La storia della musica occidentale si è sviluppata spesso nella
elaborazione artistica e complessa di materiali semplici,
spesso di origine popolare. La grande polifonia del periodo
rinascimentale è sovente costruita sulla base di melodie di immediata
naturalezza, attorno alle quali il compositore edifica la solenne
architettura del contrappunto. Il
comporre è
perciò propriamente l'arte di mettere insieme elementi diversi, per
modellare un'opera che, fondandosi sulla semplicità dei suoi componenti
costitutivi, realizza una complessità nobile e solenne.
Prendiamo un
esempio tratto dal repertorio francese del XVI secolo.
Si tratta di una melodia composta per musicare il testo del Salmo 137
(138 secondo la numerazione ebraica), noto nella versione latina con le
parole “
Confitebor tibi, Domine”.
Nella versione francese, il testo elaborato dal poeta di corte
Clément Marot (1497-1544) inizia con le parole
Il faut que de tous mes esprits.
Si tratta di un testo di lode e ringraziamento, perché Dio ha soccorso
il suo popolo e lo ha liberato dal pericolo, infondendo coraggio e forza
all'animo del credente.
La melodia fu adattata da
Loys Bourgeois nel 1547,
riprendendo materiale già noto e facilmente orecchiabile anche per il
popolo orante: si tratta infatti del canto popolare “
Une pastourelle gentille”. Nella versione originale, essa è scritta nel
modo jonico trasportato a
fa, cioè nella forma della scala che darà origine al moderno Fa Maggiore:
Essendo di tessitura piuttosto alta, nelle versioni moderne la melodia è
abbassata una terza sotto;di fatto essa è del tutto assimilabile al
moderno Re Maggiore:
La
bellezza semplice ed efficace di questa melodia è
del tutto evidente, a partire dallo slancio ascensionale della prima
semifrase, cui segue la risposta coerente e rassicurante della
successiva semifrase discendente; il ritmo accentua questo carattere
affermativo e solare della melodia. Da battuta 17 l'insistenza nella
zona acuta e la mutevolezza dell'accentuazione ritmica danno ulteriore
dinamismo al canto, che si conclude poi, alle batt. 25-32, con una frase
che riprende elementi già noti, ora racchiusi nell'ambito più ristretto
di una quinta per dare un senso di conclusione senza mutarne il
carattere costitutivo.
I compositori dell'epoca (ad esempio Claude Goudimel e Claude Le Jeune) hanno compiuto varie
elaborazioni polifoniche su questa melodia.
Molto suggestiva risulta l'esecuzione del Salmo con alternanze della
semplice esposizione monodica (cioè ad una sola voce) e delle varianti
più o meno elaborate, come si può ascoltare in questa interpretazione
dell'Ensemble Sweelinck di Ginevra:
Ensemble Sweelinck de Genève | Pseaume 138 - YouTube
Infine la troviamo anche in versione italiana, adattata per la liturgia delle chiese (sia protestanti che cattoliche):