venerdì 27 febbraio 2015

Lezione preliminare di pianoforte



Ecco un video che presenta in pochi minuti la lezione preliminare per iniziare a suonare il pianoforte: una attività benefica per il corpo e per tutta la persona.

Nel video sono spiegati in modo semplice i fondamenti di una corretta impostazione allo strumento.

Si chiarisce che una condizione di rilassamento muscolare è funzionale ad una corretta esecuzione. La pulsazione ritmica sta alla base dei nostri movimenti coordinati e tutto ciò corrisponde proprio alla fisiologia della nostra respirazione naturale, nelle due fasi di inspirazione ed espirazione.

Dalla natura stessa del nostro corpo scaturisce la musica!

venerdì 13 febbraio 2015

Studio del mottetto "If ye love me" di Thomas Tallis

If ye love meThomas Tallis (1505 ca. - 1585) è stato un grande musicista inglese del XVI secolo, organista e compositore nella cappella della Corte Reale. La sua opera ha anche un grande valore ecumenico perché, pur restando fedele alla confessione cattolica, ha lavorato per il servizio liturgico della nuova Chiesa Anglicana.

Il mottetto If ye love me è basato sul testo dell'Evangelo di Giovanni, al capitolo 14, versetti da 15 a 17:

If ye love me, keep my commandments. And I will pray the Father, and he shall give you another Comforter, that he may abide with you for ever; even the Spirit of truth.

(traduzione)

Se mi amate, tenete (conservate) i miei comandamenti. E io pregherò il Padre, e Lui vi darà un altro Consolatore, che possa abitare con voi per sempre, proprio lo Spirito di verità.

L'esecuzione del mottetto non è particolarmente difficile per un coro amatoriale: prevalgono i gradi congiunti (cioè i suoni contigui nella scala musicale); la polifonia è semplice e l'effetto straordinariamente efficace, nella espressione fervida della Parola di Dio.

Ecco la parte musicale, in Fa (una quarta sopra rispetto alla tonalità originale), che si usa abitualmente nei cori amatoriali:






Propongo dei files audio, nei quali faccio esercitare, in ogni sezione, ogni singola frase: dapprima mediante la lettura ritmica del testo, poi con l'ascolto ripetuto di ogni frase. Dopo ciò, propongo di esercitare due o tre frasi contigue ed infine l'intera parte di ogni singola sezione.

Ascolta la sezione dei soprani: Tallis, If ye love me, soprani

Ascolta la sezione dei contralti: Tallis, If ye love me, contralti

Ascolta la sezione dei tenori: Tallis, If ye love me, tenori

Ascolta la sezione dei bassi: Tallis, If ye love me, bassi


sabato 7 febbraio 2015

L'apprendimento di un Corale di Bach, frase per frase

BWV 147Possiamo imparare a cantare un Corale di Bach con un semplice ausilio didattico preparato allo scopo. Non è proprio per principianti, sia per la grande qualità dell'autore, sia per la necessità di usare il testo tedesco (le traduzioni non sono consigliabili). Tuttavia, scegliamo il celeberrimo Corale "Jesus bleibet meine Freude" BWV 147, che non è certo tra i più difficili.

Un file audio può essere preparato mediante esecuzioni dal vivo alla tastiera:  un organo elettronico, oppure un pianoforte. La scelta del pianoforte è preferibile perché il pianoforte realizza più efficacemente il fraseggio musicale, mediante le variazioni di dinamica e le accentuazioni; presenta comunque lo svantaggio di non riprodurre la voce umana e le parole del testo.

Per ovviare a questo inconveniente, molti cori utilizzano altri metodi di studio: il più utilizzato è la realizzazione delle parti in formato MIDI. Questa tecnica presenta indubbiamente alcuni vantaggi: innanzitutto permette ai cantori di ascoltare la parte singola, ma anche la parte inserita all'interno della polifonia; inoltre, mediante un nuovo sistema tecnologicamente avanzato, è possibile ascoltare addirittura le parole del testo, rese sempre con procedimento di elaborazione elettronica.

La nostra perplessità, riguardo l'uso del MIDI; consiste nella meccanicità antimusicale dell'effetto, che esclude non solo le variazioni dinamiche e le accentuazioni, ma persino i respiri e la naturale mobilità agogica. Anche l'esecuzione del testo può presentare problemi di accentuazione e di pronuncia. I continui perfezionamenti tecnici stanno cercando di adeguare il mezzo meccanico anche di fronte a questi inconvenienti, tuttavia siamo ancora lontani da un risultato che possa essere considerato simile a quello di una esecuzione umana.


Propongo pertanto dei files audio didattici eseguiti dal vivo. Introduco innanzitutto la lettura del testo:

Jesus bleibet meine Freude,
Meines Herzens Trost und Saft,
Jesus wehret allem Leide,
Er ist meines Lebens Kraft,
Meiner Augen Lust und Sonne,
Meiner Seele Schatz und Wonne;
Darum lass ich Jesum nicht
Aus dem Herzen und Gesicht.

 (traduzione)

Gesù rimane la mia gioia,
la speranza e la linfa del mio cuore,
Gesù mi protegge da ogni dolore,
è la forza della mia vita,
la delizia e il sole dei miei occhi,
il tesoro e la felicità della mia anima;
perciò non lascio Gesù
dal mio cuore e dalla mia vista.

La parte musicale: 
Jesus bleibet meine Freude


Ecco dunque la lettura ritmica del testo. Ascolta: Bach, Jesus bleibet meine Freude, lettura ritmica

Nei files audio dedicati alle singole sezioni, propongo la lettura ritmica di ogni singola frase, seguita poi dall'ascolto musicale: ad ogni frase si propone la ripetizione immediata della linea musicale. Ascolta: Bach, Jesus bleibet meine Freude, soprani

Per i contralti, per abituare l'orecchio è previsto anche l'ascolto della loro parte insieme a quella dei soprani, che nell'esecuzione dal vivo spesso inganna le cantore meno esperte. Ascolta:  Bach, Jesus bleibet meine Freude, contralti

Ascolta ora la parte dei tenori: Bach, Jesus bleibet meine Freude, tenori

Ed infine la parte dei bassi; anche questa prevede alla fine l'ascolto insieme alla parte dei tenori. Ascolta la parte dei bassi: Bach, Jesus bleibet meine Freude, bassi

giovedì 29 gennaio 2015

Temi della poetica romantica nei Lieder


Il Lied (plurale Lieder) è il genere musicale tipico del Romanticismo tedesco, l'incontro sublime tra la poesia e la musica.
Leggendo i testi delle poesie dei Lieder, possiamo individuare alcuni tra i temi più tipici della poetica romantica tedesca. La stagione primaverile, con le immagini degli uccellini, dei prati verdi, dei fiori, rappresenta il fiorire dei migliori setimenti e ideali dell'anima, mentre al contrario l'inverno con il freddo, l'oscurità, il vento impetuoso, è rappresentazione della solitudine, della lontananza, della perdita. In Winterlied di Mendelssohn si nota come il quadro naturalistico sia inserito in un contesto di leggenda nordica, che rafforza il sentimento con il suo carattere narrativo e misteriosamente evocativo. 
 
Ed arriviamo a toccare la parola chiave, il luogo tipico, la Sehnsucht, quel sentimento di nostalgia, di struggimento, che è orientato alle persone e alle cose perdute, certamente, ma anche, e soprattutto, a quelle irraggiungibili, a desideri e sogni anche indefiniti; quell'anelito all'infinito che esprime il senso più profondo della crisi romantica e che Kierkegaard (1844) espliciterà nel termine angoscia (Angst in tedesco, in danese Angest).

Suleika, canto di amore struggente e ardente nostalgia, è un testo del sommo poeta Goethe. E poi il tema dell'errare, il viaggiare, la vitalità accesa del viandante (qui è Heine il poeta di riferimento), cui si contrappone la nostalgia della terra natale e della giovinezza perduta.

E ancora, l'artista vola sulle ali del canto (Auf Flügeln des Gesanges): è il canto spiegato, ideale supremo del Romanticismo musicale; la voce umana come modello anche per gli strumenti, a partire dal pianoforte: ed ecco dunque i Lieder ohne Worte (Canti, ossia Romanze senza parole). Ed infine il fiabesco come descrizione narrativa di ciò che è oscuro e nascosto all'analisi razionale: la ridda delle streghe, il demoniaco, gli spiriti benefici o malefici che rappresentano la parte oscura e segreta di ogni persona, anticipazione evidente di ciò che in ambito scientifico scoprirà la psicoanalisi.


sabato 10 gennaio 2015

L'educazione e la musica nell'antica Grecia

Musa della danzaNella cultura della Grecia antica il pensiero pedagogico sviluppò la riflessione sulle finalità dell'educazione, sintetizzate nel concetto di ἁρετή (aretè), che indica abilità, eccellenza, forza, agilità, ma anche qualità morali, quali ad esempio la bontà, il coraggio; si potrebbe sintetizzare tutto ciò con la parola virtù (virtus in latino), cioè lo sviluppo di tutte le migliori qualità di comportamento e di pensiero, che possono essere realizzate mediante l'educazione.
Mentre a Sparta prevaleva una cultura militare e l'educazione era dunque rigidamente orientata ad una dura disciplina del corpo e dell'animo, la civiltà di Atene sviluppò (a partire dal VI sec. a. C.) concetti nuovi, che hanno influenzato tutta la cultura occidentale successiva: la forma sociale della democrazia (dovuta allo sviluppo delle attività commerciali e mercantili) significava anche l'emancipazione del singolo individuo da una rigida sottomissione alla collettività; il diritto venne regolamentato da leggi scritte, secondo l'ideale della δίκη (dìke), che significa regola, da cui diritto e quindi giustizia; l'educazione dei fanciulli, παιδεία (paidèia), non fu più limitata ai valori della guerra e dell'ardimento fisico, ma comprese una sensibilità estetica, definita μοΰςα (musa), cioè la cultura delle Muse, da cui deriva anche, etimologicamente, la parola musica; l'obiettivo più alto dell'educazione fu la πολυμάθεια (polimàzeia), cioè la conoscenza di molti saperi, per conseguire la καλοκαγαθία (kalokagathìa), parola che sintetizza gli aggettivi bello e buono e dunque esprime la sintesi di tutte le virtù, sia estetiche che morali.
In questo progetto educativo, la musica e la danza ebbero un grande rilievo, integrate in un ideale di armonia euritmica tra corpo e psiche.
Si tratta in conclusione di una educazione disinteressata, cioè non finalizzata ad un obiettivo strumentale o al semplice apprendimento di una professione.