mercoledì 9 gennaio 2019

Una "Romance" giovanile di Debussy

Negli anni Ottanta del XIX secolo il giovane Claude-Achille Debussy (1862-1918) iniziò la sua straordinaria opera di compositore, che per il suo carattere fortemente innovativo e creativo rappresenterà uno dei modelli di riferimento per le avanguardie del Novecento.

Impegnato come pianista accompagnatore in una classe di canto, il giovane musicista produsse una serie di lavori per canto e pianoforte, che rimasero lungamente inediti. Oggi sono conosciuti come "Vasnier Songbook", in ricordo della dedicataria segreta, Marie-Blanche Vasnier, soprano, nata nel 1848, con la quale il musicista ebbe un'intensa relazione, nonostante la differenza di età e la condizione di donna sposata con figli.

La romance "Silence ineffable" rappresenta bene lo stile giovanile del compositore, già decisamente orientato, a partire dal modello di Gabriel Fauré, verso una sensibilità armonica e timbrica che sembra ricercare nella bellezza del puro suono e degli impasti coloristici l'obiettivo principale della creazione musicale.

A tale scopo è funzionale l'adozione di testi della poesia francese dell'epoca, come ad esempio la raccolta "Les aveux" ("Le confessioni") di Paul Bourget, pubblicata nel 1882.

"Silence ineffable" è una composizione del 1883 o 1884. Il testo esprime bene la sensualità di un'atmosfera pregna di sensazioni acustiche, visive ed olfattive:

Silence ineffable de l'heure,
Où le coeur aimant sur un coeur
Se laisse en aller et s'endort,
Sur un coeur aimant qui l'adore!
 
Musique tendre des paroles,
Comme un sanglot de rossignols,
Si tendre qu'on voudrait mourir,
Sur la bouche qui les soupire!

L'ivresse ardente de la vie
Fait défaillir l'amant ravi,
Et l'on entend battre qu'un coeur
Musique et silence de l'heure!

Silenzio ineffabile dell'ora
In cui il cuore amante si lascia andare
E si addormenta su un cuore,
Su un cuore amante che l'adora!

Musica tenera di parole,
Come un singulto di usignoli,
Così tenera che si vorrebbe morire,
Sulla bocca che le sospira!

L'ebbrezza ardente della vita
Fa venir meno l'amante estasiato,
E si sente battere un solo cuore,
Musica e silenzio dell'ora!


L'atmosfera introdotta dai languidi accordi del pianoforte, in un'ambientazione di ambigua incertezza armonica, prepara l'entrata della voce, che dovrà rendere con suono morbidissimo, partendo da una dinamica in pianissimo, le raffinate frasi in cui si modella il rivestimento musicale del testo poetico. Morbidezza sensuale e tenera, che non potrà essere alterata dagli improvvisi e inaspettati slanci ascensionali verso il registro acuto, dapprima con un intervallo di decima minore, dal fa diesis3 al la4, poi in seguito con un salto di nona maggiore, dal la3 al si4. L'armonia, con i caratteristici procedimenti elusivi, le settime e le none non risolte, i suoni pedale, sostenuta dai singulti prodotti dal sincopato ritmico, risolve chiudendo nell'affermazione della tonalità di Mi Maggiore soltanto nella battuta conclusiva.

Studieremo questo pezzo suggestivo nel corso della masterclass di musica vocale da camera, a Verona dal 10 al 13 gennaio. http://musicavocaledacamera.altervista.org

Ecco la Romance completa:

Silence ineffable

Silence ineffable

Silence ineffable





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domenica 6 gennaio 2019

Un Lied per voce e orchestra di Gustav Mahler

Il Lied per voce e orchestra è un genere molto particolare, curato dai compositori di lingua tedesca tra la seconda metà del XIX e la prima metà del XX secolo. Si tratta infatti di un genere che nasce dallo spirito e dallo stile della musica vocale da camera, ma amplia la prospettiva sonora alla ricca tavolozza del contesto sinfonico, costituendo perciò una sorta di ponte tra la dimensione intimista della musica da camera e la potenzialità rappresentativa e drammatica del teatro musicale.

Rückert Lieder
"Ich bin der Welt abhanden gekommen" (1901) appartiene ad un gruppo di cinque Lieder per voce e orchestra che Gustav Mahler (1860-1911) compose su testi del poeta tedesco Friedrich Rückert (1788-1866).

Il testo è il seguente:

Rückert Lieder
Ich bin der Welt abhanden gekommen, 
Mit der ich sonst viele Zeit verdorben, 
Sie hat so lange nichts von mir vernommen, 
Sie mag wohl glauben, ich sei gestorben. 

Es ist mir auch gar nichts daran gelegen, 
Ob sie mich für gestorben hält, 
Ich kann auch gar nichts sagen dagegen, 
Denn wirklich bin ich gestorben der Welt. 

Ich bin gestorben dem Weltgetümmel, 
Und ruh' in einem stillen Gebiet. 
Ich leb' allein in meinem Himmel, 
In meinem Lieben, in meinem Lied.


La traduzione:

Io sono scomparso al mondo,
Con lui ho del resto sciupato molto tempo,
Di me non ha udito nulla già lungamente,
Può ben credere che io sia morto!

Di ciò non m'importa nulla,
Se il mondo mi ritiene morto,
Io non posso proprio dir nulla al contrario,
Perché veramente sono morto al mondo.

Io sono morto al trambusto del mondo
E tranquillo in un quieto luogo.
Io vivo solo nel mio paradiso,
nel mio amore, nel mio canto.

Il testo struggente, di intima confessione personale, nel quale il poeta esprime il suo disagio esistenziale di fronte alla povertà interiore del mondo sociale, è interpretato dal musicista con intensa partecipazione emotiva, rafforzata dall'uso di strumenti particolarmente evocativi, come il corno inglese, il clarinetto, il corno, il violino solista, che dialogano con la voce e si alternano ad essa nella rappresentazione del paesaggio emotivo. 

Un clima di sofferta e pacata nostalgia, una Sehnsucht dolente ma tuttavia risolta in dolcissimo abbandono lirico, che ricorda inequivocabilmente il celeberrimo Adagietto della Quinta Sinfonia, composta nello stesso anno.

Ich bin der Welt, Rückert Lieder
Il carattere del pezzo raccomanda l'uso di una voce media o grave, maschile o anche femminile. Ovviamente il Lied può essere eseguito in modo efficace anche con l'esecuzione al pianoforte: il pianista avrà cura di evocare le sonorità orchestrali, in questo dialogo coinvolgente nel quale, come al solito, quanto mai inopportuno potrebbe essere il riferimento al concetto di "accompagnamento", se ad esso si desse il significato deteriore di semplice sostegno subordinato alla voce cantante. In effetti, si tratta di un dialogo intenso, nel quale la parte strumentale sembra la risonanza interiore della parte vocale, come se la musica potesse andare oltre la semantica della parola, secondo la grande intuizione che ancora Mahler riprende dalla poetica romantica.

Un'interpretazione memorabile di questo Lied ci è data da Dietrich Fischer-Dieskau, con l'orchestra Filarmonica di Berlino diretta da Karl Böhm: clicca qui. Il cantante riesce a rendere pienamente la dolcezza sublime della parte vocale, secondo le indicazioni dell'autore: spesso invece in altre esecuzioni, pur ottime dal punto di vista tecnico, prevale una eccessiva drammatizzazione nell'enfasi interpretativa.

Studieremo questo Lied nell'ambito della masterclass di musica vocale da camera, a Verona dal 10 al 13 gennaio 2019. 

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