sabato 29 marzo 2014

La corretta postura del cantore

Traduco un breve estratto dal più famoso metodo tedesco per coro: Basiswissen Kirchenmusik 2 (Chor- und Ensembleleitung), ossia Nozioni di base di musica da chiesa, volume 2 (Direzione di coro e di ensemble), che tra l'altro si definisce testo ecumenico, perché destinato a chiese di varie confessioni.

A p.78 troviamo interessanti nozioni sulla corrretta postura del cantore, ed ovviamente queste indicazioni valgono anche per i bambini, perché i fondamenti fisiologici sono gli stessi per i piccoli e per gli adulti.

Il testo dice dunque:
"La postura. Il cantante cosciente intende tutto il suo corpo come uno strumento. Un buon atteggiamento nasce da un equilibrio di muscoli attivi e rilassati. L'elemento chiave del nostro corpo è la colonna vertebrale. Dal momento che i muscoli vocali e soprattutto i muscoli respiratori (diaframma) sono strettamente legati alla colonna vertebrale, gli esercizi fisici in coro dovrebbero sempre avere come obiettivo il raddrizzamento della colonna vertebrale. Ne deriverà quindi automaticamente la posizione della testa corretta e un torace libero e aperto. Una buona postura non solo migliora la respirazione e le funzioni vocali, ma anche l'attenzione e concentrazione dei coristi. L'esperienza ha dimostrato che una postura in tensione eretta e naturale, stando in piedi o seduto, rende il cantore attento e motivato, e ogni direttore desidera un cantore attento."

Vengono dati anche alcuni consigli pratici:
"Solo un corpo non rigido, ma anche non senza sostegno, è la base per un buon canto. Gli esercizi fisici sono principalmente esercizi per il raddrizzamento della colonna vertebrale. Gli esercizi per la postura e per la respirazione non dovrebbero mai essere considerati isolatamente dal contesto dell'emissione del suono.

E viene corredato con questa immagine, la cui didascalia descrive "la posizione del diaframma" (evidentemente, in stato di riposo):

diaframma

lunedì 24 febbraio 2014

Elementi di Didattica e Pedagogia Musicale

Il corso di Elementi di Didattica e Pedagogia Musicale, che mi è affidato da alcuni anni in un Conservatorio italiano, è ordinamentale per gli studenti di I anno del Biennio Superiore di II livello per tutte le discipline. Si tratta di un corso di 15 ore (divise in 15 lezioni di un'ora ciascuna) e consiste in un Insegnamento obbligatorio nel I anno, mentre nel II anno si può inserire nel piano di studi un secondo corso, facoltativo, che avrà carattere di approfondimento monografico.
In considerazione del particolare percorso formativo del Biennio di II livello ad indirizzo interpretativo-compositivo, caratterizzato da una forte personalizzazione del piano di studi, i programmi dei singoli insegnamenti sono definiti dal docente incaricato.
Socrate, metodo maieutico
Presentandomi agli studenti, auspico innanzitutto che gli incontri non siano improntati al classico schema della lezione frontale, pur curando la trasmissione di informazioni e riferimenti alle fonti più autorevoli. Desidero invece che le lezioni lascino un adeguato spazio alla libera discussione, stimolata dalla lettura di alcuni brevi testi citati dalle opere di autori importanti.
Il programma del corso si articola nelle seguenti fasi:
  • tre lezioni introduttive (nn.1-3) sono dedicate a Concetti generali di Didattica e Pedagogia, prescindendo dunque, in certo qual modo, dallo specifico della musica, anche se, come è evidente, ogni argomento può trovare precisi riferimenti alla pratica dell'insegnamento musicale; non si intende fare in queste lezioni un riassunto della storia della Didattica e della Pedagogia, ma piuttosto cogliere, in una rapida carrellata, alcuni spunti di riflessione;
  • quattro lezioni (nn.4-7) sono dedicate alla Storia della Didattica e della Pedagogia Musicale; qui il discorso assume un più ampio carattere di descrizione e di informazione, come è ovvio, con particolare attenzione ad alcuni autori e ad alcuni testi esemplari;
  • due lezioni (nn.8-9) riguardano L'organizzazione attuale degli studi musicali in Italia, anche in relazione con le altre realtà europee. In particolare, viene presentato il Nuovo Ordinamento dei Conservatori in Italia.
  • Direzione d'orchestra
    A partire dalla lezione 10 affrontiamo lo studio di Metodi e tecniche della didattica, nei vari àmbiti della ritmica, dell'ascolto, dell'educazione dell'orecchio, dell'educazione vocale e corale, della pratica strumentale, della improvvisazione, della direzione musicale (d'orchestra o di coro), della composizione; accennando, per ognuno di questi àmbiti, ad alcuni fra i più importanti autori e alle migliori pubblicazioni del settore.

venerdì 24 gennaio 2014

Le prove d'insieme con bambini cantori e bambini strumentisti

Terminato il ciclo di lezioni nelle singole classi (come descritto nei post precedenti), giunge il momento delle prove d'insieme. Si stabiliscono tre appuntamenti al mattino nella palestra della scuola. La prima ora di attività è dedicata alla sezione ritmica, la seconda alla sezione vocale e la terza al gruppo completo.
A partire dal secondo incontro, si chiarisce che è necessario svolgere una attività di un'ora con i 15 bambini che sono stati individuati come i conduttori della sezione ritmica.
La sezione ritmica “conduttrice” (quindici bambini) viene divisa in tre gruppi:
1) i legnetti sono suonati da un gruppo di quattro bambini, con alternanza di due coppie, perché devono suonare quasi in ogni pezzo e qualcuno potrebbe “stancarsi”; io stesso tengo in mano una piccola coppia di legnetti e conduco la sezione con la mia pulsazione; la funzione di questo gruppo sta nello scandire con regolarità tutti i movimenti della battuta;
2) i tamburelli con battente sono suonati da un gruppo di sei bambini, con alternanza di singoli in ogni pezzo (salvo l'ultimo, che prevede l'esecuzione di tutti); la funzione del tamburo con battente sta nello scandire il tempo forte della battuta; ad esso sono affiancati in alcuni casi due o tre triangoli;
3) i tamburelli con sonagli sono suonati da un gruppo di cinque bambini, con alternanza in sottogruppi di due o tre bambini; la funzione di questo gruppo è scandire ulteriori varianti ritmiche in alcuni pezzi; inoltre svolgono una funzione coloristica, accanto alle maracas, nei pezzi più gioiosi.
Un quarto gruppo è formato dalle maracas, dalle nacchere e dalle campanelline, che vengono date singolarmente ai bambini più piccoli, ed intervengono solo in funzione coloristica nei pezzi più gioiosi (ricordo che il progetto comprende 94 bambini dalla prima alla quinta classe).
Musica nella scuola primaria
La tastiera (che viene affidata ad un ragazzo più grande ed esperto, uno studente di Conservatorio, che presento ai bambini come mio assistente musicale alla tastiera) verrà usata solo nelle ultime prove generali, quelle che si svolgono non più nella palestra, bensì nel luogo dell'esecuzione (la chiesa parrocchiale del paese). La tastiera servirà a dare compattezza e sostegno a tutto l'insieme. Dopo alcuni altri esperimenti, decido che la tastiera introduca la canzone sulla base della pulsazione data dai legnetti; il coro accenna la melodia sottovoce, sillabando “la-la-la”, poi esegue la canzone con il testo, mentre la tastiera sostiene il tutto alzando un po' il volume. 
Con gli aggiustamenti operati in corso d'opera abbiamo trovato una buona soluzione di compromesso tra le esigenze strettamente didattiche e l'obiettivo di una produzione pubblica, anche tenendo conto di alcune richieste che mi sono giunte da parte delle maestre, motivate dalla conoscenza del contesto specifico.
Musica nella scuola primaria
Rispetto ad una idea di suddivisione rigida tra cantori e strumentisti, si capisce che i più dotati possono avere anche una doppia mansione. Il concetto fondamentale (da trasmettere ai genitori) è che nessuno è escluso, ma questo non significa che tutti possano fare la stessa cosa. Operando un riconoscimento dei livelli di competenza verificati all'inizio (“prerequisiti”, potremmo dire) si può realizzare il progetto richiesto e poi eventualmente programmare un lavoro ulteriore di approfondimento e miglioramento: ad esempio, potrebbe essere un laboratorio vocale, che permetta ai “presunti stonati” di imparare ad usare correttamente la voce; e un laboratorio di ritmica, che permetta di migliorare le capacità di scansione ritmica e le capacità manuali di uso degli strumenti.



 

sabato 30 novembre 2013

Valutazione del senso ritmico e definizione della sezione strumentale

Siamo giunti alla quarta lezione del percorso breve di educazione musicale nella scuola primaria, un progetto che coinvolge 94 bambini dalla classe prima alla classe quinta. Queste lezioni si svolgono all'interno delle singole classi, quindi si lavora con gruppi di bambini che vanno dalle 16 alle 22 unità.

Nella precedente lezione avevamo diviso i bambini in due gruppi, quello dei cantori e quello degli strumentisti: a questo secondo gruppo sarà affidato l'accompagnamento ritmico mediante strumenti a percussione.

Ora dobbiamo individuare, all'interno del gruppo ritmico, le differenti abilità, in modo da assegnare ad ogni bambino/a un compito adeguato all'interno dell'insieme. Al termine della valutazione i bambini saranno divisi in due gruppi: gruppo A, riservato a bambini meno sicuri nel senso ritmico, a cui saranno affidati ritmi più facili; gruppo B, riservato a bambini più sicuri, a cui saranno affidati ritmi un po' più difficili.

Infatti, le canzoni scelte sono state preparate con un arrangiamento che prevede la sovrapposizione di due, tre o quattro ritmi di accompagnamento. Le formule ritmiche rimangono costanti per tutto il pezzo.

La valutazione è dunque suddivisa in nove esercizi, che prevedono una progressione di difficoltà.

L'esercizio 1 è basato sulla pulsazione regolare:

Esercizio di ritmo musicale

In questo, come negli esercizi successivi, si propone la percussione con le mani; dapprima si scandisce il ritmo anche con la voce, poi si esegue senza voce.

L'esercizio 2 prevede l'alternanza regolare di suono e pausa:

Esercizio di ritmo musicale

dove il suono è effettuato con la percussione delle mani e la pausa con un gesto del dito indice che si alza in posizione verticale.

Nella progressione degli esercizi si chiede ai bambini di spiegare in cosa consiste la variazione rispetto all'esercizio precedente.

L'esercizio 3 prevede suoni e pause più lunghi:

Esercizio di ritmo musicale

L'esercizio 4 è una variante del precedente, con suono più corto (un quarto) e pausa più lunga (tre quarti).

Nell'esercizio 5 le pause sono poste a partire dal tempo forte, mentre la percussione avviene sul quarto movimento della battuta:

Esercizio di ritmo musicale

L'esercizio 6 è basato su una alternanza regolare di suoni e pause, individuando anche la differenza tra battere e levare mediante una maggiore accentuazione del suono in battere:

Esercizio di ritmo musicale

L'esercizio 7 è analogo, ma introduce il ritmo ternario:

Esercizio di ritmo musicale

L'esercizio 8 è una alternanza di suoni più lunghi e più corti; nell'esecuzione si cominciano a dare anche indicazioni di pratica stumentale, ad esempio una esecuzione più leggera e un movimento più ravvicinato nella scansione degli ottavi:

Esercizio di ritmo musicale

Infine l'esercizio 9 prevede una situazione mista più complessa:

Esercizio di ritmo musicale

I nove esercizi sono dunque pensati in una progressione delle difficoltà, perciò, mentre all'inizio il gruppo è formato in modo casuale, progressivamente possiamo spostare i bambini, definendo i due sottogruppi.

Al termine di questa progressione degli esercizi è chiara la suddivisione dei bambini tra coloro che sono più sicuri e coloro che sono meno sicuri; per questi ultimi sarebbe necessario un lavoro più intenso di educazione musicale (perché l'obiettivo dell'educazione è aiutare anche i più deboli a rafforzare le proprie competenze), ma trattandosi di un percorso breve si procederà ad una distribuzione di compiti adeguati al livello valutato nel corso di questa esercitazione. Nessuno comunque rimane escluso.








venerdì 22 novembre 2013

Terza lezione del percorso breve di educazione musicale

Nella terza lezione di questo percorso breve nella scuola primaria, finalizzato alla realizzazione di un concerto di 94 bambini, dobbiamo mettere a fuoco la divisione dei compiti, già abbozzata nella lezione precedente.

In ogni singola classe (in media venti bambini) vengono definiti i due gruppi di bambini, quelli che cantano e quelli che eseguono l'accompagnamento ritmico dei pezzi. Rispetto alla lezione precedente, le singole competenze sono più individuate e, con qualche piccolo aggiustamento, si può rendere più o meno definitiva questa scelta. Rimane "elastica" la possibilità, soprattutto per i più dotati, di far parte di entrambi i gruppi, fermo restando che ad ognuno è data la possibilità di partecipare attivamente e nessuno rimane escluso.

Il gruppo vocale è ora più amalgamato e riesce a cantare con soddisfacente intonazione sia le canzoni già proposte negli incontri precedenti (una nel primo incontro, Stille Nacht; altre due nel secondo incontro, Adeste fideles e Les anges dans nos campagnes), sia tre nuove canzoni (Tu scendi dalle stelle, abbinata a Siam pastori e pastorelle, poi White Christmas ed infine Joy to the world). Si tratta di canzoni molto note, per scelta voluta e condivisa con le maestre: ma ci riserviamo di proporre un paio di canti meno noti nel quarto appuntamento.

Le canzoni sono note (anche se alcuni bambini, in particolare tra i più piccoli, non le conoscono), ma ciò non significa che siano facili. Ad esempio, Stille Nacht nella tessitura più comoda per i bambini (in Si bemolle Maggiore) arriva comunque ad un Mi bemolle acuto e scende poi fino al Si bemolle grave; inoltre presenta un ritmo non facile:

Caro Gesù

Ancora più difficile White Christmas, con i suoi passaggi cromatici nella prima frase:

Bianco Natale

e con intervalli ampi nella parte finale:

Bianco Natale

In ogni caso, i bambini già selezionati imparano molto velocemente, al semplice ascolto della proposta vocale del docente.

La sezione ritmica viene affrontata con esercitazioni progressive, per ora ancora senza strumenti: si utilizzano il battito delle mani (alternato ad un gesto diverso per indicare le pause: ad esempio, il dito indice puntato verticalmente in avanti) e la scansione con la voce (PAM corrisponde al battito delle mani, NO corrisponde alle pause).

La prima proposta è la più semplice: pulsazioni continue e regolari; si nota comunque la tendenza dei bambini ad accelerare:

Educazione musicale

Seguono poi proposte di alternanza di battito e pausa, che rappresenta già una maggiore difficoltà:

Educazione musicale

Infine si propongono semplici sovrapposizioni di due o tre formule simultanee ed anche la sovrapposizione di queste al canto degli altri bambini: