lunedì 16 dicembre 2019

L'Uccellino d'Oro, di Riccardo Zandonai


Riccardo Zandonai
Ritratto giovanile di Riccardo Zandonai
La fiaba musicale L'uccellino d'oro è un'opera giovanile di Riccardo Zandonai (1883-1944), scritta tra il 1905 e il 1907, subito prima del felice avvio dei suoi trionfi nazionali ed internazionali, che iniziarono con la quasi coeva pubblicazione del Grillo del focolare presso il celebre editore Ricordi. Essa fu composta proprio per Borgo Sacco ed in particolare per le operaie della Manifattura Tabacchi, presso la quale lavorava anche la madre del compositore, Carolina Todeschi. La fiaba fu perciò rappresentata nel Ricreatorio Parrocchiale di Sacco ed eseguita da un cast tutto femminile, in una dimensione di evento amatoriale ma di grande finezza artistica, garantita dalla qualità straordinaria della musica e dalla presenza del compositore stesso al pianoforte. Molti abitanti di Sacco e di Rovereto hanno ancora memoria delle prime esecuzioni, tramite i racconti dei loro nonni.
Il libretto fu realizzato da don Giovanni Chelodi (1882-1922), sacerdote presente a Sacco dal 1905 e destinato poi ad una brillante carriera accademica presso il Seminario Arcivescovile di Trento, purtroppo troncata dalla sua morte prematura.

Manoscritto Uccellino d'oro Zandonai
Nicola Sfredda e il direttore della Biblioteca Civica di Rovereto
con il manoscritto originale di Zandonai
Riccardo Zandonai
Foto di scena, Rovereto, 2019
Uccellino d'oro di Zandonai
Valentina Di Blasio,
l'Uccellino d'oro nella rappresentazione di Rovereto del 2019,
con Nicola Sfredda
Zandonai non trascurò il suo piccolo gioiello neppure negli anni successivi, pur così fecondi e ricchi di attività importanti, come si evince dalle sue lettere e testimonianze. Si sa infatti che la fiaba fu eseguita ancora molte altre volte, almeno fino alla prima guerra mondiale. Tuttavia la partitura originale andò perduta e anche dello spartito per canto e pianoforte si sono ritrovate le tracce in tempi molto recenti: fino a pochi anni fa si dubitava addirittura dell'autenticità dell'opera e il dubbio è stato definitivamente risolto solo con il recentissimo ritrovamento del manoscritto autografo.

L'opera si struttura in tre brevi atti, che alternano le parti musicali alla recitazione, secondo l'antica forma del Singspiel, particolarmente coltivata nei paesi di lingua tedesca e di cui l'esempio più celebre rimane il mozartiano Flauto magico. Le parti solistiche prevedono un soprano leggero di coloratura (l'Uccellino), un soprano lirico (Rosabella), un mezzosoprano (la perfida Matrigna), un tenore (Riccardino) e un baritono, che può cantare due differenti ruoli, dapprima il Re di Terziglio e poi il Cuoco. Molto importante la presenza del coro femminile.

Dopo alcune riprese nel 1946 e una incisione discografica del 1958 (tutte dirette da Silvio De Florian), l'opera è stata nuovamente rappresentata alla Sala Filarmonica di Rovereto il 7 dicembre 2019, sotto la direzione di Nicola Sfredda. Pianista Giorgia Turchi. Regia, scene e costumi di Valentina Cristiani. Produzione dell'associazione Amici dell'Opera di Rovereto. Valentina Di Blasio ha cantato nel ruolo principale. Gli altri ruoli sono stati coperti da Mia Malezija (Rosabella), Marina Serpagli (Matrigna), Alberto Penati (Riccardino) e Rui Ma (Re di Terziglio e Cuoco). Ensemble Vocale Femminile "Giardino delle Arti", preparato da Maria Letizia Grosselli. Compagnia Teatrale "Gustavo Modena" di Mori.

La pianista Giorgia Turchi ha registrato tutta la parte strumentale dell'opera.

Riccardo Zandonai



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