venerdì 22 gennaio 2016

Cinque buone ragioni per cantare

Cantare fa bene alla salute! Fa bene al nostro corpo, è una efficace terapia naturale a favore del benessere fisico e di tutta la persona.
Benessere

Riporto e traduco  un articolo scritto da Umnia Shahid e pubblicato su "The Express Tribune" il 9 ottobre 2014.

Hai paura di cantare a una riunione di famiglia o nella privacy della tua camera da letto, perché senti che non sarà musica per le orecchie della gente? Non preoccuparti, perché il canto ha molteplici benefici fisici, mentali e spirituali. Il Centro di Ricerca Sidney De Haan per l'Arte e la Salute ha intrapreso approfondite ricerche per sostenere il suo scopo di ottenere che il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito fornisca ai medici la possibilità di "canto su prescrizione medica". Come descritto da time.com, qui ci sono cinque ragioni per cui si dovrebbe cantare.

1.Cantare aumenta la salute cardiovascolare:

Cantare è un'attività aerobica che aumenta l'ossigenazione nel sangue ed esercita i principali gruppi muscolari nella parte superiore del corpo, anche quando si è seduti. Diminuisce il rischio di malattie cardiache, colesterolo alto e malattie cardiovascolari.
 


2. Cantare stimola il cervello:

Cantare richiede di imparare a memoria testi seguendo una melodia, così come richiede di collegare parole con le emozioni che esprimono. Respirare cantando porta più ossigeno al cervello, che si traduce in neuroni che emanano impulsi, aumentando la consapevolezza mentale, la concentrazione e la memoria.
 


3. Cantare riduce lo stress:

Quando canti, il tuo cervello rilascia benessere in sostanze chimiche, tra cui le endorfine. Questo rende il cantare un efficace sollievo dell'umore e uno strumento prezioso per alleviare la depressione. Cantare con un gruppo sviluppa un senso di comunità e di appartenenza, riducendo così l'ansia.


4. Cantare è una terapia naturale:

La musica è una grande guaritrice. 
Il canto è anche utilizzato come terapia per le persone malate di cancro, didemenza e per i sopravvissuti ad un ictus. Cantare ha effetti simili sul corpo e sulla mente. Assicura benessere fisico, mentale, psicologico e sociale. Inoltre, migliora la postura e la respirazione, in quanto aumenta la capacità del sistema respiratorio.

5. Cantare costruisce fiducia in se stessi:

Cantare aiuta a sviluppare competenze per parlare con una voce naturale, potente e sicura di sé. Si può migliorare la capacità di usare la voce parlante, con maggiore chiarezza e fiducia. Cantare rilascia un ormone chiamato ossitocina, che aiuta a ridurre l'ansia, contribuendo in tal modo a superare la paura di parlare in pubblico. L'ossitocina aumenta anche sentimenti di fiducia, che rafforzano la fiducia in te stesso, non solo, ma anche in coloro che ti circondano.
 



venerdì 20 novembre 2015

Il metodo di studio più efficace per il pianoforte

Lezioni di musica
Nella didattica tradizionale del pianoforte (e della musica in generale) si insiste molto sulla disciplina e sullo "sforzo" necessario per conseguire un risultato. Mi sembra invece più utile sottolineare l'importanza di un corretto metodo di studio, che è la base per ogni successo nella applicazione. Infatti, noi potremmo dedicare ore e ore alla esercitazione, senza raggiungere risultati soddisfacenti, se non fossimo sorretti da un metodo di studio adeguato.

A questo aspetto del metodo di studio ho dedicato anni ed anni di riflessione e di sperimentazione, partendo dalla didattica tradizionale e abbandonandola progressivamente per giungere (già da oltre venti anni) a risultati più efficienti e produttivi. Il metodo che propongo mi ha permesso di realizzare con risultati più che soddisfacenti tutti i miei concerti, a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso.

Lo studio musicale di un pezzo pianistico (piccolo o grande che sia), si suddivide nelle tre fasi che ormai ben conosciamo: ritmica corporea, vocalità, applicazione strumentale. È molto importante capire che i princìpi del metodo e le sue fasi applicative sono uguali, sia al livello del principiante che al livello del professionista maturo.

Prima fase: ritmica corporea

Il punto di avvio è una lettura gestuale del testo: mediante la ritmica corporea assumiamo ogni necessaria conoscenza di tutte le informazioni contenute nella scrittura musicale e quindi l'indicazione dei parametri del suono (ritmo, altezza, intensità, timbro, articolazioni del suono, cioè legato, staccato.ecc.); a ciò possiamo aggiungere ogni altra nostra scelta che vorremo assumere, in particolare riguardo il fraseggio e dunque le accentuazioni (che spesso non sono esplicitate nel testo musicale, ma implicate dallo stile musicale).

Risulta chiaro dunque che, già in questa fase, non è corretto uno studio meccanico che pretenda di prescindere dal risultato musicale. E non è corretto ipotizzare uno studio preliminare con uguaglianza di suono che venga poi sostituito in una ipotetica fase successiva da uno studio delle varianti espressive del suono, che viceversa sono costitutive e caratterizzanti la natura di questo strumento e obiettivo di ogni esecuzione musicale.

La lettura gestuale utilizza dunque le tecniche della ritmica corporea; nel suo livello più avanzato essa si identifica con il gesto del direttore d'orchestra o di coro.

(segue al prossimo post!)

martedì 22 settembre 2015

L'arte della collaborazione pianistica nel Lied

Gerald Moore e Victoria de los Angeles


Uno studente di pianoforte può scoprire una vocazione particolare specializzandosi nella musica vocale da camera.

Il pianista inglese Gerald Moore (1899-1987) è passato alla storia come uno dei più famosi collaboratori di cantanti nel genere liederistico.

Nel suo libro "The Unashemed Accompanist" ("L'accompagnatore sfacciato") descrive il valore e il significato di questa particolare attività artistica. La sua conclusione è che il pianista collaboratore nella musica vocale da camera deve possedere tutto il deposito dei sentimenti umani, una fonte inesauribile di poesia, fuoco e romanticismo, ossia un cuore. In altre parole: è necessario, ma non sufficiente, avere una buona tecnica strumentale; occorre sentire il valore poetico dell'arte musicale.

Un esempio mirabile è dato dal Lied di Franz Schubert An die Musik (Alla musica), su testo di Franz von Schober:

Du holde Kunst, in wieviel grauen Stunden,
Wo mich des Lebens wilder Kreis umstrickt,
Hast du mein Herz zu warmer Lieb entzunden,
Hast mich in eine beßre Welt entrückt!

Oft hat ein Seufzer, deiner Harf' entflossen,
Ein süßer, heiliger Akkord von dir
Den Himmel beßrer Zeiten mir erschlossen,
Du holde Kunst, ich danke dir dafür!

Tu,arte soave, in quante grigie ore, 
quando il male di vivere mi assaliva, 
con il tuo caldo amore mi hai acceso il cuore, 
estasiandomi in un mondo migliore! 

Spesso un sospiro, uscito dalla tua magica arpa, 
un dolce, santo accordo ricevuto da te, 
mi ha aperto il cielo di un tempo migliore, 
o arte soave, ti ringrazio per questo! 

Il pianoforte "canta", proprio come la voce umana: accade nella introduzione (il canto è dato alla parte inferiore del pianoforte, suonato dalla mano sinistra) e poi nella frase pianistica conclusiva delle due strofe (nella parte superiore, data alla mano destra). 

Un esempio meraviglioso di questa arte interpretativa del Lied è dato dallo stesso Moore, ad esempio nella celebre esecuzione del 1957 con il soprano Victoria De Los Angeles.

sabato 4 aprile 2015

Un mottetto di Salieri

Antonio Salieri
Antonio Salieri (1750 - 1825), compositore italiano nato a Legnago nel Veneto, fu maestro di cappella nella corte imperiale degli Asburgo a Vienna. E' famoso anche per essere stato insegnante di compositori importanti come Beethoven, Schubert e Liszt.

Il mottetto "Confirma hoc Deus" (Offertorio per la Pentecoste) risale al.1809. Il testo è tratto dal Salmo 67/68, vv.28-29: "Conferma, o Dio, quanto hai fatto per noi!  Nel tuo tempio, che sovrasta Gerusalemme, i re ti porteranno doni."

Si tratta di un'opera corale di semplice fattura e nobile impianto, che può essere cantata senza grandi difficoltà anche da un coro amatoriale. Due temi musicali si alternano in una forma classica ed elegante.

Propongo dunque anche per questa composizione dei semplici files audio, che permettono ai cantori di ogni sezione di imparare la singola parte.

Studio della parte dei soprani

Studio della parte dei contralti

Studio della parte dei tenori

Studio della parte dei bassi

Ecco la partitura:



venerdì 20 marzo 2015

Studio di un inno corale inglese di Samuel Wesley

Methodist ChurchSamuel Sebastian Wesley (1810-1876) fu un organista e compositore inglese.

Nato a Londra, discendeva dalla famiglia dei fondatori del movimento metodista, il Risveglio della Chiesa Anglicana.

Il suo inno denominato Aurelia, presente nella raccolta Selection of Psalms and Hymns, a cura di C. Kemble, edita nel 1864, è tuttora cantato nei paesi di lingua inglese, in particolare con le parole Another year is dawning (Un altro anno inizia).

In Italia invece si canta con il testo Sol Cristo è della Chiesa di Eduardo Taglialatela (1875-1937), pastore della Chiesa Metodista Episcopale e poi docente universitario di filosofia e pedagogia a Messina e a Catania.

Il testo di Taglialatela esprime il fondamento della Chiesa in Cristo; può essere quindi cantato nella festa di Pentecoste. La versione inglese corrispondente è "The Church's one foundation".

La musica è tipicamente ottocentesca, poggiandosi su armonie dolcemente dissonanti, che ne accentuano il carattere espressivo e affettuoso.

Ecco la musica:
Wesley


 Ed ecco i files audio, registrati dal vivo al pianoforte: per i soprani, per i contralti, per i tenori, per i bassi

Volendo, si può esercitare l'esecuzione polifonica con un ascolto realizzato in formato MIDI.