde completamente nella predisposizione di materiale inviato ai singoli. Nelle lezioni del 2021 ho mantenuto il metodo di lezione partecipata ed anche l'attività in piccoli gruppi, organizzati mediante le "stanze" che i programmi di videolezione consentono. Nelle lezioni del 2022 ho adottato una soluzione mista (in presenza e online, a scelta libera), ed anch'essa ha prodotto una possibilità di sviluppo efficace, seppur provvisoria.

Ogni corso inizia con l'autopresentazione dei partecipanti, che rispondono a tre domande: quale strumento studi? Hai esperienze di insegnamento? Che aspettative hai riguardo questo corso? Ovviamente anche il docente è tenuto a rispondere.

Rugginenti Volontè




La lezione sulla pedagogia nell'antica Grecia si costruisce su una serie di domande che sollecitano la discussione:




  • cosa intendiamo noi per virtù? La discussione ci porterà a chiarire il concetto greco di aretè e quello latino di virtus;
  • che senso ha la competizione, in ambito pedagogico? L'agoghè;
  • cosa significa giustizia? La dike;
  • cosa intendiamo per educazione? La paideia;
  • che valore ha lo studio delle arti nella educazione generale di una persona? La musa;
  • che rapporto può esserci tra specializzazione e sapere diffuso? La polimàtheia;
  • che rapporto può esserci tra il bello e il buono? La kalokagathìa;
  • perché faccio tante domande?
  • il maestro sa già tutto?
  • allora, se non sa tutto, perché andiamo dal maestro? 
  • cosa si intende per metodo maieutico? 

Rugginenti Volontè

Le ultime domande mi conducono ad una bella lettura che riassume il pensiero di Socrate, dal Teeteto di Platone. 

E ancora: cosa si intende per autorevolezza? E per autoritarismo? Che differenza c'è tra ammonire e punire? 

A questo punto posso leggere qualche passo da Quintiliano.

La ricchezza delle risposte produce situazioni sempre nuove, a volte inaspettate, che arricchiscono la comprensione per tutti ed anche le competenze dello stesso docente.


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giovedì 12 marzo 2020

La didattica musicale a distanza al tempo del coronavirus

L'emergenza coronavirus e la didattica musicale a distanza

Coronavirus
Il periodo particolare che stiamo vivendo in Italia e nel mondo a causa della pandemia di coronavirus e delle norme che sono state adottate per contenere il contagio (evitare assembramenti e contatti interpersonali ravvicinati) ha dato un impulso di accelerazione alla diffusione di metodi e strategie per una didattica a distanza, che utilizza le nuove possibilità offerte dalla comunicazione online mediante Internet.

Le disposizioni imposte dai decreti governativi (aggiornate all'11 giugno 2020) impongono anche la sospensione della "frequenza delle attività dell'alta formazione artistica e musicale... le attività didattiche o curricolari continueranno, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime istituzioni". Si tratta di una realtà triste, alla quale le persone di buona volontà hanno dovuto adattarsi, anche con grande fatica, per non abbandonare gli studenti in questo difficile momento.

La didattica musicale a distanza è un settore di attività già presente da alcuni anni, ma non ha ancora avuto una applicazione diffusa e sistematica. Accade a volte che situazioni di emergenza diano un impulso di sviluppo creativo e dinamico alle nostre abitudini, per fare fronte alle nuove situazioni. Certamente la didattica a distanza presenta dei limiti di varia natura, ma è importante che tutti diventino più esperti, per avvalersi nel modo più efficace delle nuove risorse offerte dallo sviluppo tecnologico.

La didattica musicale si articola in differenti settori, che presentano problematiche diverse in relazione alla comunicazione a distanza. Vediamo di riassumerle molto brevemente.

Coronavirus
La didattica musicale online: lezioni di strumento

Ci sono vari tipi di insegnamento che si possono svolgere nell'ambito della didattica musicale e, come vedremo, alcuni si prestano meglio alla comunicazione a distanza, altri meno. 
Innanzitutto dobbiamo distinguere tra lezioni individuali e lezioni di gruppo; inoltre dobbiamo considerare i casi particolari determinati dalla interazione musicale tra i soggetti coinvolti.
Il primo caso che desideriamo trattare è quello della lezione individuale di strumento. Prendiamo esempio dal pianoforte, ma ovviamente criteri analoghi possono essere utilizzati per ogni strumento e ovviamente per la didattica del canto.

Dobbiamo preparare un setting di lavoro che sia efficace al massimo livello. Sia il docente che lo studente devono munirsi di hardware e software adeguati, sia riguardo la connessione Internet, sia riguardo le prestazioni video e audio, che peraltro ogni buon computer ormai fornisce in modo soddisfacente. Per quanto riguarda la qualità della resa sonora, può essere consigliabile utilizzare alcuni accorgimenti: ad esempio, collegare al computer un microfono esterno, casse di amplificazione ed eventualmente una scheda audio esterna.
Sconsigliamo l'uso del telefonino: il monitor è più piccolo, l'audio è meno efficace, i costi sono maggiori, nei termini di pagamento del servizio, ed infine ci sono maggiori rischi di inquinamento.
Si dovrà scegliere lo strumento di comunicazione adeguato, ossia i vari programmi di videochiamata disponibili anche gratuitamente online: Google Duo, Zoom, Skype, WhereBy, o altri.

Dopo aver fatto vedere il proprio volto per i saluti iniziali, è importante orientare la videocamera verso le mani alla tastiera, in modo da poter seguire passo passo l'allievo in ogni suo passaggio strumentale: potremmo anzi dire che questo è un vantaggio della didattica musicale a distanza, in particolare per il pianoforte, quando nell'aula di lezione si ha a disposizione un unico strumento, mentre online ognuno ha la possibilità di agire sul proprio strumento. Dunque, posizionare il video in modo che le nostre mani siano chiaramente visibili allo studente: in tal modo si potranno far vedere movimenti e posizioni adeguati al singolo passaggio musicale. Fare attenzione alla corretta luminosità del video: la fonte di luce non deve essere mai collocata alle nostre spalle, bensì davanti, sopra oppure da sinistra.

Ovviamente la lezione dovrà essere preparata con tutti gli allegati utili, in formato pdf, video, foto, in modo che si possano condividere i materiali di studio. E' anche possibile condividere le pagine di musica in tempo reale: ad esempio, su Skype è disponibile il comando "condividi schermo", mediante il quale lo studente può vedere la schermata del docente, che può aver postato una pagina di musica o altro materiale necessario alla lezione.

Coronavirus

La didattica musicale online: lezioni di teoria musicale, armonia, storia della musica

Nel caso di lezioni teoriche collettive occorre avvalersi delle varie risorse disponibili su Internet. Si può registrare una lezione, che evidentemente riprodurrà il classico schema della lezione frontale, oppure (consigliabile) si potrà interagire in modo diretto con il gruppo di studenti, in modo da realizzare una lezione più partecipata o anche attività di laboratorio. 
Tra le risorse disponibili, una delle più semplici è Google Classroom, uno strumento che ci permette di organizzare le nostre lezioni collettive. Se si lavora per conto di una scuola, essa deve registrarsi con un apposito account. Se invece si lavora in proprio, è sufficiente il proprio account personale. 

Coronavirus

Prove musicali di insieme online (Networked music performance)

Questo è il caso più difficile: la possibilità di una interazione in tempo reale su una rete di computer che permetta ai musicisti di luoghi diversi di esibirsi come se fossero in un'unica stanza. Non ci pare ancora possibile organizzare una prova d'insieme con molti esecutori (coro o orchestra); qualche tentativo può essere fatto con la musica da camera. Gli strumenti abituali di comunicazione per videochiamate (Skype, Google Duo o altri) incorrono facilmente in problemi tecnici. Il principale problema riguarda il tempo di ricezione del messaggio audio, che, benché minimo, può costituire una significativa differenza, a causa di un leggero ritardo (latency, latenza) che preclude la simultaneità precisa degli attacchi e degli stacchi del suono. Scientificamente è stato appurato che la latenza deve essere mantenuta al di sotto di 30 millisecondi, che è il limite della percezione umana. Esistono già buone piattaforme, ad esempio Jammr (jam together online), che però è pensato solo per strumenti elettronici collegabili direttamente via cavo al computer. Le ricerche per il perfezionamento di questo e di altri problemi tecnici sono continue e ci si aspetta rapidi progressi nell'immediato futuro.

Strumenti di monitoraggio e di valutazione

CoronavirusSe si è docenti di una scuola, l'istituto deve provvedere al monitoraggio delle lezioni, per tutelare sia il personale docente sia gli studenti riguardo l'effettivo svolgimento del corso. Il registro elettronico è ormai in dotazione nella maggior parte delle scuole, ma purtroppo alcune ne sono ancora sprovviste. In particolare nel sistema dell'Alta Formazione, il riconoscimento dei crediti è legato, tra altre cose, all'attestazione di un monte ore di frequenza. Anche per i docenti è necessario attestare il monte ore di lezioni svolto. Per le istituzioni pubbliche statali, pur in regime di autonomia, sarebbe corretto avvalersi di un unico strumento a disposizione di tutti gli istituti, in modo da garantire un riscontro oggettivo.

Analoghe procedure possono essere utilizzate per la valutazione. Non dovrebbe essere consentito svolgere prove di verifica formale a distanza, né per l'insegnamento dello strumento (perché in ogni caso la resa audio non sarebbe paragonabile all'esecuzione dal vivo) né per le materie teoriche, perché ovviamente non c'è nessuna possibilità di verificare che lo studente non abbia a disposizione le risposte ai quesiti posti. Tuttavia, di fronte alla rigidità delle disposizioni governative, gli istituti, per garantire il diritto degli studenti al proseguimento degli studi, hanno iniziato anche a svolgere prove di verifica a distanza.


venerdì 12 luglio 2019

Didattica e Pedagogia Musicale per i 24 crediti

concorso a cattedre

Il MIUR dovrebbe bandire in tempi brevi l'atteso concorso ordinario a cattedre per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Le Università e i Conservatori, in ottemperanza al Decreto Ministeriale 616/2017, hanno attivato corsi per permettere ai candidati di maturare i 24 crediti (CFU o CFA) necessari per accedere al concorso. Qui di seguito si può scaricare il materiale utile per la preparazione del concorso, in forma di slides.

Corso di Pedagogia Generale e Musicale 

nell'ambito dei corsi per l'acquisizione dei 24 crediti 
(DM 616/2017)



Così lo presenta l'editore:
Un testo che sviluppa ampiamente i contenuti indicati dal Decreto Ministeriale 616/2017, nell'ambito dell'acquisizione dei 24 crediti necessari per accedere ai concorsi a cattedre nella scuola secondaria. 
La didattica e la pedagogia musicale sono affrontate sotto l'aspetto storico, metodologico e legislativo: si citano i maggiori autori e le problematiche attuali, particolarmente cruciali nella nostra epoca segnata da grandi e rapide trasformazioni tecnologiche e sociali.

venerdì 22 gennaio 2016

Cinque buone ragioni per cantare

Cantare fa bene alla salute! Fa bene al nostro corpo, è una efficace terapia naturale a favore del benessere fisico e di tutta la persona.
Benessere

Riporto e traduco  un articolo scritto da Umnia Shahid e pubblicato su "The Express Tribune" il 9 ottobre 2014.

Hai paura di cantare a una riunione di famiglia o nella privacy della tua camera da letto, perché senti che non sarà musica per le orecchie della gente? Non preoccuparti, perché il canto ha molteplici benefici fisici, mentali e spirituali. Il Centro di Ricerca Sidney De Haan per l'Arte e la Salute ha intrapreso approfondite ricerche per sostenere il suo scopo di ottenere che il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito fornisca ai medici la possibilità di "canto su prescrizione medica". Come descritto da time.com, qui ci sono cinque ragioni per cui si dovrebbe cantare.

1.Cantare aumenta la salute cardiovascolare:

Cantare è un'attività aerobica che aumenta l'ossigenazione nel sangue ed esercita i principali gruppi muscolari nella parte superiore del corpo, anche quando si è seduti. Diminuisce il rischio di malattie cardiache, colesterolo alto e malattie cardiovascolari.
 


2. Cantare stimola il cervello:

Cantare richiede di imparare a memoria testi seguendo una melodia, così come richiede di collegare parole con le emozioni che esprimono. Respirare cantando porta più ossigeno al cervello, che si traduce in neuroni che emanano impulsi, aumentando la consapevolezza mentale, la concentrazione e la memoria.
 


3. Cantare riduce lo stress:

Quando canti, il tuo cervello rilascia benessere in sostanze chimiche, tra cui le endorfine. Questo rende il cantare un efficace sollievo dell'umore e uno strumento prezioso per alleviare la depressione. Cantare con un gruppo sviluppa un senso di comunità e di appartenenza, riducendo così l'ansia.


4. Cantare è una terapia naturale:

La musica è una grande guaritrice. 
Il canto è anche utilizzato come terapia per le persone malate di cancro, didemenza e per i sopravvissuti ad un ictus. Cantare ha effetti simili sul corpo e sulla mente. Assicura benessere fisico, mentale, psicologico e sociale. Inoltre, migliora la postura e la respirazione, in quanto aumenta la capacità del sistema respiratorio.

5. Cantare costruisce fiducia in se stessi:

Cantare aiuta a sviluppare competenze per parlare con una voce naturale, potente e sicura di sé. Si può migliorare la capacità di usare la voce parlante, con maggiore chiarezza e fiducia. Cantare rilascia un ormone chiamato ossitocina, che aiuta a ridurre l'ansia, contribuendo in tal modo a superare la paura di parlare in pubblico. L'ossitocina aumenta anche sentimenti di fiducia, che rafforzano la fiducia in te stesso, non solo, ma anche in coloro che ti circondano.
 



sabato 22 settembre 2012

42 esercizi progressivi di tecnica pianistica

Tastiera pianoforte

Oltre trenta anni di esperienza nella didattica del pianoforte


I 42 esercizi di tecnica pianistica sono stati da me concepiti negli anni Ottanta del secolo scorso. Dopo aver conseguito il diploma di pianoforte presso il Conservatorio di Milano nell'anno 1980, ho cominciato a praticare l'attività di pianista ed al tempo stesso mi sono dedicato all'insegnamento.

Ben presto ho maturato la mia concezione didattica, che ha prodotto, tra l'altro, una attenta riflessione sui meccanismi dell'esecuzione pianistica, anche mediante una assidua lettura dei più importanti testi prodotti sull'argomento nella storia della didattica dello strumento.

Benessere

Educazione liberante per il benessere della persona


L'aspetto che ho subito ritenuto fondamentale, nello studio dello strumento, è la congiunzione di obiettivi che riguardano l'educazione liberante del corpo, dell'emotività, dell'intelletto e della spiritualità, in una visione olistica che implica la compartecipazione coordinata di tutte le facoltà umane e quindi esclude la separazione dei singoli elementi.

In questi esercizi affrontiamo prevalentemente l'aspetto dei corretti movimenti e posizioni utili ad un meccanismo strumentale che tenga conto di questa fondamentale esigenza di benessere dello strumentista.

Pianoforte a codaImparare a suonare il pianoforte in 42 esercizi


Il testo si propone di riassumere tutti i principali aspetti del meccanismo pianistico, suddividendoli in 42 esercizi. La materia è articolata in 10 sezioni, che affrontano le varie difficoltà con un ordine progressivo.

Ogni tavola comprende indicazioni sulle Modalità di studio, le varie Formule dell'esercizio, la descrizione dei Movimenti da compiere e lo Sviluppo dell'esercizio, cioè tutte le varianti nell'alternanza dei tasti e delle relative diteggiature.

I video che corredano ogni lezione esemplificano l'esecuzione di ogni esercizio. Eseguiti personalmente dall'autore, intendono fornire una immediata visione del corretto modo di intendere movimenti e posizioni.

La suddivisione degli esercizi segue un criterio preciso di progressione delle difficoltà, che si chiarisce nel corso del testo; è perciò consigliabile seguire l'ordine proposto. 

Il testo è reperibile sul sito a questo link.

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giovedì 23 agosto 2012

Come studiare l'Improvviso op.90 n.3 di Schubert

Studiamo l'Improvviso op. 90 n. 3 per pianoforte di Schubert

Ecco una spiegazione più dettagliata di quanto sommariamente accennato in un post precedente: vogliamo studiare l'Improvviso op. 90 n.3 di Franz Schubert (1827) ed in particolare la battuta 10, nella quale si presenta una situazione di questo tipo (ricordo che abbiamo sei bemolli in chiave, tempo 4/2, Andante):

Il problema di tecnica pianistica posto da questo esempio (e da, quello, analogo, di batt.12 affrontato nel post precedente) è la compresenza, nella sola mano destra, di due differenti situazioni musicali, che richiedono due diversi approcci dal punto di vista della tecnica che deve realizzarli: abbiamo infatti una linea di canto nella parte superiore e una parte di accompagnamento nella parte inferiore; la stessa mano deve eseguire due cose diverse simultaneamente e deve avere dunque la capacità di realizzare due tipi di sonorità diversa; tutto questo va fatto, ovviamente, senza irrigidirsi.

Tecnica pianistica complessa

Si tratta in questo caso di una tecnica complessa ed uso questo aggettivo avvertendo che esso non coincide necessariamente con l'aggettivo difficile: piuttosto si tratta di una molteplicità e compresenza di situazioni. Ovviamente essa richiede comunque un certo livello di abilità pregressa. Non a caso, nella mia raccolta di 42 Esercizi di tecnica pianistica, questa tecnica occupa la scheda (e il video corrispondente) numero 26, trovandosi nella settima sezione, dedicata alla polifonia.

Esercizi per lo studio

Il mio primo consiglio consiste nello studiare a parti separate, analogamente a quanto si fa quando si studia a mani separate: in questo caso studiamo separatamente le due parti compresenti nella stessa mano. Iniziamo con la parte di canto, ovviamente mantenendo la diteggiatura prevista:
 Esempio musicale: studio della parte superiore della mano destra

Sul 're bemolle' dobbiamo appoggiare il peso del braccio, secondo la tecnica nota (posizione del quinto dito spiovente sopra il tasto, abbassamento del polso); sul primo 'do bemolle' dobbiamo curare un poco di appoggio ma considerando il diminuendo indicato, sarà perciò utile rialzare leggermente il polso; la manovra è resa più difficile dalla necessità di usare lo stesso dito cercando però di legare (sarà piuttosto una illusione di legato, poi aiutata necessariamente dall'uso del pedale); sul secondo 'do bemolle' dovremo dare nuovamente un piccolo appoggio, riabbassando il polso, però mantenendo l'intenzione di diminuendo (notiamo comunque la maggiore importanza ritmica di questo secondo 'do bemolle', che perciò avrà naturalmente un piccolo sostegno espressivo: prova a cantare le tre note e ciò ti sarà chiaro).

Ora studiamo gli arpeggi della parte inferiore, ovviamente anche qui rispettando la diteggiatura prevista:
 Esempio musicale: studio della parte interna nella mano destra

In questo caso dobbiamo curare l'uniformità del suono, più piano del canto, omogeneo, legato,curando anche in questo caso il diminuendo. Dovremo eseguire questi suoni legando, con articolazione delle dita ridotta al minimo (dita vicine ai tasti) e con i piccoli movimenti laterali della mano che assicurano morbidezza e rilassamento.

Dopo ciò, cercheremo di unire le due tecniche in esecuzione simultanea.

Potremmo anche pensare ad un ulteriore esercizio preliminare, realizzato in questo modo:
 Esempio musicale: esercizio per l'appoggio del peso del braccio nella polifonia

Qui occorre appoggiare il peso del braccio sulle note del canto ed eseguire un leggerissimo staccato sugli accordi interni. Si potrà obiettare che si tratta in questo caso di una tecnica diversa dalla precedente (eseguire accordi è diverso da eseguire arpeggi), però io ritengo sia un buon esercizio propedeutico, perché sviluppa ugualmente in modo efficace la sensazione di questa differenza di peso tra parti diverse della stessa mano.

Altri esempi nell'Improvviso di Schubert

La battuta 1 del pezzo è più semplice e, nella sua scrittura, veramente esemplare di questo tipo di tecnica; meno difficile dell'esempio precedente, perché i suoni del canto sono sempre in corrispondenza di pause della figurazione interna:
Esempio musicale: la battuta 1 dell'Improvviso op. 90 n. 3 di Schubert

Ed ancora più esemplare questo passaggio, a battuta 3:
Esempio musicale: movimenti da battuta 3 dell'Improvviso op. 90 n. 3 di Schubert

Romanza senza parole

Il risultato è sicuramente efficace, credimi: sperimentato su me stesso e su molti studenti. Siamo pronti per abbandonarci all'arte sublime di questo sommo compositore, a questo Lied ohne Worte (Canto, ossia Romanza, senza parole) che esprime in modo altissimo la sua poetica.