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sabato 9 agosto 2025

O bellissimi capelli: analisi del testo, significato e pronuncia.

O bellissimi capelli Parisotti Falconieri
O bellissimi capelli è un'aria da camera del compositore napoletano Andrea Falconieri (1585-6 - 1656), che troviamo nella terza parte della celebre antologia di Arie antiche raccolte da Alessandro Parisotti (1853 - 1913).  

Di questo compositore abbiamo già analizzato un'altra aria, Bella porta di rubini.

Parisotti Arie antiche Volume 3
L'opera del Parisotti, senza dubbio superata dal punto di vista musicologico e storico, non essendo affatto conforme alla prassi esecutiva del periodo barocco, rimane comunque utilissima per la formazione dei giovani cantanti, che in essa trovano arie antiche molto belle e utilissime dal punto di vista didattico: vi si trova infatti una vastissima varietà di situazioni linguistiche, poetiche e musicali, concentrate in una tessitura prevalentemente centrale e quindi adatta per la prima impostazione vocale. 

Studiamo innanzitutto il testo, curando la corretta pronuncia e spiegando le parole antiche, il loro significato e le metafore in esso presenti.

O bellissimi capelli Parisotti Falconieri
Il poeta esprime il suo amore per una donna descrivendo la bellezza dei suoi capelli e il loro fascino seduttivo. Esprime queste cose con metafore efficaci e sensuali. Il fascino della ragazza può essere inteso come metafora della bellezza, quale valore che alimenta la nostra anima.

Il testo è costituito da due strofe di sei versi ottonari ciascuna, con rime ABABCC.

Lo suddividiamo in coppie di due versi (scritte in corsivo), seguite da una parafrasi che ci aiuta a capire il significato di alcune parole antiche, non più in uso nella lingua italiana, e delle metafore.

Nota gli accenti acuto e grave posti sopra le vocali 'e' ed 'o', che servono a capire la corretta pronuncia.

Vediamo la prima strofa:

1 O bellissimi capélli, 2 miei dolcissimi dilètti,

O bellissimi capelli, miei piaceri dolcissimi, [diletti può essere inteso come sostantivo]

3 amorosi serpentèlli, 4 che ritorti in anellétti,

a forma di serpentelli che seducono, che piegati in forma di piccoli anelli,

5 discendete infra le ròse 6 de le guancie rugiadóse.

discendete tra le rose delle guance umide come la rugiada. [le guance ispirano due metafore: le rose, per via del colore; la rugiada per via dell'umida freschezza]

I due ultimi versi sono sempre ripetuti, per cui ogni strofa è costituita musicalmente da otto semifrasi, anziché sei, e dunque lo schema dei versi musicalmente diventa A1-B1-A2-B2-C1-C2-C1-C2.

Vediamo ora la seconda strofa:

7 Treccie ombróse, ove s'ascónde 8 per ferir, l'alato arcièro,

Trecce scure [che ricordano anche l'oscurità di un bosco], dove si nasconde per colpire con le sue frecce il dio Eros, o Cupido, [che si rappresenta come un arciere alato]

9 cedan più le chiòme biónde, 10 belle treccie, al vostro néro,

le chiome bionde non possono essere paragonate al nero delle trecce nere, [riferito alle trecce della ragazza a cui il poeta si rivolge]

11 che scherzando al viso intórno 12 notte siete e gli occhi giórno.

che muovendosi liberamente intorno al viso siete come la notte, mentre i vostri occhi sono come il giorno. [due metafore che esprimono il gioco di colori tra occhi e capelli].

Ho preparato alcuni comodi files, che contengono la musica (in tonalità originale e trasportata) ed anche le mie Note didattiche

puoi scaricare lo spartito nella versione originale (in Si bemolle Maggiore)

oppure nella versione per voce media, trasportata un tono sotto (in La bemolle Maggiore),

oppure nella versione per baritono, trasportata un tono sotto e con la parte vocale scritta in chiave di basso.


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sabato 23 marzo 2024

Bella porta di rubini: il testo, significato e pronuncia

Bella porta di rubini Parisotti Falconieri

Bella porta di rubini
 è un'aria da camera del compositore napoletano Andrea Falconieri (1585-6 - 1656), che apre la terza parte della celebre antologia di Arie antiche raccolte da Alessandro Parisotti (1853 - 1913).  

Parisotti Arie antiche

L'opera del Parisotti, senza dubbio superata dal punto di vista musicologico e storico, non essendo affatto conforme alla prassi esecutiva del periodo barocco, rimane comunque utilissima per la formazione dei giovani cantanti, che in essa trovano arie antiche molto belle e utilissime dal punto di vista didattico: vi si trova infatti una vastissima varietà di situazioni linguistiche, poetiche e musicali, concentrate in una tessitura prevalentemente centrale e quindi adatta per la prima impostazione vocale. 

Studiamo innanzitutto il testo, curando la corretta pronuncia e spiegando le parole antiche, il loro significato e le metafore in esso presenti.

Bella porta di rubini, testo
Il poeta esprime il suo amore per una donna descrivendo la bellezza della sua bocca e il suo fascino seduttivo. Esprime queste cose con metafore efficaci e sensuali. Il fascino della ragazza può essere inteso come metafora della bellezza, quale valore che alimenta la nostra anima.

Il testo è costituito da due strofe di sei versi ottonari ciascuna, con rime ABABCC.

Lo suddividiamo nei singoli versi (scritti in corsivo), seguiti da una parafrasi che ci aiuta a capire il significato di alcune parole antiche, non più in uso nella lingua italiana, e delle metafore.

Nota gli accenti acuto e grave posti sopra le vocali 'e' ed 'o', che servono a capire la corretta pronuncia.

Vediamo la prima strofa:

1 Bella pòrta di rubini

O bella bocca, che sembri una porta di rubini [metafora: i rubini sono pietre preziose di colore rosso]

2 ch'apri il varco ai dólci accènti,

che fai passare dolci parole,

3 che nei risi peregrini

che nei tuoi sorrisi preziosi

4 scopri pèrle rilucènti,

scopri i denti, che sembrano perle piene di luce,

5 tu d'amor dólce aura spiri

tu fai alitare una dolce aria

6 refrigèrio ai miei martiri.

che rinfresca le mie sofferenze.


Vediamo ora la seconda strofa:

7 Vezzosétta e frésca ròsa,

Tu che sembri una rosa graziosa e fresca,

8 umidétto e dólce labbro,

e sei un labbro umido e dolce,

9 ch'hai la manna rugiadósa

che hai un succo umido simile alla manna [metafora: la manna è una sostanza zuccherina prodotta da alcune piante]

10 sul bellissimo cinabro,

sulle labbra rosse, [metafora: il cinabro è un minerale rosso]

11 non parlar, ma ridi e taci;

non parlare, ma ridi e taci;

12 sien gli accènti i nostri baci.

i nostri baci siano le parole che ci diciamo.


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giovedì 7 dicembre 2023

Elementi di didattica e pedagogia musicale per i 60 cfa Conservatorio


Una breve presentazione del mio libro "Elementi di didattica e pedagogia musicale", edito da Rugginenti a Milano nel 2019, si può vedere ed ascoltare a questo link.

Sono grato al dr. Gianni Rugginenti per aver seguito personalmente la stesura di quest'opera, dedicata in particolare alla preparazione del concorso a cattedre nelle scuole secondarie (ex 24 cfu, ora 60 cfu).

Il testo comprende:

  • breve storia della didattica e della pedagogia generale:
  • attualità del pensiero e della pratica pedagogica;
  • breve storia della didattica e della pedagogia musicale;
  • la situazione odierna della educazione musicale in Italia;
  • metodi e problemi della didattica musicale. 

Inoltre vi sono due appendici:

  • un percorso breve di educazione musicale nella scuola primaria;
  • musica e Bibbia nella scuola.

Il libro si può acquistare su Internet in vari siti:

https://www.rugginenti.it/website/it/edizioni/item/4177-elementi-di-didattica-e-pedagogia-musicale

https://www.volonte-co.com/website/it/edizioni/item/4026-elementi-di-didattica-e-pedagogia-musicale

https://www.amazon.it/Elementi-didattica-pedagogia-musicale-Sfredda/dp/8876652582

https://www.libreriauniversitaria.it/elementi-didattica-pedagogia-musicale-sfredda/libro/9788876652585

https://www.strumentimusicali.net/product_info.php/products_id/116645/elementi-di-didattica-e-pedagogia-musicale.html

https://www.libraccio.it/libro/9788876652585/nicola-sfredda/elementi-di-didattica-pedagogia-musicale.html

https://www.birdlandjazz.it/it/vendita-biografie-jazz/45768-elementi-di-didattica-e-pedagogia-musicale.html

https://www.ibs.it/elementi-di-didattica-pedagogia-musicale-libro-nicola-sfredda/e/9788876652585

https://www.erretimusica.it/didattica/7867-sfredda-n-elementi-di-didattica-e-pedagogia-musicale-9788876652585.html


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lunedì 16 gennaio 2023

Il nuovo corso di Pedagogia Musicale

Il corso di Pedagogia Musicale che tengo presso il Conservatorio di Mantova è giunto alla dodicesima edizione: il primo incarico mi fu dato infatti nell'anno accademico 2011-12. Dapprima articolato in 15 ore, da molti anni il corso si sviluppa in un percorso di 36 ore, divise in 18 lezioni di 120 minuti oppure in 27 lezioni di 90 minuti. Dal 2017 fino al 2022 il corso, che è inserito nel piano di studi del Biennio (laurea di secondo livello) è stato utile anche per ottenere sei crediti formativi nell'ambito dei 24 crediti che il governo aveva richiesto per l'accesso ai concorsi a cattedre nella scuola secondaria. Attualmente i corsi dei 24 cfa sono sospesi, in attesa di un nuovo decreto ministeriale.

Rugginenti Volontè

Le mie ricerche, i miei studi, la mia passione hanno prodotto nel 2019 un volume pubblicato dall'editore Rugginenti di Milano, Elementi di Didattica e Pedagogia Musicale, che ha ottenuto una favorevole accoglienza da parte di colleghi e studenti.

La cosa interessante, che gli esperti conoscono bene, è che ognuno dei miei dodici corsi è stato un'esperienza nuova e diversa, anche dal mio punto di vista di docente, benché i contenuti siano stati, almeno in gran parte, gli stessi. La novità di ogni corso consiste, ovviamente, nella differente composizione del gruppo classe. Oltre all'aspetto numerico (i corsi sono stati frequentati in certi anni da 6-8 studenti, in altri casi da 30 e più studenti) c'è la natura peculiare di ogni persona e di ogni interazione tra le persone coinvolte

Rugginenti Volontè
Ci sono stati poi gli anni particolari in cui, per necessità sanitarie, si è dovuto ricorrere all'insegnamento a distanza: una procedura senza dubbio più agevole per un corso teorico (alquanto problematica, invece per le lezioni di pratica strumentale), ma che tuttavia ha ugualmente prodotto delle importanti modificazioni nella comunicazione e nello scambio interpersonale. Posso affermare con soddisfazione che l'esperienza è stata, anche in questo caso, positiva. Ho evitato di produrre un materiale predisposto, come ad esempio lezioni preregistrate o dispense, salvo un momento iniziale di particolare disorientamento nel 2020: il cuore della lezione di Pedagogia sta infatti nella interazione tra i partecipanti, che si perde completamente nella predisposizione di materiale inviato ai singoli. Nelle lezioni del 2021 ho mantenuto il metodo di lezione partecipata ed anche l'attività in piccoli gruppi, organizzati mediante le "stanze" che i programmi di videolezione consentono. Nelle lezioni del 2022 ho adottato una soluzione mista (in presenza e online, a scelta libera), ed anch'essa ha prodotto una possibilità di sviluppo efficace, seppur provvisoria.

Ogni corso inizia con l'autopresentazione dei partecipanti, che rispondono a tre domande: quale strumento studi? Hai esperienze di insegnamento? Che aspettative hai riguardo questo corso? Ovviamente anche il docente è tenuto a rispondere.

Rugginenti Volontè




La lezione sulla pedagogia nell'antica Grecia si costruisce su una serie di domande che sollecitano la discussione:




  • cosa intendiamo noi per virtù? La discussione ci porterà a chiarire il concetto greco di aretè e quello latino di virtus;
  • che senso ha la competizione, in ambito pedagogico? L'agoghè;
  • cosa significa giustizia? La dike;
  • cosa intendiamo per educazione? La paideia;
  • che valore ha lo studio delle arti nella educazione generale di una persona? La musa;
  • che rapporto può esserci tra specializzazione e sapere diffuso? La polimàtheia;
  • che rapporto può esserci tra il bello e il buono? La kalokagathìa;
  • perché faccio tante domande?
  • il maestro sa già tutto?
  • allora, se non sa tutto, perché andiamo dal maestro? 
  • cosa si intende per metodo maieutico? 

Rugginenti Volontè

Le ultime domande mi conducono ad una bella lettura che riassume il pensiero di Socrate, dal Teeteto di Platone

E ancora: cosa si intende per autorevolezza? E per autoritarismo? Che differenza c'è tra ammonire e punire? 

A questo punto posso leggere qualche passo da Quintiliano.

La ricchezza delle risposte produce situazioni sempre nuove, a volte inaspettate, che arricchiscono la comprensione per tutti ed anche le competenze dello stesso docente.


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giovedì 12 marzo 2020

La didattica musicale a distanza al tempo del coronavirus

L'emergenza coronavirus e la didattica musicale a distanza

Coronavirus
Il periodo particolare che stiamo vivendo in Italia e nel mondo a causa della pandemia di coronavirus e delle norme che sono state adottate per contenere il contagio (evitare assembramenti e contatti interpersonali ravvicinati) ha dato un impulso di accelerazione alla diffusione di metodi e strategie per una didattica a distanza, che utilizza le nuove possibilità offerte dalla comunicazione online mediante Internet.

Le disposizioni imposte dai decreti governativi (aggiornate all'11 giugno 2020) impongono anche la sospensione della "frequenza delle attività dell'alta formazione artistica e musicale... le attività didattiche o curricolari continueranno, ove possibile, con modalità a distanza, individuate dalle medesime istituzioni". Si tratta di una realtà triste, alla quale le persone di buona volontà hanno dovuto adattarsi, anche con grande fatica, per non abbandonare gli studenti in questo difficile momento.

La didattica musicale a distanza è un settore di attività già presente da alcuni anni, ma non ha ancora avuto una applicazione diffusa e sistematica. Accade a volte che situazioni di emergenza diano un impulso di sviluppo creativo e dinamico alle nostre abitudini, per fare fronte alle nuove situazioni. Certamente la didattica a distanza presenta dei limiti di varia natura, ma è importante che tutti diventino più esperti, per avvalersi nel modo più efficace delle nuove risorse offerte dallo sviluppo tecnologico.

La didattica musicale si articola in differenti settori, che presentano problematiche diverse in relazione alla comunicazione a distanza. Vediamo di riassumerle molto brevemente.

Coronavirus
La didattica musicale online: lezioni di strumento

Ci sono vari tipi di insegnamento che si possono svolgere nell'ambito della didattica musicale e, come vedremo, alcuni si prestano meglio alla comunicazione a distanza, altri meno. 
Innanzitutto dobbiamo distinguere tra lezioni individuali e lezioni di gruppo; inoltre dobbiamo considerare i casi particolari determinati dalla interazione musicale tra i soggetti coinvolti.
Il primo caso che desideriamo trattare è quello della lezione individuale di strumento. Prendiamo esempio dal pianoforte, ma ovviamente criteri analoghi possono essere utilizzati per ogni strumento e ovviamente per la didattica del canto.

Dobbiamo preparare un setting di lavoro che sia efficace al massimo livello. Sia il docente che lo studente devono munirsi di hardware e software adeguati, sia riguardo la connessione Internet, sia riguardo le prestazioni video e audio, che peraltro ogni buon computer ormai fornisce in modo soddisfacente. Per quanto riguarda la qualità della resa sonora, può essere consigliabile utilizzare alcuni accorgimenti: ad esempio, collegare al computer un microfono esterno, casse di amplificazione ed eventualmente una scheda audio esterna.
Sconsigliamo l'uso del telefonino: il monitor è più piccolo, l'audio è meno efficace, i costi sono maggiori, nei termini di pagamento del servizio, ed infine ci sono maggiori rischi di inquinamento.
Si dovrà scegliere lo strumento di comunicazione adeguato, ossia i vari programmi di videochiamata disponibili anche gratuitamente online: Google Duo, Zoom, Skype, WhereBy, o altri.

Dopo aver fatto vedere il proprio volto per i saluti iniziali, è importante orientare la videocamera verso le mani alla tastiera, in modo da poter seguire passo passo l'allievo in ogni suo passaggio strumentale: potremmo anzi dire che questo è un vantaggio della didattica musicale a distanza, in particolare per il pianoforte, quando nell'aula di lezione si ha a disposizione un unico strumento, mentre online ognuno ha la possibilità di agire sul proprio strumento. Dunque, posizionare il video in modo che le nostre mani siano chiaramente visibili allo studente: in tal modo si potranno far vedere movimenti e posizioni adeguati al singolo passaggio musicale. Fare attenzione alla corretta luminosità del video: la fonte di luce non deve essere mai collocata alle nostre spalle, bensì davanti, sopra oppure da sinistra.

Ovviamente la lezione dovrà essere preparata con tutti gli allegati utili, in formato pdf, video, foto, in modo che si possano condividere i materiali di studio. E' anche possibile condividere le pagine di musica in tempo reale: ad esempio, su Skype è disponibile il comando "condividi schermo", mediante il quale lo studente può vedere la schermata del docente, che può aver postato una pagina di musica o altro materiale necessario alla lezione.

Coronavirus

La didattica musicale online: lezioni di teoria musicale, armonia, storia della musica

Nel caso di lezioni teoriche collettive occorre avvalersi delle varie risorse disponibili su Internet. Si può registrare una lezione, che evidentemente riprodurrà il classico schema della lezione frontale, oppure (consigliabile) si potrà interagire in modo diretto con il gruppo di studenti, in modo da realizzare una lezione più partecipata o anche attività di laboratorio
Tra le risorse disponibili, una delle più semplici è Google Classroom, uno strumento che ci permette di organizzare le nostre lezioni collettive. Se si lavora per conto di una scuola, essa deve registrarsi con un apposito account. Se invece si lavora in proprio, è sufficiente il proprio account personale. 

Coronavirus

Prove musicali di insieme online (Networked music performance)

Questo è il caso più difficile: la possibilità di una interazione in tempo reale su una rete di computer che permetta ai musicisti di luoghi diversi di esibirsi come se fossero in un'unica stanza. Non ci pare ancora possibile organizzare una prova d'insieme con molti esecutori (coro o orchestra); qualche tentativo può essere fatto con la musica da camera. Gli strumenti abituali di comunicazione per videochiamate (Skype, Google Duo o altri) incorrono facilmente in problemi tecnici. Il principale problema riguarda il tempo di ricezione del messaggio audio, che, benché minimo, può costituire una significativa differenza, a causa di un leggero ritardo (latency, latenza) che preclude la simultaneità precisa degli attacchi e degli stacchi del suono. Scientificamente è stato appurato che la latenza deve essere mantenuta al di sotto di 30 millisecondi, che è il limite della percezione umana. Esistono già buone piattaforme, ad esempio Jammr (jam together online), che però è pensato solo per strumenti elettronici collegabili direttamente via cavo al computer. Le ricerche per il perfezionamento di questo e di altri problemi tecnici sono continue e ci si aspetta rapidi progressi nell'immediato futuro.

Strumenti di monitoraggio e di valutazione

CoronavirusSe si è docenti di una scuola, l'istituto deve provvedere al monitoraggio delle lezioni, per tutelare sia il personale docente sia gli studenti riguardo l'effettivo svolgimento del corso. Il registro elettronico è ormai in dotazione nella maggior parte delle scuole, ma purtroppo alcune ne sono ancora sprovviste. In particolare nel sistema dell'Alta Formazione, il riconoscimento dei crediti è legato, tra altre cose, all'attestazione di un monte ore di frequenza. Anche per i docenti è necessario attestare il monte ore di lezioni svolto. Per le istituzioni pubbliche statali, pur in regime di autonomia, sarebbe corretto avvalersi di un unico strumento a disposizione di tutti gli istituti, in modo da garantire un riscontro oggettivo.

Analoghe procedure possono essere utilizzate per la valutazione. Non dovrebbe essere consentito svolgere prove di verifica formale a distanza, né per l'insegnamento dello strumento (perché in ogni caso la resa audio non sarebbe paragonabile all'esecuzione dal vivo) né per le materie teoriche, perché ovviamente non c'è nessuna possibilità di verificare che lo studente non abbia a disposizione le risposte ai quesiti posti. Tuttavia, di fronte alla rigidità delle disposizioni governative, gli istituti, per garantire il diritto degli studenti al proseguimento degli studi, hanno iniziato anche a svolgere prove di verifica a distanza.


venerdì 12 luglio 2019

Didattica e Pedagogia Musicale per i 24 crediti

concorso a cattedre

Il MIUR dovrebbe bandire in tempi brevi l'atteso concorso ordinario a cattedre per le scuole secondarie di primo e secondo grado. Le Università e i Conservatori, in ottemperanza al Decreto Ministeriale 616/2017, hanno attivato corsi per permettere ai candidati di maturare i 24 crediti (CFU o CFA) necessari per accedere al concorso. Qui di seguito si può scaricare il materiale utile per la preparazione del concorso, in forma di slides.

Corso di Pedagogia Generale e Musicale 

nell'ambito dei corsi per l'acquisizione dei 24 crediti 
(DM 616/2017)



Così lo presenta l'editore:
Un testo che sviluppa ampiamente i contenuti indicati dal Decreto Ministeriale 616/2017, nell'ambito dell'acquisizione dei 24 crediti necessari per accedere ai concorsi a cattedre nella scuola secondaria. 
La didattica e la pedagogia musicale sono affrontate sotto l'aspetto storico, metodologico e legislativo: si citano i maggiori autori e le problematiche attuali, particolarmente cruciali nella nostra epoca segnata da grandi e rapide trasformazioni tecnologiche e sociali.

martedì 12 marzo 2019

Metodo per coro. Una guida per il direttore e per il cantore

Della Robbia
L'esperienza del canto corale è una delle attività più gratificanti per le persone che amano la musica e che desiderano condividere questa loro passione in un ambiente di gruppo, dove si possano coltivare anche i valori dell'amicizia nel perseguimento di un obiettivo comune.

Per questo motivo, anche in Italia sono molto diffusi i cori amatoriali, sia nelle parrocchie, dove assolvono al servizio liturgico, sia in altri ambiti, anche laici, con una pluralità di repertori che spaziano dalla polifonia classica al canto popolare, nelle varie tradizioni conosciute, sia di origine italiana, sia di altre provenienze (pensiamo ad esempio alla diffusione dei cori gospels).

Per questo motivo ho ritenuto utile fornire ai cantori e ai direttori uno strumento didattico che potesse dare indicazioni di base per sviluppare una buona vocalità, per imparare a studiare con cura il repertorio, ed anche per imparare a gestire il gruppo e la proficua convivenza all'interno del progetto. 

La mia riflessione sulla didattica corale è iniziata a partire dal mio corso di studi, al Conservatorio di Milano, dove ho conseguito il diploma di musica corale e direzione di coro nel 1982. Negli anni seguenti ho arricchito le mie competenze con esperienze di studio e di pubbliche esecuzioni, in particolare nell'ambito del Laboratorio Nuova Musica di Pergine Valsugana (Trento), dove ho diretto musiche mie e di autori storici del Novecento; e nell'ambito della Civica Scuola Musicale "Zandonai" di Rovereto (dove già, da ragazzo, avevo ricevuto la mia prima formazione come cantore), nel periodo in cui ne sono stato direttore. Dal 1996 ricopro il ruolo di docente di Repertorio Vocale nei Conservatori Statali di Musica e in questa veste ho collaborato con vari docenti di canto: da queste ultime esperienze sono maturate in me varie riflessioni personali sulla didattica vocale, in un confronto libero e aperto con la prassi didattica dei colleghi.

Nel 2006 ho fondato il Coro Ecumenico di Verona, che tuttora dirigo. Abbiamo svolto attività in Veneto, Trentino, Lombardia, nonché in Germania. Il repertorio è vario con predilezione per la polifonia classica, ma senza escludere il genere gospel, la musica africana e quella sudamericana.

Didattica corale


Dai molti appunti sparsi, redatti in tanti anni di pratica sul campo, è nata l'idea di pubblicare questo ampio e-book in formato PDF.



Didattica corale
La materia è suddivisa in tre sezioni, che si riferiscono rispettivamente a:

La tecnica vocale per i cantori (teoria - pratica - didattica)

Metodologia dello studio dello spartito

Gestione delle prove e repertorio

Si può scaricare il mio Metodo per coro al seguente indirizzo: https://sellky.com/a/bu5 

Il Metodo è disponibile attualmente in lingua italiana. A breve sarà pubblicato anche in lingua inglese.

Currently available in Italian. It will soon be published in English.







domenica 30 dicembre 2018

Pizzetti, Tre Sonetti del Petrarca

La musica vocale da camera italiana nella prima metà del Novecento si arricchisce con il contributo di importanti compositori, che, seguendo la tradizione musicale e poetica della storia italiana (a partire dal Basso Medioevo), colgono occasione per rinnovare il linguaggio rispetto all'eredità ottocentesca.

Ildebrando Pizzetti Sonetti
Tra questi è importante ricordare Ildebrando Pizzetti (1880-1968), che D'Annunzio volle chiamare "Ildebrando da Parma": sia nelle sue opere di teatro sia nella sua musica da camera egli ha dedicato grande attenzione e cura alla vocalità, richiamandosi a modelli antichi e anche antichissimi (ad esempio il canto gregoriano) per realizzare un moderno stile di declamato melodico severo e suggestivo.

Francesco Petrarca Sonetti
Nei Tre Sonetti del Petrarca, "In morte di madonna Laura" (ed in realtà ispirati dalla morte prematura della prima moglie del compositore, Maria Stradivari) possiamo percepire chiaramente questa prosodia melodica, che fonda la sua risonanza espressiva sul ritmo e sul suono della parola. Il modello di riferimento ideale sembra qui il "recitar cantando" del primo Seicento italiano. Ma la crudezza del tema della morte allontana momentaneamente il musicista dalla rassicurante eufonia degli antichi modi ecclesiastici, orientandosi piuttosto su un lacerante cromatismo, che costringe la musica ad un continuo, instabile vagare tra tonalità anche lontane.

Ad esempio, l'incipit del primo Sonetto, "La vita fugge e non s'arresta un'ora", collega bruscamente il fa minore iniziale con la tonalità lontana di mi minore. Il pezzo procede come cercando una stabilità tonale continuamente elusa dal tormentoso incedere della linea melodica, che il pianoforte asseconda modificando incessantemente la prospettiva tonale.

Nel secondo Sonetto, "Quel rosignuol che sì soave piagne", l'effetto di imitazione del sublime uccelletto canoro è affidato essenzialmente al pianoforte, mentre la voce ripropone il suo sofferto declamato, nell'incerto e tortuoso peregrinare tra tonalità lontane. Gli slanci tragici verso il registro acuto sono annientati dal trionfo dei suoni cupi del grave.

Il terzo Sonetto, "Levommi il mio pensier in parte ov'era", apre ad una prospettiva religiosa e perciò recupera quel diatonismo terso e rassicurante, che richiama mediante la scelta musicale ad un ideale di spiritualità purificata dalle angosce della vita terrena.

Su Youtube troviamo alcune esecuzioni interessanti di queste liriche di Pizzetti: il tenore rumeno Petre Munteanu (clicca qui), il soprano Mara Zampieri (clicca qui e poi qui e infine qui). Purtroppo in entrambi i casi non sono indicati i nomi dei pianisti.

mercoledì 31 agosto 2016

Melodie semplici, architetture complesse

coro
La storia della musica occidentale si è sviluppata spesso nella elaborazione artistica e complessa di materiali semplici, spesso di origine popolare. La grande polifonia del periodo rinascimentale è sovente costruita sulla base di melodie di immediata naturalezza, attorno alle quali il compositore edifica la solenne architettura del contrappunto. Il comporre è perciò propriamente l'arte di mettere insieme elementi diversi, per modellare un'opera che, fondandosi sulla semplicità dei suoi componenti costitutivi, realizza una complessità nobile e solenne.

Prendiamo un esempio tratto dal repertorio francese del XVI secolo. Si tratta di una melodia composta per musicare il testo del Salmo 137 (138 secondo la numerazione ebraica), noto nella versione latina con le parole “Confitebor tibi, Domine”.

Nella versione francese, il testo elaborato dal poeta di corte Clément Marot (1497-1544) inizia con le parole Il faut que de tous mes esprits. Si tratta di un testo di lode e ringraziamento, perché Dio ha soccorso il suo popolo e lo ha liberato dal pericolo, infondendo coraggio e forza all'animo del credente.

La melodia fu adattata da Loys Bourgeois nel 1547, riprendendo materiale già noto e facilmente orecchiabile anche per il popolo orante: si tratta infatti del canto popolare “Une pastourelle gentille”. Nella versione originale, essa è scritta nel modo jonico trasportato a fa, cioè nella forma della scala che darà origine al moderno Fa Maggiore:

Goudimel


Essendo di tessitura piuttosto alta, nelle versioni moderne la melodia è abbassata una terza sotto;di fatto essa è del tutto assimilabile al moderno Re Maggiore:

Ginevra

La bellezza semplice ed efficace di questa melodia è del tutto evidente, a partire dallo slancio ascensionale della prima semifrase, cui segue la risposta coerente e rassicurante della successiva semifrase discendente; il ritmo accentua questo carattere affermativo e solare della melodia. Da battuta 17 l'insistenza nella zona acuta e la mutevolezza dell'accentuazione ritmica danno ulteriore dinamismo al canto, che si conclude poi, alle batt. 25-32, con una frase che riprende elementi già noti, ora racchiusi nell'ambito più ristretto di una quinta per dare un senso di conclusione senza mutarne il carattere costitutivo.

I compositori dell'epoca (ad esempio Claude Goudimel e Claude Le Jeune) hanno compiuto varie elaborazioni polifoniche su questa melodia. Molto suggestiva risulta l'esecuzione del Salmo con alternanze della semplice esposizione monodica (cioè ad una sola voce) e delle varianti più o meno elaborate, come si può ascoltare in questa interpretazione dell'Ensemble Sweelinck di Ginevra:

Ensemble Sweelinck de Genève | Pseaume 138 - YouTube

Infine la troviamo anche in versione italiana, adattata per la liturgia delle chiese (sia protestanti che cattoliche): 

Musica corale


giovedì 14 aprile 2016

Studio del canto: i consigli di Dietrich Fischer-Dieskau

Dietrich Fischer-Dieskau
Uno dei più grandi cantanti della seconda metà del Novecento, il berlinese Dietrich Fischer-Dieskau (1925-2012) ha documentato la sua straordinaria opera di interprete in un numero enorme di registrazioni che possono tuttora fare scuola per i giovani studenti di canto. La bellezza della sua voce si unisce ad una tecnica vocale perfetta, che gli permette una notevole estensione nel registro di baritono e soprattutto l'uso di una ricchissima tavolozza di sfumature. Perfetta è anche, nelle sue esecuzioni, la dizione del testo.

Nella sua ultima intervista, rilasciata a Bruno Monsaingeon, Fischer-Dieskau racconta la sua vita e fornisce preziosi consigli. Dopo aver raccontato la rapidità del suo periodo di formazione, peraltro contrassegnato da studi regolari sui metodi classici (egli ricorda ad esempio l'ottimo Concone), ma sottolineando anche l'importanza della lettura a prima vista, egli spiega di non aver avuto un particolare talento per le lingue; ma allora, aggiungiamo noi, avrà studiato con molta disciplina per raggiungere questa sua grande bravura nell'uso non solo del tedesco, ma anche dell'inglese, del francese, dell'italiano e del russo. 
 
Molto importante ciò che egli dice a proposito dell'analogo approccio che richiede il repertorio operistico e quello cameristico, che spesso e ingiustamente sono contrapposti nella didattica vocale, in particolare in Italia. Nell'ultima parte dell'intervista egli dice: “La mia strada per affrontare l'opera non è fondamentalmente diversa dal mio modo di affrontare il Lied, per il semplice motivo che la loro musica è veramente molto simile. Nella musica di Schubert ci sono incredibili esplosioni drammatiche. Per contro, ogni buona opera dispiega favolose frasi in dinamica 'piano'. Bisogna ascoltare ciò che la musica dice. Nulla può essere fatto solo con freddo calcolo. Si deve penetrare con lo stesso calore, come quello del compositore quando la scrisse. Allora e solo allora viene il vero interprete che, con il suo cuore, pieno di emozione per quello che canta, vi trasporterà in un'altra dimensione.”

domenica 14 febbraio 2016

Studio di doppi salti nella musica per pianoforte

Una delle difficoltà che si incontrano spesso nella musica pianistica sono gli spostamenti rapidi, i salti che dobbiamo fare per raggiungere tasti lontani dalla posizione in cui si trova la mano.

Molto spesso il salto è doppio, perché la scrittura prevede di raggiungere un tasto lontano e poi tornare subito alla posizione precedente. 

Ci sono tanti esempi. Io oggi sto studiando una trascrizione per pianoforte della celebre Serenata per archi di Mozart, "Eine kleine Nachtmusik". Si tratta di una bella trascrizione fatta da Ludwig Stark (1831-1884), l'autore del famoso Metodo Lebert und Stark. Ecco l'esempio: 

Lezioni di pianoforte

Come si vede, c'è un doppio salto (evidenziato dal primo riquadro blu) tra il bicordo 'fa diesis-la' nell'ottava centrale, il 'sol' sotto il 'do centrale' e poi il bicordo 'sol-si' nell'ottava centrale. Analogamente nell'altro passaggio, evidenziato dal secondo riquadro blu.

Per studiare bene questi passaggi occorre fissare bene con l'occhio la posizione di arrivo e poi eseguire lo spostamento in modo rapidissimo: come esercizio è utile compiere lo spostamento in modo subitaneo e poi fermarsi davanti al tasto o ai tasti di arrivo. 

E' evidente che il colpo d'occhio è importante, così come la velocità di spostamento del braccio.  

Ecco un altro esempio tratto dallo stesso pezzo; come vedi, la grafica didattica aiuta a focalizzare l'attenzione sul singolo passaggio.  

Metodo per pianoforte

 Con un breve video illustro il meccanismo:


venerdì 20 novembre 2015

Il metodo di studio più efficace per il pianoforte

Lezioni di musica
Nella didattica tradizionale del pianoforte (e della musica in generale) si insiste molto sulla disciplina e sullo "sforzo" necessario per conseguire un risultato. Mi sembra invece più utile sottolineare l'importanza di un corretto metodo di studio, che è la base per ogni successo nella applicazione. Infatti, noi potremmo dedicare ore e ore alla esercitazione, senza raggiungere risultati soddisfacenti, se non fossimo sorretti da un metodo di studio adeguato.

A questo aspetto del metodo di studio ho dedicato anni ed anni di riflessione e di sperimentazione, partendo dalla didattica tradizionale e abbandonandola progressivamente per giungere (già da oltre venti anni) a risultati più efficienti e produttivi. Il metodo che propongo mi ha permesso di realizzare con risultati più che soddisfacenti tutti i miei concerti, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.

Lo studio musicale di un pezzo pianistico (piccolo o grande che sia), si suddivide nelle tre fasi che ormai ben conosciamo: ritmica corporea, vocalità, applicazione strumentale. È molto importante capire che i princìpi del metodo e le sue fasi applicative sono uguali, sia al livello del principiante che al livello del professionista maturo.

Prima fase: ritmica corporea

Il punto di avvio è una lettura gestuale del testo: mediante la ritmica corporea assumiamo ogni necessaria conoscenza di tutte le informazioni contenute nella scrittura musicale e quindi l'indicazione dei parametri del suono (ritmo, altezza, intensità, timbro, articolazioni del suono, cioè legato, staccato.ecc.); a ciò possiamo aggiungere ogni altra nostra scelta che vorremo assumere, in particolare riguardo il fraseggio e dunque le accentuazioni (che spesso non sono esplicitate nel testo musicale, ma implicate dallo stile musicale).

Risulta chiaro dunque che, già in questa fase, non è corretto uno studio meccanico che pretenda di prescindere dal risultato musicale. E non è corretto ipotizzare uno studio preliminare con uguaglianza di suono che venga poi sostituito in una ipotetica fase successiva da uno studio delle varianti espressive del suono, che viceversa sono costitutive e caratterizzanti la natura di questo strumento e obiettivo di ogni esecuzione musicale.

La lettura gestuale utilizza dunque le tecniche della ritmica corporea; nel suo livello più avanzato essa si identifica con il gesto del direttore d'orchestra o di coro.

(segue al prossimo post!)