venerdì 14 dicembre 2018

L'accompagnamento di "Un'aura amorosa"

Così fan tutte
Riassumo qui brevemente una lezione che ho tenuto ieri al Conservatorio di Mantova ad una brava studente proveniente dalla Cina.

La celebre aria di Ferrando, in "Così fan tutte" (1790) di Mozart, è un pezzo di straordinaria bellezza, nel quale il pianista accompagnatore deve sostenere ed assecondare la voce del tenore e le sue intenzioni espressive, guidandolo e suggerendogli la giusta sonorità richiesta al fine di rendere quella soavità ineffabile che è la cifra inconfondibile del genio mozartiano.

Per fare ciò è necessario che il pianista studi con attenzione la partitura d'orchestra, la strumentazione semplice ma ricca di finezze che idealmente, suggestivamente, deve cercare di riprodurre.

Un'aura amorosa. Aria di Ferrando
L'unica battuta iniziale precede l'attacco della
voce, quasi fosse un segnale di apertura. La strumentazione prevede qui tutti gli strumenti utilizzati nell'aria: clarinetti, fagotti, corni e archi. Notiamo la presenza dei clarinetti in vece degli oboi oppure dei flauti, a caratterizzare il clima morbido, la sonorità addolcita e soave che viene poi richiesta al tenore. Il clarinetto esprime appieno la poetica preromantica delle ultime opere di Mozart.

La prima parte dell'aria è accompagnata da una semplicissima figurazione, affidata esclusivamente alla sezione degli archi, con sordino. Ciò implica una indicazione precisa sia per il cantante, sia per il pianista accompagnatore: si tratta del trionfo della morbidezza, nella ricerca di un suono intimo e interiormente coinvolto nella delicatezza dell'espressione affettiva.

Sulla corona il pianista può consigliare al cantante, secondo tradizione, una piccola cadenza in modo improvvisativo, a condizione che essa non alteri minimamente il carattere generale dell'aria con frivolezze ornamentali o, peggio, virtuosistiche che sarebbero del tutto fuori luogo. Si può salire verso l'acuto (sempre con estrema morbidezza) oppure scendere sulla prima ottava e da lì risalire verso la ripresa del tema principale.

Così fan tutte Aria di Ferrando

Nella seconda parte dell'aria essa appare significativamente variata, non solo nella parte del canto, ma anche nella strumentazione: i fiati danno maggiore corpo alle figurazioni. Evidentemente questa variante richiede una maggiore presenza di suono anche nel solista vocale.

Così fan tutte Aria di Ferrando
Ad un certo punto l'orchestra enfatizza la parte del canto, con le figurazioni in sedicesimi, raddoppiate all'ottava, proposte rispettivamente da clarinetti e fagotti e da violini primi e secondi. L'effetto di ogni singola parte strumentale è un legato espressivo, che anche il pianoforte deve riuscire a rendere: il pianista dovrà dunque eseguire le ottave legate, con suono sostenuto ma morbido; potrà certamente aiutarsi con il pedale (molto velocemente cambiato, ad ogni sedicesimo), ma innanzitutto dovrà saper eseguire il legato senza pedale con le sole dita.

Mi sembra evidente che saper suonare bene questo accompagnamento richieda capacità tecniche e sensibilità artistica in tutto analoghe a quelle richieste dal repertorio pianistico del solista.


sabato 8 dicembre 2018

La scuola della velocità al pianoforte

Parafrasando il titolo di una celebre raccolta di studi di Carl Czerny (Die Schule der Geläufigkeit, composta nel 1833 circa) possiamo ricondurre la difficoltà di esecuzione a quattro fattori: meccanico, cognitivo, espressivo e psicologico. 

Dal punto di vista meccanico, si tratta di eseguire tutte le note in velocità, senza errori e senza irrigidimenti muscolari. In ciò viene spesso identificata unicamente la difficoltà tecnica, ma questo non è sufficiente ad esaurire la complessità del problema.
Die Schule der Geläufigkeit

Va aggiunta infatti una componente più specificamente cognitiva, che riguarda l'assimilazione delle difficoltà derivanti dalle modifiche della scrittura musicale, da eseguirsi in velocità: ad esempio, i cambi di figurazione, i cambi di tonalità, alcune figurazioni particolari di difficile lettura, la memorizzazione delle diteggiature.

C'è poi da considerare l'aspetto della espressione della musica, che consiste nella capacità di modificare le dinamiche in velocità: questo è un aspetto sul quale hanno insistito molto tutti i grandi didatti dell'Ottocento, anche quelli ritenuti ingiustamente i più "meccanici", come ad esempio lo stesso Czerny, che nel suo Metodo per pianoforte (Vollständige theoretisch-praktische Pianoforteschule op. 500, Vienna 1839) scrive: "l'accento d'espressione dee sempre cader sull'appropriata nota.... il buon senso, quanto ad armonia, chiarezza, ritmo, ed in ispecie quanto al carattere d'esecuzione competente ad ogni determinato passo, può ben guidarci a non errar la musicale declamazione, ed a renderci il più possibilmente intelligibili agli uditori in quanto all'esprimer le proprie nostre sensazioni. I moderni compositori soglion porre d'ordinario esattamente i segni ad ogni nota che vogliono espressa in modo particolare (cioè: >, /\, rf, sf, fz, fp, e simili); nel qual caso non ha il suonatore che da osservar ed eseguir esattamente siffatti segni."

Lezioni di pianoforte
Infine deve essere tenuto nella giusta considerazione l'aspetto psicologico dell'esecuzione in velocità: occorre esercitare la tenuta della concentrazione e della tranquillità sulla "lunga distanza", cioè sulla continuità prolungata delle figurazioni. Il rischio sta nella perdita di concentrazione ovvero nell'accumulo di stress nel tempo prolungato. Se è vero che questi fattori dipendono molto dalla struttura complessiva della personalità dell'esecutore, ciò nondimeno occorre pensare ad una possibilità di esercitare e migliorare questa capacità con opportune procedure di allenamento. 

lunedì 3 dicembre 2018

Un esempio di lezione per cantanti e per pianisti accompagnatori

Nel Nuovo Ordinamento dei Conservatori italiani sono previste materie di insegnamento che arricchiscono l'offerta formativa. Ad esempio, gli studenti di Pianoforte possono ora studiare anche le tecniche, lo stile e le problematiche dell'Accompagnamento, in particolare rivolto ai cantanti. Gli studenti di Canto, a loro volta, possono approfondire le tecniche della  lettura a prima vista e lo studio dello spartito con il docente pianista specializzato nell'Accompagnamento. Appare evidente che queste opportunità favoriscono lo sviluppo delle competenze e le opportunità di lavoro per i giovani.

Canto Accompagnamento pianistico
Nelle mie lezioni utilizzo efficacemente i Vocalizzi di Giuseppe Concone (1801-61), sia per gli studenti di Canto che per coloro che studiano Accompagnamento Pianistico. Queste opere sono particolarmente efficaci per la progressione delle difficoltà, la cura del fraseggio vocale e la tipicità della scrittura pianistica.

Agli studenti di Canto insegno ad eseguire correttamente seguendo le indicazioni dinamiche, le legature e i respiri indicati (che sono funzionali ad esercitare la corretta gestione del fiato).

Per gli studenti di Accompagnamento Pianistico propongo la lettura a prima vista, sostenuta dall'analisi armonica, che aiuta ad individuare sinteticamente la successione dei vari accordi. Segue l'esercitazione di accompagnamento della voce e la conseguente descrizione degli aspetti specifici dell'esecuzione vocale. Infine propongo l'esercitazione del trasporto, sia della parte vocale, sia di quella strumentale: inizialmente si esercita un trasporto senza modifica del nome delle note (ad esempio: da Mi bemolle Maggiore a Mi Maggiore), poi via via con cambi di tonalità più complessi.

Bellini
Non manco di far notare come lo stile di questi vocalizzi, composti negli anni Trenta del XIX secolo, sia una efficace propedeutica allo studio della musica vocale dei grandi operisti italiani dell'epoca, in particolare Bellini e Donizetti, fino al primo Verdi.

sabato 17 novembre 2018

Il canto della sirena di Haydn

Franz Joseph HaydnLa prima raccolta di "Sei canzonette originali per voce con accompagnamento di pianoforte" fu pubblicata da Franz Joseph Haydn ad Edimburgo e dedicata ad Anna Hunter. Seguì una seconda raccolta l'anno seguente.

Esse rappresentano dunque un'opera della maturità del grande compositore, che soggiornò in Inghilterra in due occasioni dal 1791 al 1795: un periodo lieto e fecondo, suggellato da una grande produzione creativa.

La prima di queste "canzonette" si intitola "The mermaid's song", ossia "Il canto della sirena". Il testo è stato scritto dalla stessa Anne Hunter (1742-1821), poetessa e intellettuale, vedova recente del medico chirurgo John Hunter.



Anne Hunter
Now the dancing sunbeams play
On the green and glassy sea,
Come, and I will lead the way
Where the pearly treasures be.
Come with me, and we will go
Where the rocks of coral grow,
Follow, follow, follow me.
Come, behold what treasures lie
Far below the rolling waves,
Riches, hid from human eye,
Dimly shine in ocean's caves.
Ebbing tides bear no delay,
Stormy winds are far away.
Come with me, and we will go
Where the rocks of coral grow,
Follow, follow, follow me.


Ora che i raggi del sole danzanti giocano
sul mare verde e limpido,
vieni, ed io ti guiderò
dove sono i tesori perlacei.
Vieni con me e andremo
dove sorgono le rocce di corallo.
Seguimi, seguimi, seguimi.
Vieni, guarda quali tesori giacciono
lontano sotto i flutti ondeggianti,
ricchezze, nascoste all'occhio umano,
brillano fiocamente nelle caverne dell'oceano.
Le maree decrescenti non ritardano,
i venti tempestosi sono lontani.
Vieni con me e andremo
dove sorgono le rocce di corallo.
Seguimi, seguimi, seguimi.

Benché il titolo sottolinei la funzione di "accompagnamento" del pianoforte, si nota l'importanza solistica che il compositore attribuisce allo strumento, che nell'introduzione si esibisce in figurazioni brillanti, suggestivamente evocative, e poi, all'entrata della voce, dialoga alla pari con la solista cantante. Evidentemente si coglie in questa scrittura pianistica generosa e ricercata l'impressione notevole suscitata in Haydn dalla possibilità di provare i nuovissimi strumenti della ditta Broadwood, ormai adeguati a sottili finezze espressive e ad un meccanismo di efficace agilità.





giovedì 18 maggio 2017

Balocchi e profumi

Profumi e balocchi
Una celebre canzone degli anni Venti: narra la triste vicenda di una mamma che pensa a se stessa anziché alla propria bimba, e si pente quando ormai è troppo tardi.

La musica ha il fascino di quel tempo ormai remoto e si appoggia su un languido ritmo di tango.

Possiamo imaparare a cantare questa canzone, anche mediante lo spartito per voce e pianoforte. Se si vuole, si può realizzare anche con un gruppo di cantanti: per il ritornello è prevista una armonizzazione per coro a quattro voci.