giovedì 18 maggio 2017

Balocchi e profumi

Profumi e balocchi
Una celebre canzone degli anni Venti: narra la triste vicenda di una mamma che pensa a se stessa anziché alla propria bimba, e si pente quando ormai è troppo tardi.

La musica ha il fascino di quel tempo ormai remoto e si appoggia su un languido ritmo di tango.

Possiamo imaparare a cantare questa canzone, anche mediante lo spartito per voce e pianoforte. Se si vuole, si può realizzare anche con un gruppo di cantanti: per il ritornello è prevista una armonizzazione per coro a quattro voci.



sabato 6 maggio 2017

Musica e Bibbia nella scuola. Note didattiche

Musica e Bibbia nella scuola. Note didattiche

Musica e Bibbia nella scuola
Melozzo da Forlì, Angelo musicante
Nell'anno scolastico 2016-17 ho dovuto preparare alcune lezioni per le scuole primarie e secondarie di primo grado, sul tema Musica e Bibbia.

Nel preparare le lezioni ho dovuto pormi il problema didattico della comunicazione dei saperi ad un pubblico di bambini di IV elementare e di ragazzini della scuola media.

Per la mia esperienza didattica e per i miei riferimenti culturali ritengo che ogni forma di comunicazione didattica debba tenere conto delle caratteristiche  e delle specificità di chi riceve le nostre informazioni: sembra un'ovvietà, eppure molto spesso mi è capitato di assistere a lezioni o conferenze anche molto qualificate, che tuttavia risultavano deficitarie sotto questo aspetto, e perciò in sostanza inefficaci. Questa osservazione è valida anche nel caso in cui ci si rivolga ad un pubblico di adulti; immaginiamo poi cosa significhi quando dobbiamo trattare con dei bambini: il rischio del "parlare a vuoto" e di non essere realmente ascoltati e recepiti è in realtà molto alto.

A conclusione dell'esperienza posso sottolineare con soddisfazione come qualsiasi argomento, anche il più complesso (la teologia) o il più difficile da accettare (il dolore, la sofferenza), può essere presentato con successo ad un gruppo di bambini di scuola primaria, oppure, tenendo conto della differenza di età, ad un gruppo di ragazzini della scuola media, purché si faccia attenzione agli strumenti idonei della comunicazione e all'utilizzo di efficaci strategie di coinvolgimento attivo.


Musica e Bibbia nella scuola
In questo progetto, che ho svolto nelle scuole di Bassano del Grappa (Vicenza), San Bonifacio e San Giovanni Ilarione (Verona) ho utilizzato la musica di varie tradizioni storiche e culturali (Bach, Haendel, ma anche Arvo Part, il canto gospel, la danza liturgica africana, eccetera) e opere d'arte di grandi pittori della storia dell'arte. 

Si può leggere il dettaglio del lavoro svolto nel volume



24 crediti

sabato 21 gennaio 2017

Un modo semplice e naturale di insegnare la ritmica per suonare

Ti invito a vedere un breve video che introduce l'insegnamento della ritmica per imparare a suonare il pianoforte, a partire dai movimenti del corpo. 
 
Per ritmica corporea intendiamo la capacità di interiorizzare la scansione nel tempo della musica mediante movimenti del tuo corpo; tutto il contrario di quel procedimento intellettualistico, chiamato tradizionalmente solfeggio, che ha scoraggiato tante persone (forse anche te) dal proseguire nello studio della musica. Qui si tratta dunque, ripeto, di appropriarti della ritmica musicale mediante movimenti del tuo corpo.

Non proponiamo quindi la pratica didattica tradizionale del solfeggio parlato, che tante persone, di ogni età, ha letteralmente scoraggiato dal proseguimento degli studi musicali. Vedremo come è possibile ottenere gli stessi obiettivi con pratiche più piacevoli, meno pedanti.
  
Ecco la prima lezione di pianoforte, che inizia da una applicazione pratica e naturale della ritmica corporea: clicca su questo link.

Lezione di pianoforte



mercoledì 31 agosto 2016

Melodie semplici, architetture complesse

coro
La storia della musica occidentale si è sviluppata spesso nella elaborazione artistica e complessa di materiali semplici, spesso di origine popolare. La grande polifonia del periodo rinascimentale è sovente costruita sulla base di melodie di immediata naturalezza, attorno alle quali il compositore edifica la solenne architettura del contrappunto. Il comporre è perciò propriamente l'arte di mettere insieme elementi diversi, per modellare un'opera che, fondandosi sulla semplicità dei suoi componenti costitutivi, realizza una complessità nobile e solenne.

Prendiamo un esempio tratto dal repertorio francese del XVI secolo. Si tratta di una melodia composta per musicare il testo del Salmo 137 (138 secondo la numerazione ebraica), noto nella versione latina con le parole “Confitebor tibi, Domine”.

Nella versione francese, il testo elaborato dal poeta di corte Clément Marot (1497-1544) inizia con le parole Il faut que de tous mes esprits. Si tratta di un testo di lode e ringraziamento, perché Dio ha soccorso il suo popolo e lo ha liberato dal pericolo, infondendo coraggio e forza all'animo del credente.

La melodia fu adattata da Loys Bourgeois nel 1547, riprendendo materiale già noto e facilmente orecchiabile anche per il popolo orante: si tratta infatti del canto popolare “Une pastourelle gentille”. Nella versione originale, essa è scritta nel modo jonico trasportato a fa, cioè nella forma della scala che darà origine al moderno Fa Maggiore:

Goudimel


Essendo di tessitura piuttosto alta, nelle versioni moderne la melodia è abbassata una terza sotto;di fatto essa è del tutto assimilabile al moderno Re Maggiore:

Ginevra

La bellezza semplice ed efficace di questa melodia è del tutto evidente, a partire dallo slancio ascensionale della prima semifrase, cui segue la risposta coerente e rassicurante della successiva semifrase discendente; il ritmo accentua questo carattere affermativo e solare della melodia. Da battuta 17 l'insistenza nella zona acuta e la mutevolezza dell'accentuazione ritmica danno ulteriore dinamismo al canto, che si conclude poi, alle batt. 25-32, con una frase che riprende elementi già noti, ora racchiusi nell'ambito più ristretto di una quinta per dare un senso di conclusione senza mutarne il carattere costitutivo.

I compositori dell'epoca (ad esempio Claude Goudimel e Claude Le Jeune) hanno compiuto varie elaborazioni polifoniche su questa melodia. Molto suggestiva risulta l'esecuzione del Salmo con alternanze della semplice esposizione monodica (cioè ad una sola voce) e delle varianti più o meno elaborate, come si può ascoltare in questa interpretazione dell'Ensemble Sweelinck di Ginevra:

Ensemble Sweelinck de Genève | Pseaume 138 - YouTube

Infine la troviamo anche in versione italiana, adattata per la liturgia delle chiese (sia protestanti che cattoliche): 

Musica corale


giovedì 14 aprile 2016

Studio del canto: i consigli di Dietrich Fischer-Dieskau

Dietrich Fischer-Dieskau
Uno dei più grandi cantanti della seconda metà del Novecento, il berlinese Dietrich Fischer-Dieskau (1925-2012) ha documentato la sua straordinaria opera di interprete in un numero enorme di registrazioni che possono tuttora fare scuola per i giovani studenti di canto. La bellezza della sua voce si unisce ad una tecnica vocale perfetta, che gli permette una notevole estensione nel registro di baritono e soprattutto l'uso di una ricchissima tavolozza di sfumature. Perfetta è anche, nelle sue esecuzioni, la dizione del testo.

Nella sua ultima intervista, rilasciata a Bruno Monsaingeon, Fischer-Dieskau racconta la sua vita e fornisce preziosi consigli. Dopo aver raccontato la rapidità del suo periodo di formazione, peraltro contrassegnato da studi regolari sui metodi classici (egli ricorda ad esempio l'ottimo Concone), ma sottolineando anche l'importanza della lettura a prima vista, egli spiega di non aver avuto un particolare talento per le lingue; ma allora, aggiungiamo noi, avrà studiato con molta disciplina per raggiungere questa sua grande bravura nell'uso non solo del tedesco, ma anche dell'inglese, del francese, dell'italiano e del russo. 
 
Molto importante ciò che egli dice a proposito dell'analogo approccio che richiede il repertorio operistico e quello cameristico, che spesso e ingiustamente sono contrapposti nella didattica vocale, in particolare in Italia. Nell'ultima parte dell'intervista egli dice: “La mia strada per affrontare l'opera non è fondamentalmente diversa dal mio modo di affrontare il Lied, per il semplice motivo che la loro musica è veramente molto simile. Nella musica di Schubert ci sono incredibili esplosioni drammatiche. Per contro, ogni buona opera dispiega favolose frasi in dinamica 'piano'. Bisogna ascoltare ciò che la musica dice. Nulla può essere fatto solo con freddo calcolo. Si deve penetrare con lo stesso calore, come quello del compositore quando la scrisse. Allora e solo allora viene il vero interprete che, con il suo cuore, pieno di emozione per quello che canta, vi trasporterà in un'altra dimensione.”