giovedì 9 agosto 2012

Uno Scherzo di Beethoven

Una domanda posta da uno studente

Ho ricevuto questa domanda da uno studente: "Devo analizzare la sinfonia numero 1 in DO maggiore opera 21 di Beethoven, ma ho un problema con il minuetto, ossia il terzo tempo. Lo schema sembra completamente diverso dagli altri movimenti ma su Internet non trovo niente, a parte che è più uno scherzo che un minuetto, ma non sapendo cos'è uno scherzo... anche i cambi di tonalità sono improvvisi e spesso non si capisce niente....".

Con Beethoven finisce l'edonismo settecentesco

Ecco la mia risposta. Dici bene, caro studente: è indicato Menuetto (ossia Minuetto), ma di fatto è uno Scherzo, perché è un tempo ternario molto più veloce; questa è una delle novità strutturali di Beethoven rispetto alle Sinfonie del Settecento. Infatti si batte in uno, ossia: i movimenti per ogni battuta sono tre, ma la velocità del pezzo porta ad una sola scansione per ogni battuta.

Mentre nel Settecento prevaleva un'idea di musica di intrattenimento, e la danza Minuetto, con il suo andamento moderato e le movenze leziose e galanti era quasi il simbolo di quel tipo di musica (e della società che la richiedeva), con Beethoven si afferma perentoriamente l'individualismo borghese e romantico, con espressione volitiva e tenace della personalità dell'artista: lo Scherzo, con i suoi ritmi incalzanti e vigorosi, esprime efficacemente questa volontà indomita. Notiamo che la Sinfonia fu scritta proprio tra il 1799 e il 1800, quindi anche la data ci sembra simbolicamente cruciale.

Una breve analisi

Come possiamo analizzare in breve questa composizione? Ci vorrebbe molto spazio! Ma la velocità di Internet mi costringe alla brevità. Per forza di cose dovrò usare qualche parola "tecnica" (che scriverò in corsivo), ma chiunque può contattarmi (maestrosfredda@gmail.com) per ricevere spiegazioni ulteriori. Ogni termine tecnico è spiegato con cura nel programma didattico Suonare Cantare Star bene.

Almeno consideriamo le suddivisioni formali più ampie: il primo ritornello corrisponde al primo periodo, che conclude con una modulazione a Sol Maggiore (il pezzo è in Do Maggiore). Il tema è caratterizzato dal ritmo incalzante, fortemente marcato sul tempo forte, dall'indicazione di movimento Allegro molto e Vivace e dal prevalere di suoni staccati:



Nelle successive 17 battute giunge ad una cadenza a Re bemolle Maggiore, cioè ad una tonalità lontana da quella del pezzo: anche in questo fatto notiamo il dinamismo drammatico della musica di Beethoven, in contrasto con l'edonismo settecentesco.

Poi otto battute caratterizzate dal pedale di tonica ('re bemolle' tenuto dai bassi e fagotto II), Le successive 11 battute preparano la ripresa del tema in Do Maggiore, che si prolunga per 35 battute.

Segue il Trio (così si chiamava la sezione centrale, contrastante, anche nel classico Minuetto), che è anch'esso in Do Maggiore ed è caratterizzato dalle figuazioni in ottavi dei violini sopra un accompagnamento armonico e ritmico (minima e semiminima) realizzato prevalentemente dagli strumenti a fiato:



Anche il Trio è suddiviso formalmente mediante i ritornelli; segue poi la ripresa Da Capo della sezione A.

L'analisi è molto sintetica e potremmo fare molti approfondimenti! Ma lo spazio è esaurito, per oggi.

2 commenti:

  1. la modulazione a reb maggiore nella seconda sezione, la possiamo considerare come modulazione alla "sesta napoletana" il reb maggiore infatti in primo rivolto è la sesta napoletana di do minore/maggiore, questa modulazione sarà molto usata anche da compositori successivi come per esempio Chopin

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    1. Grazie, Andrea! La tua precisazione definisce bene il passaggio storico dell'opera di Beethoven dal classicismo al romanticismo

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